Dal nostro inviato collettivo Francesco M. De Bonis
Roma, sabato 29 novembre 2008. Con 162 voti favorevoli su 167 votanti, tre voti contrari e 2 astenuti, l’assemblea dei giornalisti di Repubblica ha approvato ieri, venerdì, una mozione che riconferma la fiducia al Comitato di redazione, dopo la diffusione della lettera con cui oltre duecento giornalisti del quotidiano sollecitavano il Cdr "a battere un colpo per dire no al taglio degli scatti e a far sapere alla Fnsi che le attuali garanzie contrattuali non devono essere toccate nella trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro i corso con gli editori". Un risultato significativo a pochi giorni dalla verifica sulla trattativa tra Fnsi ed editori in programma martedì prossimo. E in vista della Conferenza nazionale dei Cdr convocata a Roma l’11 dicembre.
La diffusione dell’appello alle agenzie preannunciata al Cdr, ma non concordata con la redazione, infatti, era stata equivocata con una sorta di commissariamento del Comitato di Redazione e del suo lavoro interno al giornale. Tanto che i tre membri romani, Claudio Gerino, Marina Garbesi e Paolo Samarelli si sono presentati dimissionari all’assemblea. Ipotesi invece subito respinta dagli altri due membri del comitato, Andrea Montanari e Raffaele Lorusso, che hanno invitato i colleghi a rivedere la loro decisione. In un clima a tratti teso, simile a quello dell’assemblea precedente, dove era stato contestato il segretario Fnsi Franco Siddi, i giornalisti di Repubblica si sono confrontati, in qualche passaggio, senza esclusione di colpi.
Salvo poi ricompattarsi sul "no" della "stragrande maggioranza" all’ipotesi di "toccare gli scatti di anzianità" e alla proposta "di multitestata" prospettata dagli editori nell’ultimo incontro ufficiale. Un no destinato a pesare in vista della Conferenza nazionale del Cdr all’Ergife. Il Cdr ha ricordato "di aver sottoscritto un dodecalogo in questo senso fatto proprio all’unanimità dall’Associazione Stampa Romana, che avrebbe voluto fosse sottoscritto anche dall’Associazione Lombarda giornalisti". Cosa che non è stata possibile sostanzialmente per il veto opposto dal presidente dell’Alg Giovanni Negri. "Che si aggiunto a quello di alcune delle componenti, le stesse presenti nella maggioranza che sostiene l’attuale maggioranza della segreteria Fnsi", come ha spiegato da Milano Andrea Montanari, che fa parte del direttivo della Lombarda.
In molti, hanno giustificato le ragioni dell’appello: "Il livello dei salari medi dei post ’97 non giustificano alcun tipo di intervento sugli scatti, che ad oggi, restano l’unica garanzia dell’autonomia e della libertà nell’esercizio della nostra professione". Altri si sono lamentati del fatto "che ogni volta che si alza una voce di dissenso invece di essere difesa dal sindacato viene attaccata come falsa, pericolosa o sconcertante". C’è chi ha addirittura lanciato accuse ad alcuni colleghi "di aver organizzato un’imboscata al Cdr". Altri ancora, al contrario, hanno "confermato la loro firma all’appello, anche se avrebbero preferito essere consultati prima della diffusione alle agenzie".
L’assemblea, alla fine, ha evitato che la mozione si trasformasse in un referendum sul lavoro del Cdr, ha chiarito che il contenuto dell’appello si riferiva solo alla trattativa in corso tra Fnsi e Fieg sul rinnovo del contratto dei giornalisti. Per questo ha invitato tutto il Cdr a proseguire la sua attività, "comprendendo l’arrabbiatura suscitata per la pubblicazione dell’appello".
La redazione ha quindi "respinto qualsiasi tipo di strumentalizzazione", da qualsiasi parte arrivi. Basterà a far ritirare le dimissioni ai tre membri del Cdr che si sono sentiti scavalcati?
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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2956
CONTRATTO.
Riprende la trattativa: martedì 2 dicembre l’incontro Fnsi-Fieg.
In programma i temi relativi alle retribuzioni dei giornalisti, ai contratti a termine e alla previdenza del lavoro autonomo.
DALLA “REPUBBLICA” IN 200: NO al TAGLIO degli SCATTI BIENNALI.
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