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CONTRATTO. FNSI:
LONTANANZE
E DIFFERENZE,
MA ANCHE SVILUPPI.

La Giunta della Federazione della Stampa "ritiene che in tempi ragionevolmente brevi debbono essere chiarite le volontà di un rinnovo contrattuale".

In coda il punto di Franco Siddi
sui problemi sul tappeto

Roma, 12 settembre 2008.  Differenze e distanze ma anche sviluppi e avvicinamenti: così la Federazione Nazionale della Stampa (Fnsi) giudica in una nota lo stato della trattativa con la Fieg per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro:  «La Giunta Esecutiva della Fnsi ha esaminato oggi gli sviluppi del confronto con la Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) - si legge nella nota - e ha incoraggiato la Segreteria a proseguire con determinazione la ricerca di una composizione civile del negoziato, per assicurare al lavoro giornalistico la giusta e corretta collocazione anche nel processo di trasformazione dell'industria del settore. Nella prossima decade di settembre - aggiunge la nota Fnsi - la delegazione tecnica della Fnsi e quella della Fieg lavoreranno congiuntamente per verificare la definizione di un testo comune sui punti fondamentali di valore strategico relativi a multimedialità e innovazione (anche negli assi organizzativi e redazionali delle imprese), materie sulle quali c'è stato un oggettivo avvicinamento tra le parti». Secondo la Fnsi «il processo verso il nuovo contratto presenta tuttavia ancora diversi elementi su cui persistono differenze e lontananze. La Giunta della Federazione della Stampa ritiene che in tempi ragionevolmente brevi debbono essere chiarite le volontà di un rinnovo contrattuale di interesse strategico, obiettivo che certamente il Sindacato dei giornalisti perseguirà fino in fondo con chiarezza. La controparte editoriale dovrà scegliere definitivamente, presto, se fare il nuovo piano regolatore del lavoro giornalistico e della progettualità editoriale per i prossimi anni, attraverso il nuovo contratto o imboccare una strada dagli orizzonti confusi e di scarsa prospettiva. A conclusione della prima parte del tentativo di composizione tecnica - conclude la nota -, la Fnsi sarà impegnata a fare questa verifica fondamentale». (ANSA).


 


GIORNALISTI. FNSI: SUL CONTRATTO RESTANO DIFFERENZE E DISTANZE


Roma, 12 settembre 2008. Ancora nulla di fatto sulla vertenza per il rinnovo del contratto dei giornalisti. «La Giunta Esecutiva della Fnsi - si legge in una nota- ha esaminato oggi gli sviluppi del confronto con la Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) e ha incoraggiato la Segreteria a proseguire con determinazione la ricerca di una composizione civile del negoziato, per assicurare al lavoro giornalistico la giusta e corretta collocazione anche nel processo di trasformazione dell'industria del settore». Nella prossima decade di settembre la delegazione tecnica della Fnsi e quella della Fieg lavoreranno congiuntamente per verificare la definizione di un testo comune sui punti fondamentali di valore strategico relativi a multimedialità e innovazione (anche negli assi organizzativi e redazionali delle imprese), materie sulle quali c'è stato un oggettivo avvicinamento tra le parti. Il processo verso il nuovo contratto, si legge nella nota, presenta tuttavia ancora diversi elementi su cui persistono differenze e 'lontananzè«. La Giunta della Federazione della Stampa ritiene che “in tempi ragionevolmente brevi debbono essere chiarite le volontà di un rinnovo contrattuale di interesse strategico, obiettivo che certamente il Sindacato dei giornalisti perseguirà fino in fondo con chiarezza. La controparte editoriale dovrà scegliere definitivamente, presto, se fare il nuovo «piano regolatore» del lavoro giornalistico e della progettualità editoriale per i prossimi anni, attraverso il nuovo contratto o imboccare una strada dagli orizzonti confusi e di scarsa prospettiva. A conclusione della prima parte del tentativo di composizione tecnica, la Fnsi sarà impegnata a fare questa verifica fondamentale”. (Adnkronos)


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CONTRATTO. 
Il rinnovo del contratto
con la Fieg rimane
il primo impegno del
Sindacato. L’11 settembre
nuovo passaggio con la Fieg
Il Segretario generale Fnsi
fa il punto sul confronto
 con gli editori: “Filo
sottile da non spezzare” .


“Siamo stati ad un passo da una lacerazione devastante e non aver spezzato il filo, ma aver trovato le condizioni per un recupero di tutti i ragionamenti contrattuali è la notizia del giorno”.


L'agenda di settembre della Fnsi.


 


Roma, 8 agosto 2008. Il Segretario generale della Fnsi, Franco Siddi in una circolare inviata al Consiglio Nazionale, alla Commissione contratto Fnsi-Fieg, ai Comitati e Fiduciari di redazione, alle Associazioni regionali di stampa e agli Enti di categoria, fa il punto sullo stato del confronto con gli editori per il rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti. Il testo della circolare 


Cari colleghi, alla vigilia della pausa estiva ritengo opportuno mettervi al corrente sugli ultimi sviluppi del confronto con gli editori e in prospettiva della sua ripresa prevista per l’11 settembre, nel tentativo di arrivare finalmente alla rinnovazione del contratto nazionale di lavoro.


Questa è la notizia numero uno anche se, come potrete ben capire, non è l’unica di una vertenza oltremodo complicata. Notizia numero uno lo diventa per una ragione essenziale: dopo alcuni mesi di meticoloso confronto con gli editori, siamo stati ad un passo da una lacerazione devastante e non aver spezzato il filo, ma aver trovato le condizioni per un recupero di tutti i ragionamenti contrattuali è la notizia del giorno.


Come è a tutti voi noto, subito dopo le conclusioni del nostro 25° congresso e i successivi adempimenti per l’elezione di tutti gli organi federali, ci siamo attivati nel tentativo di riprendere il colloquio con la controparte interrotto da quasi tre anni per esplicita volontà degli stessi editori che si sono rifiutati pregiudizialmente di discutere con noi, nonostante i solleciti di due governi, di opposti schieramenti, delle più alte cariche dello Stato, di tutte le forze politiche e sociali.


Finalmente, il 20 marzo scorso siamo riusciti ad avviare, a delegazioni ristrette, un confronto con la Fieg, confrontandoci sui temi dell’innovazione e dello sviluppo, ritenuti da entrambe le parti l’aspetto fondamentale per il futuro dell’informazione nel nostro Paese. Complessa, però, è apparsa, sin dal primo momento, la possibilità di convergere su condivise modifiche contrattuali. Infatti, gli editori, mentre sollecitano modernità, non sembrano impegnati a proporre una progettualità avanzata, bensì portati a chiudersi in richieste di opportunistiche flessibilità, senza mediazioni, che noi, in questi termini, non possiamo considerare.


Ciononostante, abbiamo tenacemente mantenuto il terreno del confronto nella consapevolezza che una rottura del negoziato sarebbe gravida di conseguenze incalcolabili e imprevedibili, ma certamente gravi per tutto il settore, per i giornalisti e per gli editori.


Gli aspetti che sono stati affrontati hanno riguardato in primo luogo il problema della multimedialità e, a seconda di specifiche organizzazioni aziendali, della multitestata. A fronte di un inarrestabile sviluppo tecnologico e di un’altrettanto inarrestabile crisi della carta stampata, sempre più si va affermando la necessità di operare contestualmente su più mezzi informativi, realizzando un sistema integrato che comprende quotidiani e periodici stampati, insieme a emittenti radiotelevisive e siti web, il cui sviluppo è destinato a crescere in maniera esponenziale e ad assumere nel tempo un ruolo di centralità nel panorama della produzione informativa. I confini di questo futuro non sono definiti né definibili oggi essendo una realtà in gran parte in divenire, ma ci pare che qui possa risiedere la condizione per determinare occasioni di sviluppo o quanto meno di conferma dei livelli complessivi dell’occupazione.


Questa nuova realtà impone la revisione di alcuni passaggi contrattuali che vincolano il giornalista a prestare la sua opera per un’unica testata. Ovviamente, pur condividendo con la controparte questo percorso, non siamo ancora arrivati ad individuare un testo normativo che possa soddisfare le reciproche esigenze. A nostro giudizio non siamo lontani nell’approfondimento dei testi normativi che ci siamo scambiati e sui quali la discussione è andata molto avanti. In occasione dell’ultimo incontro con gli editori il 16 luglio, tuttavia, accanto ad ipotesi di nuova convergenza, gli editori hanno fatto, subito dopo, emergere forti differenziazioni definibili “collaterali”, come si potrà capire nel prosieguo di questa nota.


Ci siamo dichiarati contrari ad un’utilizzazione delle prestazioni lavorative del giornalista che tenda alla sua “impiegatizzazione”, mentre riteniamo e lo abbiamo sostenuto con forza che l’utilizzo da parte del giornalista di diversi strumenti operativi deve essere inteso come una opportunità di crescita e di arricchimento professionale; un valore reale anche per le imprese.


Nell’ottica di una regolamentazione della prestazione giornalistica multimediale abbiamo chiesto, e gli editori non potranno opporsi, ancorché continuino a mostrare resistenza, la cancellazione dell’allegato N del contratto che prevedeva trattamenti economici e normativi ridotti per i giornalisti occupati nei siti web. Questa discriminazione non dovrebbe avere più alcun senso nel momento in cui si afferma il principio della parificazione di tutti gli strumenti operativi e si introduce la possibilità che il giornalista operi su più piattaforme.


Strettamente collegato alla soluzione che si vuol dare a questo problema è quello relativo al direttore. La struttura organizzativa definita dall’attuale struttura contrattuale prevede che ogni giornalista sia assunto per una determinata testata e risponda nell’organizzazione del lavoro al direttore della stessa testata. Cosa succede nel momento in cui il giornalista dovesse poter lavorare per più testate o fornire prestazioni su più mezzi di diffusione? Quale sarebbe il suo direttore di riferimento? A questi quesiti stiamo tentando di dare una risposta, contrattualmente e giuridicamente corretta, rifiutandoci di condividere l’ipotesi avanzata dalla Fieg di realizzare meri services interni con un proprio direttore e nel quale far confluire parte delle redazioni. Un punto di contatto pare potersi determinare intorno ad un’idea di unità editoriali autonome, equiparabili a testata, nell’ambito di un disegno comune di tipo multimediale o tematico assimilabile ai già contrattualmente definiti processi sinergici. Ovviamente, per noi rimane chiaro un concetto: il giornalista non è un lavoratore a gettone né un pacco postale. L’organizzazione del lavoro, così come l’espressione partecipativa del giornalista in termini professionali e sindacali deve essere nitida.


Anche in relazione alle procedure di consultazione sindacale, pur condividendo la necessità di una loro chiarificazione, abbiamo insistito, formulando un’apposita proposta sulla necessità che l’introduzione della multimedialità sia preceduta da uno specifico programma nel quale siano definiti tutti gli aspetti che coinvolgono l‘organizzazione del lavoro e l’utilizzo degli strumenti multimediali, nel rispetto delle autonomie professionali e delle specifiche competenze. Sui punti comuni a più testate andrebbero individuate le materie di competenza dei coordinamenti delle rappresentanze sindacali dei gruppi editoriali.


Un altro capitolo del confronto ha riguardato l’adeguamento della normativa contrattuale alle nuove disposizioni legislative sui contratti a termine e il lavoro a tempo parziale (un capitolo centrale del nostro precariato). Com’è noto, si tratta di materie che hanno subito e continuano a subire innovazioni legislative spesso frettolose che non consentono di avere un quadro limpido circa le possibilità operative. Proprio mentre scriviamo, un’ennesima modifica di legge sta introducendo l’ennesima novità sulla contrattazione a termine. Sull’argomento, com’è a tutti voi certamente noto, la Federazione della Stampa ha in questi mesi promosso in tutta Italia seminari di approfondimento con il contributo delle proprie strutture tecniche, di quelle associative e di esperti di diritto del lavoro.


Una cosa è certa, ovvero che in adeguamento della normativa europea, sarà possibile stipulare contratti a termine per motivi tecnici, organizzativi, produttivi e sostitutivi. Una casistica, come si vede, molto ampia, sulla quale le possibilità di intervento contrattuale sono limitate. E’ possibile definire nel contratto la misura percentuale massima di contratti a termine in un’azienda editoriale. Sarà possibile definire la durata massima della proroga oltre il limite di trentasei mesi previsto dalla legge. Sarà possibile individuare, come già abbiamo fatto con successo all’interno della Rai con un accordo sindacale aziendale, specifiche fattispecie, come quelle sostitutive, che possono derogare al limite dei trentasei mesi.


Un ulteriore capitolo è stato dedicato alla questione delle qualifiche, rispetto alle quali la controparte ha richiesto una maggiore flessibilità nei passaggi di qualifica e di mansioni, l’abolizione degli “incarichi funzionali” introdotta nel contratto precedente, la previsione che il direttore, il condirettore, il vicedirettore e il caporedattore centrale siano considerati, ai sensi dell’art.2095 del C.C., dirigenti. La richiesta degli editori di considerare come dirigenti le figure di vertice ha un solo obiettivo: quello di poter licenziare senza giusta causa o giustificato motivo. Da parte nostra, abbiamo chiesto il mantenimento degli incarichi funzionali, che ci appare una soluzione più rispondente alle esigenze di flessibilità dell’organizzazione del lavoro aziendale. Inoltre, anche per valorizzare la crescita professionale dei colleghi, abbiamo avanzato la previsione di qualifiche professionali come il redattore esperto e il redattore senior, equiparati rispettivamente al caposervizio e al caporedattore, in modo da consentire in termini non traumatici e nel rispetto delle norme di legge il mutamento di mansione nell’ambito di un unico livello di qualifica.


Ulteriori richieste della nostra controparte hanno riguardato i trasferimenti e gli interventi sui processi di videoimpaginazione e la possibilità di trasferimento di un giornalista da un comune all’altro, quando la distanza tra i due comuni non superi i 60 km, con l’aggiunta che, quando il giornalista non accetti il trasferimento in un comune distante più di 60 km, può essere licenziato. Ovviamente questa richiesta è da noi fermamente contestata; oltretutto nessuno può andare al di là dei limiti posti dalle norme di legge.


Come poco condivisibile ci è apparsa, anche per la sua confusa formulazione, la richiesta di rivedere nei quotidiani le competenze dei giornalisti addetti alla video impaginazione, quasi sovrapponendole a quelle dei poligrafici, mentre, al contrario, nei periodici sembrerebbe si vogliano allargare le competenze del grafico impaginatore sino a sovrapporle a quelle dei giornalisti. Serviranno chiarimenti robusti.


Per parte nostra nell’ultimo incontro con gli editori abbiamo confermato la volontà di individuare nel testo contrattuale soluzioni adeguate in merito alla copertura delle responsabilità civili conseguenti a condanne risarcitorie, all’adeguamento della previdenza complementare, alle garanzie per i collaboratori coordinati e continuativi (soprattutto sulle certezze dei tempi di pagamento e sulla previdenza, per la quale, tuttavia, servono anche provvedimenti ministeriali), ai problemi dell’utilizzo degli stagisti all’interno delle redazioni.


Anche gli editori si sono riservati di presentare proposte su altri aspetti della normativa contrattuale.


L’11 settembre il confronto riprenderà dall’esame dei capitoli a rilievo economico. La questione degli automatismi contrattuali, ovvero degli aumenti periodici di anzianità - come è noto - è posta, dagli editori, come una delle questioni centrali di questo rinnovo. È ben noto quale sia la nostra posizione al riguardo, riassunta nei documenti congressuali e del consiglio nazionale, e il sentimento diffuso della categoria.


Non dobbiamo nasconderci che nella difesa di questo automatismo non abbiamo molti alleati e che dei circa 250 contratti collettivi esistenti in Italia i criteri sono assolutamente diversi dai nostri.


I ministri del lavoro di qualsiasi colore in tutti questi anni di vertenza hanno con estrema chiarezza sostenuto l’indifendibilità delle nostre posizioni a fronte di un panorama generalizzato della contrattualistica di tutti i settori che ha visto da tempo la trasformazione degli scatti di anzianità da percentuale in cifra fissa. Ciò nonostante, non intendiamo demordere, pur disponibili a ragionare per individuare soluzioni che confermino la validità dell’istituto e che si muovano nell’ambito del preciso mandato che il congresso di Castellaneta ci ha voluto affidare sull’argomento, impegnando “i vertici federali a difendere gli automatismi economici nell’ambito di una complessiva definizione contrattuale che garantisca la progressione professionale e retributiva dei giornalisti”. La nuova retribuzione dovrà tenere insieme, secondo noi, il valore dei nuovi sforzi, la considerazione delle compatibilità e la crescita dei più deboli.


Come vedete, cari colleghi, nel confronto con gli editori ci sono luci ed ombre. Probabilmente, le ombre sono ancora più degli spiragli di luce, ma siamo consapevoli che da questi spiragli dobbiamo farci guidare per tentare di uscire da quel lungo tunnel nel quale ci ha costretti una controparte spesso arrogante e sempre insensibile a qualsiasi richiamo alla ragionevolezza, da qualsiasi parte esso venisse. Non dobbiamo, peraltro, nasconderci la difficoltà di una situazione complessiva dell’editoria caratterizzata da un precipitoso calo delle vendite e da una flessione preoccupante degli introiti pubblicitari, che fanno intravvedere all’orizzonte lo spettro di una crisi generalizzata.


Non vogliamo indulgere ad inutili allarmismi, ma dobbiamo avere con chiarezza il quadro complessivo della situazione in cui siamo chiamati ad operare per la difesa dei diritti della nostra categoria e per una stagione orientata allo sviluppo delle imprese editoriali nell’era delle grandi trasformazioni, perchè, in un quadro di corresponsabilità e di chiarezza, si assicuri la tenuta e la crescita del sistema. Come abbiamo precisato in premessa, la rottura del confronto con gli editori ci porterebbe in alto mare, aprendo le porte a sviluppi non difficili da immaginare e pesantemente negativi per tutti.


Va ricordato che il contratto è strumento quanto mai necessario, cui non si può, né si deve, fatalisticamente rinunciare, anche quando appare impossibile rivederlo, aggiornarlo, rinnovarlo, soprattutto nei momenti difficili. Vale per il lavoro e la qualità della nostra condizione professionale, vale per le buste paga, vale per la stabilità dei nostri istituti di garanzia, Inpgi e Casagit, vale per la nostra previdenza complementare.


Elemento positivo in questa durissima stagione è la finalmente maturata consapevolezza, comune con la Fieg, che debbano essere sottratti all’Inpgi gli oneri per i prepensionamenti, la cassa integrazione, la mobilità. Proprio nelle giornate più dure del confronto contrattuale, la nostra tenacia a voler comunque fino in fondo determinare una verifica piena di tutte le questioni di merito, fuori da ogni preconcetto ideologico, ha consentito di concordare un’azione comune verso il governo per una riforma sostanziale del sistema degli ammortizzatori sociali per il nostro settore. È la prima volta, dopo molti anni, che in materia di Inpgi la Fieg riprende un concreto lavoro comune, così come stabilito anche dalla legge sulla privatizzazione del nostro Istituto. Questo dimostra, una volta di più, che gli editori non potranno ignorare a lungo la forza, e quindi il significato e la necessità, di un nuovo contratto condiviso, anche perchè si possono affrontare corresponsabilmente, pur nella diversità di ruoli e compiti, le incertezze delle sfide del futuro.


Con questa responsabile consapevolezza la Segreteria, la Giunta esecutiva e la Commissione contratto della nostra Federazione, riprenderanno a negoziare da settembre con gli editori, avendo come obiettivo la chiusura delle trattative entro quest’anno e la realizzazione di un nuovo contratto collettivo, che confermi e garantisca il ruolo di ineludibile centralità del lavoro giornalistico nel settore dell’informazione, adeguandolo, senza mortificarlo, alle esigenze di un mondo che chiede sempre maggiore flessibilità per fronteggiare i processi innovativi in costante accelerazione.


Con questo auspicio, che per noi è un impegno, e nella speranza di avervi chiarito i passaggi di questa lunga e tormentata trattativa, vi invio, anche a nome di tutti i colleghi della giunta esecutiva, i migliori auguri di buone vacanze.  Arrivederci a settembre.


Franco Siddi



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GIORNALISTI.
SIDDI: “RINNOVO DEL
CONTRATTO HA
INTERESSE STRATEGICO”.


Roma, 8 agosto 2008. Il rinnovo del contratto di lavoro giornalistico, scaduto da oltre tre anni, ha un'importanza strategica anche per consentire all'editoria di uscire dalla congiuntura economica negativa: a sottolinearlo è Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa. «Il punto economico-finanziario fatto in questi giorni dalle principali aziende italiane - sottolinea Siddi in una nota - evidenzia che il rallentamento globale dell'economia ha i suoi riflessi anche sull'editoria. Questa congiuntura vede nel sistema dell'informazione una risorsa strategica per la ripresa del ciclo economico. È una grossa opportunità: è di tutta evidenza come ci siano importanti potenzialità di crescita nel medio e lungo periodo, certo non misurabili sull'arco di pochi mesi. Dall'analisi dei dati e delle relazioni delle semestrali, emerge che le imprese più avvedute potranno far tesoro di queste potenzialità affrontando un processo di riqualificazione e sviluppo». Per il segretario della Fnsi, «è un interesse strategico anche per il sindacato, impegnato a situare il rinnovo del contratto di lavoro in un quadro che prende atto dei processi di trasformazione, con proposte orientate a promuovere sviluppo. Formazione, impegno sulla frontiera dell'integrazione tra media, nuovi dignitosi parametri retributivi, definiti per un arco di tempo certo, sono elementi di progettualità per una nuova stagione che è necessario affrontare guardando avanti e non al passato. Non può sfuggire che l'informazione sia un elemento per far ripartire l'economia, per registrare, veicolare, favorire ricerca e innovazione. Come tutte le imprese immateriali e innovative, l'industria editoriale italiana, che sull'immateriale basa larga parte del proprio futuro, può dimostrare la propria capacità di essere parte trainante della ripresa». «Il giornalismo professionale - continua Siddi - è pronto a fare la sua parte: governare le trasformazioni che mutano modalità di essere e mettono in discussione tradizionali assetti, l'integrazione tra media, esigono apporti anche più qualificati. Si tratta di elementi che generano qualità e credibilità, primi indici di valore anche per le imprese. Il confronto sul nuovo contratto giornalistico ha, per la Federazione nazionale della stampa italiana, carattere strategico. Spetta alla Federazione italiana editori giornali saper scegliere tra un contratto di indirizzo strategico o una soluzione di piccolo cabotaggio che semplicemente punti ad attenuare l'impatto economico in una congiuntura poco favorevole. La scelta della prima via - come già accadde in altri momenti critici per l'economia del Paese e che portarono a vere e proprie leggi di sistema - è la strada maestra per determinare, corresponsabilmente come parti sociali nel confronto con governo e Parlamento, anche una nuova moderna legge sull'editoria». (ANSA).


GIORNALISTI: FNSI, TEMPI MATURI PER RINNOVO CONTRATTO EMITTENZA LOCALE. INVIATO A AERANTI-CORALLO DOCUMENTO CON RICHIESTA MODIFICHE


Roma, 8 agosto 2008.  «Per la Federazione della Stampa Italiana il contratto di lavoro di tutti i giornalisti rimane il cuore della propria ragione sociale, vale per la carta stampata, per gli uffici stampa, per l'emittenza. Dopo il complicato riavvio del confronto con la Fieg, è maturo il tempo anche per il rinnovo del contratto di lavoro per l'emittenza locale rappresentata da Aeranti-Corallo». Lo sottolinea, in una nota, la Federazione nazionale della stampa italiana. «Facendo seguito ad alcuni incontri preliminari con la controparte, la Fnsi ha inviato a Aeranti-Corallo un documento con le proprie richieste di modifica contrattuale, orientate a conferire stabilità al sistema dell'informazione radiotelevisiva locale in armonia con la qualificazione del lavoro giornalistico. Il documento - spiega la Fnsi - frutto di un lavoro approfondito della segreteria e della giunta federali e della commissione contrattuale coordinata da Marco Gardenghi, affronta i temi dell'organizzazione e dell'orario di lavoro, delle qualifiche e delle mansioni, della multimedialità, del rapporto informazione pubblicità, dell'innovazione tecnologica, della previdenza e della assistenza integrativa». «Per quanto riguarda l'aspetto economico, il segretario della Fnsi, Franco Siddi, ha precisato, nella lettera di trasmissione delle richieste contrattuali al presidente di Aeranti-Corallo Marco Rossignoli, che le richieste retributive e gli aumenti tabellari saranno esaminati in sede di trattativa e saranno elementi di valutazione decisiva del negoziato. Altre problematiche specifiche - conclude la Fnsi - saranno ugualmente affrontate in sede di approfondimento negoziale soprattutto per quanto riguarda le radio locali e le agenzie di settore». (Adnkronos)


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FNSI: CONTRATTO, WELFARE, DIRITTI NELLA FITTA AGENDA DI SETTEMBRE


 Settembre sarà un mese di snodo per il contratto di lavoro giornalistico, il welfare di settore, il lavoro sulle trasformazioni in atto. Alla vigilia della pausa estiva, la Federazione della Stampa Italiana ha già fissato la prima griglia di una fitta agenda che impregnerà il sindacato e la categoria su più fronti.


La prima settimana sarà aperta da una serie di confronti con i sindacati delle comunicazioni sulle specifiche contrattazioni di settore e anche per avviare una nuova rete di relazioni sull’approccio alle trasformazioni tecnologiche. La settimana successiva in primo piano ci sarà il rinnovo del contratto giornalistico: il 10 settembre si riunirà a Roma la segreteria federale; il giorno dopo, l’11, ripresa, sempre a Roma, del confronto con la Fieg sui temi del rinnovo contrattuale; il 12 si riunirà la Giunta Federale.


Nella terza settimana di settembre, oltre queste attività, sarà avviato il confronto negoziale con Aeranti-Corallo per l’emittenza locale.


In contemporanea sarà riattivato il rapporto con l’Aran per la definizione degli assetti contrattuali per gli uffici stampa pubblici, dopo l’intesa sui profili professionali e sulle procedure negoziali raggiunta con le organizzazioni sindacali del sistema pubblico.


Settembre sarà anche però il mese decisivo per la verifica delle concrete opportunità di avviò di un serio processo riformatore che riguardi l’editoria, il welfare di settore, la legislazione per l’ordinamento della professione, il diritto di cronaca e il pluralismo.


La Federazione Nazionale della Stampa ritiene che una chiara definizione degli aspetti legislativi, sia di carattere normativo che di carattere sociale (dagli ammortizzatori, a giuste condizione per il lavoro autonomo professionale) sia una condizione essenziale per un orizzonte e un futuro meno incerto per la stampa e il giornalismo in generale, che possono giocare un ruolo centrale per la ripresa del Paese. Per questa ragione è stato già chiesto un incontro di analisi e di iniziativa al Governo, che ha comunicato ieri la propria disponibilità.


 Roma, 9 agosto 2009






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