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CESARE DAMIANO/ Cominciamo a progettare insieme un nuovo umanesimo del lavoro.


“Il tema della crescita e dell’inclusione sociale è al centro dell’agenda del G7 e del G20. Sono molto contento di questo. L’Italia porta avanti queste tematiche: senza inclusione sociale la crescita non si sostiene.” Lo ha dichiarato, questa mattina, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan. Fa piacere sentirlo. Leggo, ancora, l’analisi, come sempre impeccabile, di Emanuele Macaluso nel post di ieri sulla sua pagina Facebook. Macaluso osserva la vicenda un po’ surreale di Manuel Valls, ex primo ministro di François Hollande, sconfitto alle primarie del Partito Socialista francese. In seguito alla vittoria alle presidenziali di Macron, Valls si è offerto alle liste di En Marche - movimento del neo-eletto presidente - per le prossime elezioni legislative e, nell’occasione, ha dichiarato che il socialismo è morto. En Marche ha respinto l’auto-candidatura di Valls per il quale è stata avviata anche la procedura di espulsione dal PS.  Ricorda, ancora, Macaluso che “il socialismo non è morto anche perché non muore la contrapposizione tra destra e sinistra. E non muore l’aspirazione all’uguaglianza di gran parte dell’umanità. Oggi siamo di fronte ad un momento difficile ma non bisogna arrendersi”. Con buona pace di coloro che negano che questa contrapposizione esista ancora.


Metto insieme i ragionamenti di Padoan e Macaluso perché richiamano gli argomenti che, personalmente - insieme a tanti altri -, non rinuncio a mettere al centro della mia azione politica. Certo: alcuni aspetti della realtà di oggi ci impongono di porci domande difficili. Per esempio, sui partiti politici. In pochi mesi, Donald Trump è divenuto presidente degli Stati Uniti disarticolando il Partito Repubblicano con cui si era candidato; Emmanuel Macron è divenuto presidente in Francia senza un partito alle spalle, in elezioni che hanno visto sparire quelle formazioni che hanno dominato la scena politica della Quinta Repubblica; non lo nascondo, la nostra mozione al congresso del Partito Democratico, che aveva tra i propri punti qualificanti la forma-partito, ha raccolto un quinto dei consensi alle primarie che hanno riportato Matteo Renzi alla leadership del PD. Dobbiamo interrogarci sulle forme della politica in questo scorcio del XXI Secolo. Ma i principi, no. Non scompaiono. Non scompaiono le ideologie. Non scompaiono le questioni che distinguono la sinistra dalla destra. E dai nostri principi ripartiamo.


In questi giorni stiamo mettendo a punto la bozza di un manifesto politico, quello del “Nuovo umanesimo del lavoro”, che presto metteremo a disposizione per raccogliere i contributi di tutti coloro che vorranno partecipare alla sua stesura definitiva. Sarà composto da una serie di punti sull’economia, il lavoro, il welfare. L’obiettivo è di farne il timone dell’attività politica nata con Sinistra PD nel percorso congressuale appena terminato, che non ha per nulla esaurito il cammino unitario appena avviato. Siamo qui per incidere. Questo manifesto traccerà anche la rotta della nostra Associazione Lavoro&Welfare, che avvia una nuova fase della propria esperienza, a partire dalla Summer School che si terrà nel prossimo mese di settembre e giunge alla sua quinta edizione.


 Coloro che credono che Uguaglianza, Lavoro, Inclusione rappresentino i cardini dell’azione politica della sinistra hanno molto da fare. E noi intendiamo proseguire la nostra azione con sempre maggiore energia.


 A proposito: va in libreria in questi giorni “Pensioni. La riduzione del danno”, il libro che ho scritto con Marialuisa Gnecchi, capogruppo PD alla Commissione Lavoro della Camera. Nel volume - edito da Ediesse nella collana Saggi - ricostruiamo le vicende della nostra azione, in particolare ma non solo, sulla materia pensionistica a partire dal decreto “Salva Italia” Monti-Fornero del 2011. Fino a giungere al Verbale siglato in settembre dal Governo Renzi con le organizzazioni sindacali e alla sua applicazione nella legge di Bilancio 2017. E inseriamo queste vicende nel più ampio panorama della storia del sistema pensionistico e delle sue riforme, che si sono succedute a partire dagli anni 90 del XX Secolo. E, per far questo, descriviamo anche il complesso percorso che deve affrontare il legislatore per compiere il proprio lavoro, incluso il confronto con Enti come l’Inps che, talvolta - se ne è discusso in questi giorni - danno interpretazioni restrittive attraverso le circolari che applicano le leggi. È un racconto sulla complessità. La complessità della politica e dell’azione legislativa molto spesso dipinta in modo semplicistico. Qui trovate il link http://www.lariduzionedeldanno.it/ al sito web del libro che comprende anche le risorse online citate nelle note del volume.Concludo sull’oggi. È stato, finalmente, approvato il “Jobs Act” del lavoro autonomo. Anche su questo abbiamo lavorato molto affinché al lavoro autonomo venissero estesi diritti e tutele dai quali era stato escluso, ingiustamente, troppo a lungo. Ancora, uno dei cardini del Verbale governo-sindacati è l’Ape volontaria. Che doveva partire dal primo di maggio. Il Governo è in ritardo nell’attuazione del decreto. E noi stiamo incalzando l’Esecutivo su questo: l’equità inizia con l’applicazione puntuale delle norme da cui dipendono i destini di tante persone.  - CESARE DAMIAMO/presidente XI Commissione Lavoro Camera dei Deputati (Pd)





 





 






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