Messaggio forte alla Fnsi. DALLA “REPUBBLICA” IN 200: NO al TAGLIO degli SCATTI BIENNALI. Siddi: "Finora non si mai parlato degli scatti biennali"
Roma, 27 novembre 2008. Oltre duecento giornalisti di Repubblica hanno firmato un documento per dire no al taglio degli scatti di anzianità in sede di rinnovo del contratto di lavoro. La corposa rappresentanza chiede un impegno in tal senso al proprio Comitato di Redazione che dovrebbe portare questa posizione in Federazione nazionale della Stampa. «Oltre duecento giornalisti di Repubblica - si legge nel documento - chiedono che le attuali garanzie contrattuali non vengano incrinate. Si fanno ad esempio sempre più insistenti le voci che accreditano il taglio degli scatti di anzianità, andando a cancellare o comunque a stravolgere l'unica voce certa che garantisce l'automatismo salariale che incide sulla busta paga a fronte di un aumento costante dei carichi di lavoro». «Allarmanti - proseguono i giornalisti - sono anche le ipotesi su un ricorso non ben governato alla multimedialità, su una flessibilità senza regole, sui cosiddetti service interni che potrebbero portare ad appaltare interi pezzi dell'informazione a strutture estranee ai giornali. Sono elementi che richiamano la nostra attenzione e ci preoccupano profondamente. È il momento di farci sentire e di ritrovare l'orgoglio della categoria per dire in modo compatto un no fermo e forte a simili sciagurate ipotesi». (ANSA).
SIDDI AI 200 di REPUBBLICA: “NON SI È PARLATO degli SCATTI”
Roma, 27 novembre 2008. «La nota di un gruppo di giornalisti di Repubblica sulle trattative del contratto e presunti tagli di scatti di anzianità e diritti contrattuali contiene notizie false e fuorvianti; pure manipolazioni che danneggiano una trattativa difficilissima, che richiede molta consapevolezza, serietà e onestà intellettuale e morale»: è la replica di Franco Siddi, segretario della Federazione Nazionale della Stampa, al documento dei duecento giornalisti di Repubblica. «È noto a tutti che di scatti e retribuzioni ancora non si è potuto parlare con la controparte - dice Siddi - la quale è vero da quattro anni chiede di cancellare gli scatti. La posizione del sindacato è diversa. Altrettanto dicasi per altre materie, come la multimedialità che non bisogna temere, ma affrontare con criteri di governo professionale, trasparente come il sindacato sta facendo. Chi tanto si agita per impaurire il sindacato farebbe meglio a spendere le sue migliori energie per studiare la complessità in cui vive e la realtà delle trasformazioni che incombono sul sistema dell'editoria, su cui pesano le grandi incertezze economiche del mondo sviluppato. Prima conoscere e capire, sarebbe la buona regola di ogni giornalista». (ANSA).
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