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Stampa

Agenzie di stampa: mobilitazioni e martedì assemblee di redazione contemporanee (il comunicato dei Cdr di Adkronos, Agi, Askanews, Dire, Il Velino, Italpress, LaPresse, 9 Colonne, Radiocor). Rivolta contro la gara europea con cui il Governo intende sostituire il regime attuale delle convenzioni.


Roma, 17 marzo 2017 - La gara europea per l’assegnazione dei servizi di informazione della pubblica amministrazione non è inevitabile. Lo ha detto l’Anac e lo ha ribadito, nel corso di un convegno a Bari, il segretario della Fnsi. Martedì, intanto, i Cdr hanno indetto assemblee in contemporanea nelle redazioni.


CDR DI ADNKRONOS - Roma, 17 marzo 2017 - Il Comitato di Redazione dell’Adnkronos, con i Cdr delle altre agenzie di stampa, ha incontrato martedì scorso, 14 marzo, presso la sede di Stampa romana, il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso.  Tema della riunione, promossa dal Coordinamento dei Cdr delle agenzie di stampa, la gara europea con cui il governo intende sostituire il regime attuale di convenzioni. Il segretario della Fnsi ha illustrato lo stato dei contatti in corso con l’esecutivo, e preso atto della preoccupazione unanime dei colleghi per i potenziali contraccolpi che tale procedura potrebbe comportare sul piano delle condizioni di lavoro e dei livelli occupazionali. Se il vecchio sistema delle convenzioni necessita di una revisione, da parte del Cdr dell’Adnkronos, come degli altri, è emersa la viva preoccupazione che un ricorso alla gara europea, peraltro in assenza di reciprocità con gli altri Paesi membri della Ue, possa ripercuotersi negativamente sul pluralismo dell’informazione e sui posti di lavoro. Per il Cdr dell’Adnkronos la gara europea mette a rischio un patrimonio di professionalità, competenze e libertà che è fondamentale per la qualità dell’informazione e della democrazia in Italia, oltre a rappresentare una potenziale abdicazione a interessi non italiani, ancorché targati Ue. Con il risultato paradossale che l’opinione pubblica dovrebbe trovare le informazioni primarie sui fatti italiani su fonti che rischiano di essere condizionate se non dominate da operatori stranieri. Alla luce della riunione con il segretario Lorusso, a sostegno dell’interlocuzione da questi avviata con la presidenza del Consiglio, e allo scopo di approfondire le questioni poste dalla gara europea in un dibattito collettivo, il Cdr dell’Adnkronos, di concerto con i Cdr delle agenzie di stampa che a loro volta hanno aderito all’iniziativa di analoghe, contemporanee convocazioni, indice l’Assemblea di Redazione per martedì 21 marzo alle 14,30.


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CDR DELL'AGI - Roma, 17 marzo 2017. - Il Comitato di redazione dell'AGI sottolinea la massima preoccupazione per l'annuncio del Governo dell'assegnazione dei fondi per i servizi delle agenzie di stampa tramite bando di gara europeo, suddiviso per lotti. Si tratta di una tipologia di bando che non ha precedenti in Europa, che non assicura alcuna reciprocita', e apre di fatto il mercato italiano alle agenzie straniere senza che questo sia consentito negli altri Paesi. Esiste il rischio di ulteriori ricorsi e diverse e pesanti ricadute sul piano fiscale e organizzativo di tutte le agenzie, in un contesto di crisi gia' pesante. Per di piu' sulla scorta di un parere dell'Anac (delibera 853 del luglio 2016) che la stessa Autorita' ha chiarito essere solo un'ipotesi non vincolante, e lasciando al governo piena facolta' di optare per una procedura negoziata senza bando. Nelle scorse settimane si sono tenuti diversi incontri con la Fnsi e i cdr delle altre agenzie. Anche nell'ultimo incontro, di pochi giorni fa, non e' emerso alcun elemento concreto che possa avvalorare le rassicurazioni fatte filtrare da Palazzo Chigi sul fatto che la gara europea sia uno strumento che, oltre a regolare un regime di concorrenza, garantirebbe anche il pluralismo dell'informazione e la difesa dei livelli occupazionali. Il Cdr confida nell'interlocuzione avviata dal segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, con il governo. Al tempo stesso, proprio per dare forza a queste iniziative di ricerca del confronto, indice per il prossimo martedi' 21 marzo, di concerto con le altre agenzie, un'assemblea di redazione da tenersi a partire dalle 14, con all'ordine del giorno la discussione e la messa in campo di tutte le iniziative possibili per mettere in luce gli aspetti negativi di un provvedimento che rischia, se varato, di stravolgere il comparto dell'informazione primaria italiana e innescare la perdita di centinaia di posti di lavoro.


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CDR LAPRESSE - Roma, 17 marzo 2017. - Il comitato di redazione di LaPresse esprime grande preoccupazione per la decisione del governo di affidare le convenzioni di Palazzo Chigi a una gara di appalto europea. L'informazione non è un qualsiasi prodotto industriale o di servizio da mettere a gara ma un bene comune tutelato in Costituzione, come Governo e Parlamento hanno sottolineato all'articolo 1 della nuova legge sull'editoria. Il rischio paralisi del sistema dell'informazione di base è dietro l'angolo e  già le complesse vicende giudiziarie della direttiva Lotti hanno esposto le imprese del settore a incertezze che rischiano sempre di ripercuotersi sui dipendenti, giornalisti e non. A questo si aggiunge l'esigenza  di acquisire elementi concreti sul modo in cui il Governo intende tutelare l'occupazione sia nella fase di prevedibile turbolenza giudiziaria, sia nella stabilizzazione del futuro regime  delle agenzie di stampa nazionali.  Per questi motivi, il Cdr di LaPresse partecipa, come prima di una serie di iniziative urgenti coordinate finalizzate all'apertura del confronto e alla discussione degli orientamenti governativi, alle assemblee di redazione in contemporanea, da tenersi tutte a partire dalle 14.00 pomeridiane di martedì 21 marzo.


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CDR AGENZIA DIRE - Roma, 17 marzo 2017 - Il Comitato di redazione dell'agenzia Dire confida nell'interlocuzione con il governo avviata dal segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, sui criteri che ispireranno l'acquisto dei notiziari giornalistici delle agenzie di stampa da parte della presidenza del Consiglio. Il vecchio sistema delle convenzioni e' criticabile e da riformare, l'informazione pero' non e' un prodotto industriale qualsiasi ma un bene comune tutelato in Costituzione.  Il Cdr dell'agenzia Dire esprime la preoccupazione che il bando di gara annunciato dal governo possa essere bloccato da ricorsi legali, come peraltro gia' accaduto con la direttiva Lotti, e che questi si ripercuotano sulle aziende e dunque sui dipendenti, giornalisti e non. Quindi ci sembra opportuno acquisire elementi concreti dal governo su come intenda tutelare il pluralismo dell'informazione e l'occupazione sia nella fase di prevedibile turbolenza giudiziaria che nella stabilizzazione del futuro regime. Ci preme inoltre ribadire l'importanza di arrivare a un sistema che preveda finalmente criteri equi e trasparenti nell'attribuzione delle risorse.  Il Cdr della Dire, di concerto con le altre agenzie, convoca l'assemblea di redazione martedi' 21 marzo alle 14 per informare i colleghi e confrontarsi sulle ipotesi in campo che riguardano il futuro di un intero settore.


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CDR DI ASKANEWS - Roma, 17 marzo 2017 - Il comitato di redazione di askanews  ha incontrato, assieme ai Cdr delle altre agenzie nazionali  riunite in coordinamento a Stampa Romana, il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, e ne sostiene l'azione di  interlocuzione avviata con il governo sui potenziali problemi  nelle convenzioni per la fornitura dei servizi giornalistici,  legati all'intenzione del governo di indire un bando europeo.  L'informazione è  un bene comune tutelato dalla Costituzione,  come sottolineato all'articolo 1 della nuova legge sull'editoria.  Non un qualsiasi prodotto "fungibile", da mettere a gara,  tantomeno gara europea in assenza di qualsiasi reciprocità.  Il Cdr di askanews si unisce alla forte preoccupazione espressa nel coordinamento dei Cdr per il rischio paralisi del sistema  dell'informazione di base, dopo che le complesse vicende  giudiziarie della passata direttiva di riforma del sistema hanno esposto le imprese del settore a incertezze che rischiano sempre  di ripercuotersi sui dipendenti, giornalisti e non. Bisogna tutelare il pluralismo e l'occupazione legate a un bene, l'informazione, che va oltre qualsiasi schieramento, e in questo  modo garantirne la qualità e l'indipendenza. Per questi motivi, il Cdr di askanews convoca una assemblea di  redazione martedì 21 marzo, alle 14 che, che come convenuto con  gli altri Cdr del coordinamento, per la prima volta in assoluto,  si svolgerà contemporaneamente assieme a quelle delle altre  agenzie di stampa.   


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CDR DELLA 9 COLONNE - Roma, 17 marzo 2017 -  - Il Cdr della 9 Colonne ha indetto l’Assemblea di redazione per martedì 21 marzo dalle 14,00, di concerto e in contemporanea alle altre Agenzie di stampa che esprimono forte preoccupazione per l'annuncio del Governo relativo all'assegnazione dei fondi per i servizi tramite bando di gara europeo, suddiviso per lotti. Per il Cdr della 9 Colonne, la gara europea costituirebbe una seria minaccia tanto alla qualità dell’informazione, di cui le Agenzie di stampa rappresentano il pilastro, quanto ai livelli occupazionali di giornalisti e poligrafici.


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CDR DI ITALPRESS - ROMA, 17 marzo 2017 - I giornalisti dell’agenzia di stampa Italpress hanno indetto per martedì 21 marzo a partire dalle 14 un’assemblea di redazione in concomitanza con le assemblee dei colleghi delle altre agenzie italiane per discutere delle possibili ricadute occupazionali e per il pluralismo dell’informazione che comporterebbe la cancellazione dell’attuale sistema di convenzioni e un bando di gara europeo della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la fornitura dei servizi giornalistici delle agenzie di stampa. L'informazione non può in nessun modo essere paragonata a qualunque altro bene fungibile. Una gara europea, in assenza di qualsiasi vincolo di reciprocità, metterebbe a serio rischio l'informazione primaria italiana. L'assemblea vaglierà tutte le iniziative da mettere in campo nei prossimi giorni a difesa dei livelli occupazionali.


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CDR DI RADIOCOR PLUS - Milano, 17 marzo 2017 - Il Cdr di Radiocor Plus confida nella interlocuzione avviata dal segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, con il governo sul tema della cancellazione del sistema delle convenzioni per la fornitura dei servizi giornalistici delle agenzie e dell’annunciata gara d’appalto europea. Ma al contempo trova miope e scandaloso che l’informazione sia considerata alla stregua di un qualsiasi prodotto industriale o di servizio, trattandosi di un bene comune tutelato in Costituzione, come Governo e Parlamento hanno sottolineato all'articolo 1 della nuova legge sull'editoria, presupposto ineludibile di una democrazia. Un pilastro della Res publica in questo momento reso pericolosamente fragile da una pesante crisi economica, che ha già impattato gravemente sui lavoratori del settore e che rischia – in mancanza di salde garanzie - di subire conseguenze irreversibili anche sul piano dell’indipendenza dell’informazione. Se è vero che il vecchio sistema delle convenzioni è legittimamente criticabile e riformabile, il Cdr di Radiocor Plus ribadisce la necessità che la politica si faccia carico – in condivisione con la categoria – della definizione di un assetto appropriato per il futuro regime di fornitura del servizio alle istituzioni. Dal momento poi che difficilmente Palazzo Chigi potrà sottrarre la gara al bando europeo – visto il superamento della soglia comunitaria dell'importo dell'appalto – il Cdr di Radiocor Plus, anche alla luce dell’ampia discrezionalità della stazione appaltante, sottolinea la necessità di stilare in modo condiviso le linee guida per la definizione di un eventuale bando che sia di fatto ancorato all'italianità del servizio di agenzia richiesto, legandolo a doppio filo alle sue finalità istituzionali e al fatto che si tratta comunque di bene di interesse pubblico nazionale che giustifica un regime non drasticamente concorrenziale. Il Cdr di Radiocor Plus, come prima di una serie di iniziative coordinate con le altre agenzie, indice un’assemblea di redazione, da tenersi a partire dalle 14.00 di martedì 21 marzo per una discussione costruttiva su questi scenari e per vagliare la eventuale messa in campo di strumenti di lotta sindacale.





 





 





 






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