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NESSUNO SCONTO SUGLI SCATTI,
NO AI GIORNALISTI SPEDITI
COME UN PACCO POSTALE CON
IL MULTITESTATA SELVAGGIA,
MA SI’ ALLA MULTIMEDIALITA’
REGOLATA. LA CRISI SI COMBATTE
SFIDANDO IL PROGRESSO,
NON TALGLIANDO LA BUSTA PAGA.
di Andrea Montanari, cdr di Repubblica

www.affaritaliani.it
Contratto dei giornalisti/
Le redazioni di Repubblica,
del Corriere della Sera
e del Messaggero: attenzione
alla flessibilità, potrebbe
trasformarsi in licenziabilità.

Milano, 9 dicembre 2008. Dopodomani i Comitati di Redazione si riuniranno a Roma per discutere finalmente della trattativa per il rinnovo del nostro contratto, fermo da ormai quasi quattro anni. Le tante assemblee che si sono svolte in queste settimane nelle redazioni hanno lanciato un messaggio chiaro al tavolo che riunisce sindacato ed editori: un secco no a qualsiasi intervento sugli scatti di anzianità e alla proposta di trasformare i colleghi in una sorta di pacchi postali con l’introduzione della cosiddetta "multitestata" selvaggia. Ovvero: la possibilità per un gruppo editoriale, da ora in poi, di assumere un giornalista per una testata per poi trasferirlo, anche senza il suo consenso, in un’altra, senza il minimo rispetto per la sua professionalità. Due proposte che per fortuna finora la Fnsi ha definito inaccettabili. Una posizione che condivido e che a mio parere andrà rilanciata all’Ergife senza tentennamenti. Non è il momento di abbassare la guardia.


Se, come il segretario Fnsi Franco Siddi ha confermato, al tavolo non si è ancora mai parlato di questioni economiche, gli editori hanno alzato un muro sulle loro richieste normative. E la situazione è quella che tutti hanno sotto gli occhi: lo stallo più completo. Dopo tanti inviti al "coraggio", al "progresso" e comunicati pieni di ottimismo.


Una situazione dalla quale a mio parere non si esce spianando la strada a un arretramento normativo e della rivalutazione della busta paga, che indebolirebbe ancora di più la professionalità dei colleghi e la libertà del loro lavoro. I colleghi lo hanno capito e anche i fatti stanno dando ragione a chi in questi mesi ha alzato la voce, perfino raccolto firme, per fare sentire la voce della base.


Chi come me è stato assunto dopo il 1997 (e stiamo diventando la maggioranza) è la prova vivente del perché è sbagliata la proposta di chi propone di non abolire gli scatti, ma magari di "rimodularli", sostenendo che oggi gli ultimi scatti non si maturano più perché le assunzioni arrivano più tardi. Basterebbe sottolineare che proprio perché gli editori già non li pagano più, non si capisce perché chiedano di rivedere il meccanismo.


E’ tecnicamente sbagliato oltre che forviante portare l’esempio del giusto accordo sul costo del lavoro del luglio 1993. Allora correva l’inflazione, oggi semmai c’è la deflazione. Allora le buste paga correvano più del costo della vita. Oggi l’Istat ci dice che il potere d’acquisto dei giornalisti in questi anni si è indebolito e non ha certo contribuito a far salire l’inflazione. La proposta di introdurre un meccanismo inversamente proporzionale a favore dei giovani è apprezzabile se applicata agli aumenti contrattuali, è solo un affare per gli editori se invece dovesse essere applicata agli scatti. Che restano l’ultimo automatismo che oggi garantisce oggi a un collega di ricevere ogni due anni un piccolo aumento, anche se se non accetta i condizionamenti dei capi, che oltretutto gli editori vorrebbero trasformare in direttori-manager.


Faccia vedere la sua busta paga chi propone soluzioni di questo tipo. Io la mia l’ho già resa pubblica. Guadagno circa 2000 euro al mese, domeniche comprese. E sono stato assunto nel 1997. Già con l’ultimo contratto, i neo assunti hanno gli scatti sterilizzati per trenta mesi. Mi chiedo e vi chiedo: di che cosa stiamo parlando?


Chi come me fa parte della ormai folta categoria dei post ’97 e sa cosa vuol dire essere penalizzato rispetto agli altri, non accetta che ancora una volta si dia una fregatura ai futuri neo assunti. Mi domando come sia possibile parlare di queste cose senza che nemmeno si sia arrivati a uno straccio di proposta di tipo economico. Senza tener conto che in un momento di crisi economica come questa non c’è da aspettarsi offerte generose, alle quali dovrà essere sottratta l’indennità di vacanza contrattuale che abbiamo ricevuto in busta paga in questi anni. Fatevi due conti e vedrete.


Aggiungo che oltretutto tutte queste aperture da parte del sindacato hanno portato gli editori a sentirsi così forti da accoccarsi su posizioni finora mai assunte. Sul "multitestata" come sulla richiesta di licenziare i capi redattori, i condirettori, i vice direttori e i direttori. Così come sulla possibilità di trasferire un collega dalle Alpi alla Sicilia anche senza il suo consenso.


Spiace che in tutto questo si sia parlato poco e male di multimedialità. Una novità che molti Cdr, invece, hanno saputo accogliere come una opportunità per il futuro perfino più degli editori. È quella la vera cassa forte sulle quale dovrebbero puntare gli editori per tornare a produrre utili per i loro azionisti. Invece, loro sembrano puntare più a volere una scatola vuota, mentre concentrano le loro forze per cambiare il meccanismo degli scatti. A volte purtroppo "stampellati" da chi intanto li manterrebbe inalterati. Per questo è importante che semmai, come spero, si arriverà a una bozza di nuovo contratto, i colleghi la votino nelle redazioni in un referendum senza barriere e soprattutto senza quorum.


 


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www.affaritaliani.it


Contratto dei giornalisti/
Le redazioni di Repubblica,
del Corriere della Sera
e del Messaggero: attenzione
alla flessibilità, potrebbe
trasformarsi in licenziabilità


 


Roma-Milano, 9 dicembre 2008. Al via una tre-giorni cruciale per il rinnovo del contratto dei giornalisti. Le delegazioni di Fieg e Fnsi si incontrano nuovamente questa settimana, ma intanto si registra la presa di posizione di Claudio Gerino del Comitato di redazione di Repubblica, che in vista della Conferenza dei Cdr dell'11 dicembre "apre" alla possibilità di un intervento sugli scatti, ma mette in guardia sull'ipotesi che un multitestata e una mobilità non regolate si trasformino di fatto in una libertà di licenziamento da parte degli editori. "Probabilmente - scrive Gerino sul sito di Quarto Potere - nei grandi gruppi editoriali un uso selvaggio del lavoro giornalistico su più fronti, magari con la creazione di service interni, sia quasi impossibile e comunque la forza contrattuale delle redazioni è ancora tale da imporre in ogni caso una regolamentazione. Sono le piccole testate, le nuove testate, i periodici che spuntano e muoiono come funghi, invece, ad essere quelli più a rischio nel discorso della 'multitestata'. Che implica, nelle intenzioni degli editori, anche il trasferimento coatto, pena il licenziamento. Badate bene, è assurdo pensare che si debbano trasferire colleghi da una parte all'altra dell'Italia quando esiste un mondo telematico che, invece, permetterebbe forme di lavoro 'a distanza' (parlo in particolare del lavoro di desk). Ma perché gli editori vogliono la libertà di trasferimento? Non solo e non tanto per poter fare giornali con pochi giornalisti (se sono giornalisti) spostandoli da una parte all'altra dello scacchiere editoriale, ma perché la libertà di trasferimento implica la libertà di licenziamento".


E lanciano un appello contro il piano degli editori di "rottamare" tutti i giornalisti con almeno 58 anni di età e 18 di anzianità contributiva anche 180 giornalisti del Messaggero, quasi il 90 per cento della redazione, con un documento affidato al loro Cdr. Le norme sui prepensionamenti non sono discusse sul tavolo per il rinnovo del contratto nazionale e sono invece contenute nella legge sull'Editoria, che interviene nei casi di crisi, riorganizzazione e ristrutturazione aziendale.


Il Cdr del Corriere della Sera, da parte sua, ha inviato una lettera aperta - sottoscritta da 252 giornalisti del quotidiano milanese - al Segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, invitando lui e tutta la Segreteria federale a "garantire le attuali tutele contrattuali", in particolare con il rifiuto di flessibilità e mobilità obbligatorie e l'esclusione di tagli o diluizioni agli scatti di anzianità. (www.affaritaliani.it del 9/12/2008)


 


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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2956



Giornalisti. Contratto:


Fnsi e Fieg a un passo


dalla rottura. La trattativa


slitta di una settimana.


Due nodi sul tappeto


(“capi” e “multitestate”)


allontanano le parti. E poi


l’incognita del confronto


sui temi cruciali degli scatti


e dell’aumento economico.


 


Siddi: “Accordo possibile, ma dipende dagli editori”


Donati: "Non vedo prospettive di una conclusione rapida".


GIOVANNI ROSSI: “DECISIVO L’INCONTRO DEL 10/12”


 


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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3019


Messaggio forte alla Fnsi.


DALLA “REPUBBLICA”


IN 200:  NO al TAGLIO


degli SCATTI  BIENNALI.


Siddi: "Finora non si mai


parlato degli scatti biennali"


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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3020


ULTIMATUMO ALLA FNSI. 


Al Corsera raccolte 252 firme


con richiesta a Franco Siddi


di  “garantire le  attuali tutele”.


Siddi: "Pronti alla mobilitazione".


 


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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3007


Parole ferme e ineludibili.


Redazione del Messaggero:


no alla rottamazione


selvaggia dei giornalisti.


(con 800-1000 prepensionamenti).


Difesa degli scatti di anzianità.


 


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