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EDITORIA AMARA E TIRANNA. Sono più di quaranta, per l'edizione veneta del Corriere della Sera. Fra di loro c'è chi lavora dal primo numero, uscito quattordici anni fa. I giornalisti collaboratori del Corriere del Veneto, inquadrati tutti con dei cococo (per gli addetti ai lavori: a cottimo) ogni giorno permettono l'uscita di cinque edizioni del giornale. Eppure, Rcs ora ha deciso che nessuno di loro verrà mai assunto all'interno delle redazioni regionali. Duro comunicato del CdR.

di Michele Zecchinati


Verona, 20 marzo 2017. - Sono più di quaranta, per l'edizione veneta del Corriere della Sera. Fra di loro c'è chi lavora dal primo numero, uscito quattordici anni fa. I giornalisti collaboratori del Corriere del Veneto, inquadrati tutti con dei co.co.co. (per gli addetti ai lavori: a cottimo) ogni giorno permettono l'uscita di cinque edizioni del giornale, che coprono le sette province: Venezia, Verona, Vicenza, Padova-Rovigo, Treviso-Belluno. A differenza di altre testate, anche dello stesso gruppo, al Corriere del Veneto i collaboratori garantiscono più di metà delle notizie raccolte e successivamente tradotte in articoli in pagina. Eppure, Rcs ora ha deciso che nessuno di loro verrà mai più assunto all'interno delle redazioni regionali: nessuno cioè otterrà mai i veri, agognati contratti giornalistici.


Rompendo uno schema che durava da 14 anni, cioè l'impegno di assumere un po' alla volta in redazione prendendo solo dal bacino dei collaboratori che più conoscono e hanno esperienza del territorio regionale, nei giorni scorsi l'azienda ha fatto una scelta del tutto opposta. I posti vacanti sono tre, di altrettanti redattori che si sono dimessi passando ad altre aziende. Inizialmente era stato comunicato che sarebbero stati assunti tre co.co.co. . Poi da Milano si è fatta marcia indietro: l'amministrazione ha fatto sapere che i posti verranno coperti da giornalisti già in forze a Rcs ma considerati sostanzialmente “esuberi”. Se accetteranno verranno inviati da Milano, Roma, dal Mezzogiorno o dalle Isole a coprire i posti del Corriere Veneto. La sorpresa e la delusione in redazione è stata grande: come possono essere d'aiuto colleghi (su cui non ci sono riserve personali, ovviamente) che vengono da realtà così diverse? Che magari lavoravano per settimanali o mensili?


Il Cdr della testata ha fatto un duro comunicato che riportiamo qui sotto. Il testo esprime grande solidarietà dall'assemblea dei redattori verso gli oltre 40 co.co.co rimasti “a piedi”. Che tra l'altro, a causa di ulteriori tagli al budget imposti sempre dalla sede centrale, vedono in questi giorni ridursi lo spazio per gli articoli in pagina. Ecco il comunicato integrale del Cdr del Corriere del Veneto: L’assemblea dei giornalisti del Corriere del Veneto-Corriere di Verona, riunitasi per una valutazione delle decisioni assunte dall’azienda e dalla direzione in conseguenza dell’uscita dall’organico di tre colleghi, esprime un giudizio di notevole preoccupazione per quella che si annuncia come una profonda mutazione nel corpo vitale del giornale. Oltre all’oggettivo indebolimento della pianta organica – le tre dimissioni (due contratti a tempo indeterminato e uno a tempo determinato) sono state temporaneamente rimpiazzate con tre contratti a termine di due mesi ciascuno – si pone, infatti, un problema che intacca la struttura stessa di un giornale a forte radicamento territoriale come il nostro. Pur riconoscendo la legittimità della scelta dell’azienda, che ha optato per reintegrare in via definitiva l’organico del Corriere del Veneto attingendo nei prossimi mesi ai colleghi in esubero nel Gruppo Rcs, non possiamo non denunciare il fatto che questa decisione interrompe un percorso virtuoso che aveva contraddistinto questo giornale fin dalla sua fondazione: la valorizzazione, attraverso i nuovi innesti via via avvenuti in redazione, del lavoro e dell’impegno profusi dai colleghi, in grandissima maggioranza giornalisti professionisti, che da anni collaborano in esclusiva con il Corriere del Veneto, garantendo soprattutto nel settore cronache la fattura di un giornale competitivo e di elevata qualità.


Siamo arrivati al paradosso per cui, in questi stessi giorni, un quotidiano concorrente ha abbondantemente pescato tra le file dei nostri colleghi e collaboratori per diverse assunzioni a tempo indeterminato e determinato: noi li abbiamo formati, li abbiamo fatti crescere e gli altri ce li portano via. Tutto questo potrebbe perfino essere motivo di orgoglio professionale, se non fosse che l’azienda in primis e la direzione hanno mostrato nella gestione della vicenda un’attenzione a dir poco scarsa alla corretta valorizzazione delle competenze e del capitale umano, che costituiscono il vero valore aggiunto di qualsiasi impresa, a maggior ragione se si tratta di un quotidiano d’informazione territoriale come il nostro. E’ altrettanto paradossale che per alcuni dei collaboratori più assidui sia stata opposta dall’azienda l’impossibilità di procedere con un’assunzione, poiché gli interessati hanno già raggiunto (o sono vicini a farlo) il limite massimo dei 36 mesi cumulativi di contratti a termine: il fatto di essere stati più volte chiamati a lavorare in redazione e, perciò, di essere considerati dei colleghi validi e affidabili, alla fine si è incredibilmente ritorto contro di loro. Segno, a parere dell'assemblea, di una particolare miopia da parte aziendale, anche per le implicazioni di carattere legale che questa decisione potrebbe comportare in un futuro non lontano.


L’assemblea dei giornalisti del Corriere del Veneto, nell’esprimere totale sostegno ai colleghi collaboratori che lavorano sul campo, ritiene che l’azienda e la direzione debbano agire con maggiore rispetto per le persone e le risorse professionali che danno ogni giorno un contributo essenziale per la fattura del Corriere del Veneto, nell’interesse del giornale stesso e della qualità del prodotto che viene quotidianamente proposto ai lettori.  Il cdr



 






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