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BLOCCO RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI: LA CORTE DEI CONTI DELLA LOMBARDIA SOLLEVA DI NUOVO LA QUESTIONE DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE. LA CONSULTA DECIDERA' iL 24 OTTOBRE. Oltre 16mila i pensionati che hanno fatto ricorso con rimborsopensioni.it fino ad ora (patrocinati dallo Studio Legale Frisani di Firenze) e di questi oltre 2.000 nella sola Lombardia, ma sono circa 4milioni i pensionati interessati dalla decisione che verrà presa dalla Consulta. Pubblichiamo l'ordinanza.

Milano/Firenze 14 luglio 2017. Finalmente depositate dal giudice (a distanza di 7 mesi dall’udienza) le motivazioni che sollevano la questione di illegittimità del “bonus Poletti – Renzi”, che ha perpetrato il blocco della perequazione delle pensione. La Corte dei Conti della Lombardia ha infatti rimesso davanti alla Corte Costituzionale un ricorso di rimborsopensioni.it con la ordinanza 90/2017 (testo in http://www.rimborsopensioni.it/wp-content/uploads/2017/07/ordinanza-Corte-dei-Conti-Lombardia.pdf). L’udienza della Consulta, che dovrà decidere sull’incostituzionalità del “bonus Poletti”, si terrà il 24 ottobre 2017 ed il caso ha voluto che il giudice relatore  sia lo stesso che nel 2015 decretò l’incostituzionalità del blocco delle pensioni operato dal Ministro Fornero già dal 2012.  Oltre 16mila i pensionati che hanno fatto ricorso con rimborsopensioni.it fino ad ora (patrocinati dallo Studio Legale Frisani di Firenze) e di questi oltre 2.000 nella sola Lombardia, ma sono circa 4milioni i pensionati interessati dalla decisione che verrà presa dalla Consulta. Di seguito i passi più significativi dell’ordinanza di remissione: "In sostanza il D.L. 65/2015 e l'art. 1 co 483 L. 147/2013 (Legge finanziaria) violano il principio di adeguatezza e proporzionalità in quanto anche per i trattamenti pensionistici risulta INDISPENSABILE l’adeguamento al costo della vita. In particolare il meccanismo perequativo introdotto con il D.L. 65/2015 emesso a seguito della sentenza 70/2015  - che ha aveva già dichiarato illegittimo il totale blocco del sistema di rivalutazione per il biennio 2012/13  - secondo il Giudice rimettente ha salvaguardato il potere di acquisto dei pensionati  in percentuali irrisorie rispetto a quanto garantito dalla previgente normativa. Secondo il giudice inoltre ulteriore gravissimo ed irragionevole pregiudizio introdotto dal D.L. 65/2015 riguarda la rivalutazione prevista nell’anno 2014. Gravissime ed ancor più evidente risulta la violazione dei suddetti principi per le pensioni superiori alle 6 volte il TM (trattamento minimo)". Commenta l’avv. Frisani insieme agli altri legali del Suo staff: “Siamo molto soddisfatti per questa ordinanza di remissione in Corte Costituzionale, che ci ripaga degli sforzi compiuti fino ad ora con le centinaia di ricorsi collettivi depositati grazie all’ iniziativa di rimborsopensioni.it e che conferma la correttezza delle motivazioni addotte nei nostri ricorsi. Non nascondiamo il rammarico per il ritardo inconsueto (oltre sette mesi dall’udienza) con il quale è stata depositata l’ordinanza”.


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Perché nasce Rimborsopensioni.it - Nel 2015 la Corte Costituzionale con la sentenza n° 70 del 30/04/2015 ha riconosciuto l’illegittimità costituzionale dell’articolo 24 del D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 (la cosiddetta norma Fornero contenuta nel ''Salva Italia''), con cui il Governo Monti aveva sospeso la rivalutazione della pensione per gli anni 2012 e 2013. Secondo i dati dell'Istat sulla previdenza questo blocco dell’indicizzazione (ossia il meccanismo che adegua le pensione al costo della vita) ha coinvolto circa 6 milioni di persone, ovvero oltre il 36% del totale degli oltre 16,3 milioni di pensionati italiani. Sempre nel 2015, il governo Renzi ha emanato il D.L. 65/2015 con cui, anziché adeguarsi a quanto stabilito dalla Consulta, ha deciso di riconoscere soltanto una minima parte di quanto dovuto ai pensionati (“bonus Poletti”), o, nella maggior parte dei casi, addirittura niente. Rimborsopensioni.it nasce proprio dall’esigenza di offrire un contributo tecnico-giuridico, scevro da giudizi politici, a favore di chi ha subito il blocco della rivalutazione delle pensioni e che quindi avrebbe diritto agli arretrati e alla rivalutazione della pensione. Si rivolge quindi a tutti quei pensionati che desiderano ottenere il riconoscimento di quanto spetta loro a seguito della dichiarazione di incostituzionalità della norma Fornero riconosciuta dalla Consulta.


COS’È RIMBORSOPENSIONI.IT - Rimborsopensioni.it è un’iniziativa di G.C.P. in collaborazione con lo Studio Legale Frisani, nata allo scopo di restituire ai pensionati quanto spetta loro a seguito della dichiarazione di incostituzionalità dell’articolo 24, comma 25 del D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 da parte della Corte Cost. con sentenza n° 70 del 30/04/2015. A tale scopo, Rimborsopensioni.it offre numerosi servizi che comprendono: una piattaforma web dove è possibile aderire all’iniziativa e scaricare la documentazione utile per presentare ricorso; video di spiegazioni e tutorial; un numero verde per rispondere in modo celere alle domande degli aderenti all’iniziativa; una piattaforma sul sito Rimborsopensioni.it  che permette di seguire in tempo reale lo stato del ricorso; incontri organizzati in tutta Italia con persone interessate a saperne di più in tema rivalutazione pensioni. Il progetto rimborsopensioni.it si avvale di uno staff di professionisti con anni di esperienza, uno staff legale di prestigio e uno staff tecnico che gestisce il sito internet e la pagina Facebook.


G.C.P. Gestione Crediti Pubblici - Gestione Crediti Pubblici G.C.P. è una società nata a Firenze grazie all’intuizione di un gruppo di professionisti, che si occupa della gestione dei crediti ai fini del recupero.


Nel tempo G.C.P. ha consolidato la propria identità, diventando la prima e unica società in Italia nella gestione del recupero crediti esclusivamente contro la Pubblica Amministrazione. Una scelta definita e importante, alimentata dal lavoro costante di una rete di agenti, professionisti e consulenti specializzati, che opera su tutto il territorio nazionale.


L’impegno e la determinazione con cui GCP ha portato avanti il proprio operato ha permesso alla società di recuperare, negli ultimi cinque anni, oltre 50 milioni di crediti, grazie a una struttura efficiente e a uno staff specializzato in grado di sostenere i clienti (privati e aziende) nella gestione ottimale dei propri crediti.


 Studio legale Frisani - Lo Studio Legale Frisani si occupa della gestione dei crediti, ai fini del recupero, avvalendosi di un team di professionisti e consulenti specializzati. Il network dello Studio è presente su tutto il territorio nazionale e rappresenta una nuova realtà in grado di garantire un’azione efficace e mirata nella gestione ai fini del recupero di crediti contro lo Stato e gli Enti a partecipazione pubblica. Lo staff dello Studio Legale Frisani ha sviluppato negli anni una precisa specializzazione nella gestione dei crediti contro le pubbliche amministrazioni: Ministeri, Regioni, Comuni, Provincie, Aziende Sanitarie. È in grado di risolvere nel modo più veloce ed economico le necessità dei propri clienti, favorendo il recupero del proprio credito, oltre agli interessi ed alla rivalutazione monetaria, nei tempi più rapidi possibili e permettendo al cliente il monitoraggio in tempo reale del corso della propria pratica.


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 Dott.ssa Silvia Malandrin. GCP - Gestione Crediti Pubblici, Via Curtatone, 2 – 50123 Firenze, Cell 392 9582027, Tel 055 290831 – Fax 055 284961 - www.gestionecreditipubblici.it


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7.6.2017 - POSSIBILE SBLOCCO DELLA PEREQUAZIONE SULLE PENSIONI. La Corte Costituzionale deciderà nell'udienza del 24 ottobre (relatrice la prof.ssa Silvana Sciarra estensore della sentenza 70/2015 che ha cancellato la legge Fornero). 21 ordinanze di sezioni della Corte dei Conti e di Tribunali all'esame dei giudici. Sotto tiro il dl 65/2015 ("Bonus Poletti") che ha ridimensionato drasticamente  la portata della sentenza 70/2015 della Consulta, violando gli articoli 3, 53, 36 e 38 della Costituzione. Il giudice delle leggi non ha limitato la rivalutazione alle fasce pensionistiche più basse, ma l'ha estesa a tutti i trattamenti pensionistici e anche a quelli di maggiore consistenza. Con la sentenza 275/2016 la Corte Costituzionale ha statuito che i diritti "incomprimibili" dei cittadini vengono prima del pareggio di bilancio (art. 81 Cost.). Tra questi diritti figurano anche  quelli che tutelano la pensione nel tempo ex artt. 36 e 38 della Carta fondamentale della Repubblica. - di rimborsopensioni.it - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=23471


 



6.1..2017 - PREVIDENZA & PEREQUAZIONE & GIUSTIZIA. Anche la Corte dei Conti della Lombardia ha modificato il proprio orientamento e non ha più dato partita vinta all’Inps sul tema del mancato adeguamento annuale del trattamento pensionistico. La Corte ha accolto le ragioni di un gruppo di quattro pensionati, che  si sono visti sospendere il giudizio in attesa che si pronunci sul tema la Corte Costituzionale di fronte alla quale già pendevano 11 ordinanze (che ora diventano 15) di diversi Tribunali civili e sezioni regionali della Corte dei Conti. FRANCO ABRUZZO (presidente UNPIT): "Queste 4 ordinanze sono una bomba a orologeria sulla testa del Governo e del Parlamento. Il dl 65/215 ha ridimensionato drasticamente  la portata della sentenza 70/2015 della Consulta, violando gli articoli 3, 53, 36 e 38 della Costituzione. Il giudice delle leggi non ha limitato la rivalutazione alle fasce pensionistiche più basse, ma l'ha estesa a tutti i trattamenti pensionistici e anche a quelli di maggiore consistenza. Con la sentenza 275/2016 la Corte Costituzionale ha statuito che i diritti "incomprimibili" dei cittadini vengono prima del pareggio di bilancio (art. 81 Cost.). Tra questi diritti figurano anche  quelli che tutelano la pensione nel tempo ex artt. 36 e 38 della Carta fondamentale della Repubblica". -  di Francesco M. de Bonis - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=22391









 .1.2.2017 - PREVIDENZA & PEREQUAZIONE & GIUSTIZIA. La Corte dei Conti della Lombardia ha ribadito, con l'ordinanza n. 9 depositata il 30 gennaio 2017, il proprio orientamento e non ha più dato partita vinta all’Inps sul tema del mancato adeguamento annuale del trattamento pensionistico. La Corte (giudice unico  il prof. Vito  Tenore) ha accolto le ragioni di un gruppo di otto medici, che  si sono visti sospendere il giudizio in attesa che si pronunci sul tema la Corte Costituzionale di fronte alla quale già pendevano 20 ordinanze (che ora diventano 21) di diversi Tribunali civili e sezioni regionali della Corte dei Conti. FRANCO ABRUZZO (presidente UNPIT): "Anche  questa ordinanza è una bomba a orologeria sulla testa del Governo e del Parlamento. Il dl 65/215 ha ridimensionato drasticamente  la portata della sentenza 70/2015 della Consulta, violando gli articoli 3, 53, 36 e 38 della Costituzione. Il giudice delle leggi non ha limitato la rivalutazione alle fasce pensionistiche più basse, ma l'ha estesa a tutti i trattamenti pensionistici e anche a quelli di maggiore consistenza. Con la sentenza 275/2016 la Corte Costituzionale ha statuito che i diritti "incomprimibili" dei cittadini vengono prima del pareggio di bilancio (art. 81 Cost.). Tra questi diritti figurano anche  quelli che tutelano la pensione nel tempo ex artt. 36 e 38 della Carta fondamentale della Repubblica". -  di Francesco M. de Bonis - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=22597













22.1.2017 - PEREQUAZIONE automatica delle pensioni sotto la lente della Corte costituzionale: pubblichiamo le cinque recentissime ordinanze (quattro della Corte dei Conti della Lombardia ed una della Corte dei Conti del Veneto) che segnano, in materia, il nuovo orientamento assunto da queste Corti dei Conti sulla delicata questione della rivalutazione automatica delle pensioni INPS superiori a sei volte il trattamento minimo. Cinque vittorie dell'avv. prof. Lorenzo Camarda. TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=22527













.19.1.2017 - PEREQUAZIONE automatica delle pensioni: anche la Corte dei Conti del Veneto, come la Corte dei Conti della Lombardia, respinge le pretese dell'Inps e, con ordinanza, sospende il giudizio in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sulle questioni di legittimità collegate al dl 65/2015 che ha sostanzialmente eluso gli effetti della sentenza 70/15 della Consulta.  - Note a cura dell’Avv. Prof. Lorenzo Camarda del Foro di Vicenza che ha patrocinato i ricorsi dinnanzi alla Corte dei Conti di Milano e di Venezia. - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=22503









 









 









 









 









 









 









 









 









 









 









 









 









 









 








 






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