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INPGI. Camera dei Deputati. Interrogazione di Roberta Lombardi (M5S) al ministro del Lavoro sul valore di conferimento degli immobili al Fondo Amendola, sulla trasparenza delle dismissioni, sui conti e sugli strumenti utilizzati dall'Istituto per garantirsi la liquidità necessaria a erogare le prestazioni dovute per legge e "se non ritenga opportuno valutare l'assunzione di iniziative per il commissariamento dell'ente". IN CODA/Giovedì 18 ore 15 alla Sala Stampa della Camera dei Deputati (via della Missione 4) Conferenza stampa indetta dal Comitato Giornalisti Inquilini Inpgi


Atto Camera - Interrogazione a risposta scritta 4-16531- presentato da LOMBARDI Roberta (M5S) - testo di Mercoledì 10 maggio 2017, seduta n. 793


LOMBARDI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
nel 1997, l'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi) ha avviato il trasferimento del proprio patrimonio immobiliare al Fondo «Giovanni Amendola», di proprietà dell'Istituto stesso, che, a sua volta, l'ha dato in gestione a «Investire immobiliare sgr», una società privata di proprietà della banca Finnat, della famiglia Nattino, coinvolta lo scorso anno in un'indagine relativa a riciclaggio di danaro, insider trading e manipolazione del mercato;
in totale, fino al 2016, l'Inpgi ha apportato al Fondo «Amendola» immobili iscritti in bilancio per un valore di 976 milioni di euro, rispetto a un costo storico di 586,7 milioni, con una rivalutazione del 66 per cento; il sindacato Inpgi Futuro ha fatto notare che questo avrebbe generato plusvalenze, solo sulla carta, per complessivi 389,3 milioni tra il 2013 e il 2016, la stessa cifra necessaria per coprire la perdita di Inpgi 1 a livello di gestione previdenziale (nello stesso periodo il rosso è infatti di 375,6 milioni);
a fine 2016, Inpgi 1 registrava un disavanzo pari a 121 milioni di euro, tanto che, già a giugno dello stesso anno, l'Istituto previdenziale decideva di vendere il proprio cospicuo patrimonio immobiliare in quattro tranche, al fine di risanare il bilancio;
fino a questo momento, la gestione degli asset conferiti nel Fondo «Amendola» sembra quindi non aver giovato né ai conti dell'Istituto né agli inquilini, i quali oggi sono costretti a decidere se acquistare, versando il 3 per cento dell'importo richiesto, o rimanere affittuari, sottoscrivendo un nuovo contratto di locazione e corrispondendo canoni di mercato; inoltre, questa ultima possibilità è esclusa per gli inquilini che abbiano pendenze condominiali o contenziosi aperti con Inpgi o con il Fondo suddetto;
l'unico soggetto che sembrerebbe guadagnarci, attraverso laute commissioni, sarebbe il gestore privato, cioè la Investire sgr, che, invece di applicare come consuetudine uno sconto del 30 per cento sui valori medi dell'Osservatorio delle Agenzie delle entrate (Omi), fa valere una riduzione del 20 per cento, ma su prezzi di partenza fuori mercato;
da bilancio, infatti, il valore di conferimento degli immobili di proprietà di Inpgi al Fondo «Amendola» parrebbe assolutamente sovrastimato rispetto al loro valore di mercato;
occorrerebbe chiarire se questi valori siano realistici, posto che, qualora non lo fossero, si rischierebbe di dover procedere a eventuali svalutazioni con conseguenze negative sul bilancio dell'ente;
inoltre, le commissioni percepite da Investire sgr non paiono parametrate sui risultati di valorizzazione o di vendita, bensì sul valore stesso di conferimento;
peraltro, dal regolamento del fondo medesimo, sembra evincersi che le commissioni per la società di gestione del risparmio raddoppierebbero in rapporto al patrimonio da dismettere, indipendentemente dalle vendite realmente effettuate –:
quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare al fine di verificare la corrispondenza dei conti dell'Inpgi con i bilanci degli ultimi anni e quali strumenti l'ente previdenziale utilizzi per garantirsi la liquidità necessaria a erogare le prestazioni dovute per legge;
attraverso quali strumenti si intenda garantire la trasparenza delle dismissioni immobiliari dell'Inpgi, evitando quelle che appaiono all'interrogante opache manovre di carattere speculativo;
se intenda promuovere forme di controllo più penetranti per assicurare una gestione trasparente, sana e prudente del patrimonio da parte degli amministratori di Inpgi;
se non ritenga opportuno valutare l'assunzione di iniziative per il commissariamento dell'ente. (4-16531)


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ASSALTO AGLI ISTITUTI DI PREVIDENZA “PRIVATIZZATI”? IL CASO INPGI - Giovedì 18 ore 15 alla Sala Stampa della Camera dei Deputati (via della Missione 4) Conferenza stampa indetta da Comitato Giornalisti Inquilini Inpgi


17.5.2017 - L’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani da tempo vive una grave crisi con uno sbilancio strutturale (-140 milioni nel 2015, - 111 milioni nel 2014, - 85 nel 2013) tra contribuzioni obbligatorie e prestazioni obbligatorie.


Nel 2013 è stato costituito il Fondo immobiliare “G. Amendola” con l’apporto progressivo del patrimonio. Gli immobili “rivalutati” hanno prodotto cospicue plusvalenze (81 milioni nel 2016), ma solo di carta, che hanno consentito di chiudere i bilanci in attivo, seppure di poco. I vertici dell’Inpgi avevano escluso che l’operazione fosse finalizzata alla dismissione.


Invece, proprio per far fronte alla drammatica situazione e al fabbisogno di cassa, è stata avviata la vendita delle case dei giornalisti. I prezzi praticati agli inquilini sono risultati in molti casi superiori ai valori di mercato e i criteri di determinazione non chiari, secondo quanto ribadito più volte dai sindacati inquilini e dal Comitato. I risultati della prima tranche di vendita avviata a settembre 2016 appaiono tutt’altro che congrui rispetto all’obiettivo dichiarato (450/550 milioni di euro entro il 2018): l’Istituto ha reso noto una previsione di introiti, da questo primo lotto di vendite su quattro, per 54-58 milioni…


Di fronte a tutto ciò vogliamo attirare l’attenzione del Parlamento su tre punti chiave che, a nostro avviso, rivestono carattere di emergenza e richiedono valutazioni e provvedimenti appropriati.


La necessità di urgenti interventi normativi sulle “opacità” dei Fondi immobiliari, in particolare sul meccanismo che lega valutazioni dell’ “esperto indipendente”, commissioni al massimo incassate dalle Sgr (società di gestione del risparmio), prezzi di vendita troppo alti, alienazione finale dell’invenduto con supersconti a misteriosi “compratori unici”.


 Un nuovo quadro legislativo che restituisca garanzie e certezze al patrimonio delle “casse privatizzate” – decine e decine di miliardi –  di fatto grazie ad un codicillo (il famigerato comma 38/243) dal 2004 lasciato senza tutele: a rischio è il risparmio di centinaia di migliaia di famiglie.


Restituire natura di soggetti pubblici a pieno titolo agli Istituti previdenziali “privatizzati” nel ’94: attualmente “privati” quando si devono mettere le mani sul loro patrimonio o si vogliono nascondere le responsabilità di gestioni inadeguate, “pubblici” quando si tratta di incassare contributi obbligatori (per legge) e finanziamenti diretti o indiretti dello Stato. In gioco sono la previdenza (il futuro e la vita) di centinaia di migliaia di professionisti.


COMITATO GIORNALISTI INQUILINI INPGI




 



 






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