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CIDA: ‘L’INGANNO GENERAZIONALE’ UN SAGGIO CONTRO I FALSI MITI STATISTICI. La disoccupazione giovanile riguarda davvero il 40% dei soggetti o si tratta di un inganno statistico per amplificare il fenomeno? È vero che i giovani possono trovare lavoro solo quando i più anziani liberano posti andando in pensione? Giorgio Ambrogioni: "Continueremo a batterci contro le ripetute e velleitarie proposte di interventi sulle fantasiose ‘pensioni d’oro’ e sugli iniqui contributi di solidarietà a carico dei soli pensionati".


Roma, 12 maggio 2017. I problemi speculari dell’occupazione che manca e della previdenza con i conti in progressivo squilibrio, possono essere risolti ribaltando tanti luoghi comuni e concentrandoci sul capitale umano: formandolo per consentire l’accesso al mercato del lavoro e sostenendolo, quando ne esce, con adeguate politiche attive. E’ il messaggio contenuto nel libro L’inganno generazionale” presentato oggi a Milano nell'Aula Consiliare di Palazzo Marino. Le autrici del volume, Alessandra del Boca (Professore ordinario di Politica economica all’Università di Brescia) e Antonietta Mundo (consigliere di amministrazione di Unipol Gruppo e coordinatrice della commissione previdenza CIDA, la Confederazione dei dirigenti e quadri) sono riuscite a far luce su fenomeni statistici che si danno per scontati. La disoccupazione giovanile riguarda davvero il 40% dei soggetti o si tratta di un inganno statistico per amplificare il fenomeno? È vero che i giovani possono trovare lavoro solo quando i più anziani liberano posti andando in pensione?


Le statistiche esaminate senza ‘schierarsi’ dicono una cosa diversa e il problema da risolvere sta nella creazione di opportunità di lavoro, rimuovendo gli ostacoli alla crescita. Le priorità sono ben indicate: efficacia delle istituzioni; lotta all’evasione fiscale; infrastrutture; stabilità macro economica; efficienza del mercato del lavoro; aggiornamento tecnologico e innovazione. 


I dati presentati nel libro e le riflessioni proposte dalle autrici indicano la via in un welfare che svolga la doppia funzione: preparare ex ante perché non c’è futuro senza occupazione e riparare ex post, rispondendo ai bisogni di ciascuno, formando capacità che accrescano le opportunità e il benessere di tutti. Il libro delle due autrici, insomma, affronta in modo oggettivo ed originale i problemi veri e prioritari del Paese per offrire alle nuove generazioni meno debito pubblico e più prospettive di lavoro in Italia. Ai giovani, che dovranno sostenere tanti pensionati longevi, servono creazione di capitale umano, risorse per formare le nuove professionalità e politiche serie per creare lavoro, non allarmi disperati su numeri ingannevoli spesso usati come ‘sponda’ dai partiti per sostenere campagne elettorali, sfruttando ansie e alimentando paure.


“Ben venga un libro, come questo delle due economiste, in cui i numeri sono ‘ragionati’ e non ‘urlati’ – ha commentato il Presidente della CIDA, Giorgio Ambrogioni.  Da un’analisi dei dati statistici slegata dalla contingenza e dalla sempre possibile strumentalizzazione, emerge un quadro economico e sociale che noi come CIDA abbiamo ripetutamente denunciato in tutte le sedi politiche ed istituzionali. Pensiamo alla necessità di formare i giovani al mercato del lavoro, un tema sul quale ci siamo spesi molto nel progetto dell’alternanza scuola-lavoro con un accordo che stiamo per sottoscrivere con il Miur. O ancora agli appelli lanciati contro le ripetute e velleitarie proposte di interventi su fantasiose ‘pensioni d’oro’ o su iniqui contributi di solidarietà a carico dei soli pensionati. Il libro smonta questi giochetti da azzeccagarbugli e rimette la palla nel campo dei decisori politici. Noi come manager e come classe dirigente siamo convinti che vi sia ancora tempo ed opportunità per interventi sulle politiche attive del lavoro, sulla politica fiscale, sulla previdenza complementare, sul welfare e sulla assistenza sociale che consentano al nostro Paese di maturare e avere il ruolo che gli spetta in Europa. Da questo libro – ha concluso Ambrogioni – abbiamo una conferma della metodologia da applicare e delle priorità da affrontare. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”.





 






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