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EDITORIA. PREPENSIONAMENTI NELLA MORSA - Decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri in via preliminare. Disposizioni per l’incremento dei requisiti e la ridefinizione dei criteri per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata dei giornalisti e per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editrici, in attuazione dell’articolo 2 (commi 4 e 5, lettera a), della legge 26 ottobre 2016 n. 198. Cambiano le regole dei prepensionamenti per uomini e donne: quest'anno servono 61 anni di età e 25 anni di contributi. Dal 2018 ai 61 anni bisognerà aggiungere altri 7 mesi. Il provvedimento ora dovrà ottenere il parere del Parlamento e poi, si presume fra due mesi, verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. IN CODA lo schema del decreto legislativo (dal sito Fnsi) + articolo di Federica Micardi (Il Sole 24 Ore): "Confronto aperto sul regime transitorio - Regole sulle crisi allineate agli altri comparti".


Roma, 17 marzo 2017. IL CONSIGLIO DEI MINISTRI, SU PROPOSTA DEL PRESIDENTE PAOLO GENTILONI E DEL MINISTRO PER LO SPORT CON DELEGA ALL'EDITORIA LUCA LOTTI, HA APPROVATO, IN ESAME PRELIMINARE, UN DECRETO LEGISLATIVO CHE PREVEDE DISPOSIZIONI PER L'INCREMENTO DEI REQUISITI E LA RIDEFINIZIONE DEI CRITERI PER L'ACCESSO AI TRATTAMENTI DI PENSIONE DI VECCHIAIA ANTICIPATA DEI GIORNALISTI E PER IL RICONOSCIMENTO DEGLI STATI DI CRISI DELLE IMPRESE EDITRICI, IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 26 OTTOBRE 2016, N. 198 (LEGGE DI RIFORMA DELL'EDITORIA).


LA NUOVA DISCIPLINA ESTENDE ALLE IMPRESE EDITRICI IL REGIME VIGENTE PER LA GENERALITÀ DELLE IMPRESE DEL COMPARTO INDUSTRIALE IN TEMA DI ACCESSO ALLE MISURE DI INTEGRAZIONE SALARIALE STRAORDINARIA; IN PARTICOLARE, VENGONO UNIFORMATI I REQUISITI DI ACCESSO, COSÌ COME LE CAUSALI PER LE QUALI LE IMPRESE POSSONO CHIEDERE I TRATTAMENTI DI INTEGRAZIONE SALARIALE, OVVERO LA RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE IN PRESENZA DI CRISI, LA CRISI AZIENDALE (COMPRESI I CASI DI CESSAZIONE DELL'ATTIVITÀ PRODUTTIVA DELL'AZIENDA O DI UN RAMO DI ESSA ANCHE IN COSTANZA DI FALLIMENTO) E IL CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ. ANCHE LA DURATA MASSIMA DEI TRATTAMENTI (24 MESI, ANCHE CONTINUATIVI, IN UN QUINQUENNIO MOBILE) E GLI ALTRI ASPETTI QUALIFICANTI DELL'ISTITUTO (CONTRIBUZIONE FIGURATIVA PER I PERIODI DI SOSPENSIONE O RIDUZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO, ONERI CONTRIBUTIVI ORDINARI E STRAORDINARI A CARICO DEI LAVORATORI E DELLE IMPRESE) SONO DISCIPLINATI IN CONFORMITÀ A QUANTO PRESCRITTO PER I LAVORATORI E PER LE IMPRESE DEGLI ALTRI COMPARTI.


IN PARTICOLARE, SI INTRODUCE, A CARICO DELLE IMPRESE EDITORIALI CHE ACCEDONO ALLA CASSA INTEGRAZIONE, UN CONTRIBUTO CRESCENTE IN RELAZIONE ALLA DURATA DEL BENEFICIO. PER QUANTO RIGUARDA I NUOVI REQUISITI DI ACCESSO AI TRATTAMENTI ANTICIPATI DI VECCHIAIA PER I GIORNALISTI, SI STABILISCE CHE IL REQUISITO DI ANZIANITÀ CONTRIBUTIVA SIA PARI A 25 ANNI, IN LUOGO DEGLI ATTUALI 18. INOLTRE, SI PREVEDE L'APPLICAZIONE DEL MECCANISMO DI ADEGUAMENTO DEL REQUISITO ALL'ASPETTATIVA DI VITA, SECONDO I CRITERI GENERALI OGGI VIGENTI NELL'ORDINAMENTO PENSIONISTICO. IL TRATTAMENTO IN QUESTIONE, INFINE, PUÒ ESSERE FRUITO CON UN ANTICIPO MASSIMO DI CINQUE ANNI RISPETTO ALL'ETÀ ANAGRAFICA STABILITA PER IL DIRITTO ALLA PENSIONE DI VECCHIAIA NEL REGIME PREVIDENZIALE DELL'INPGI, CHE È STATA RECENTEMENTE INNALZATA (uomini e donne: 61 anni nel 2017 e 61 anni + 7 mesi a partire dal 2018, ndr). SI CONFERMANO, INFINE, IL DIVIETO PER I GIORNALISTI PREPENSIONATI DI MANTENERE RAPPORTI DI COLLABORAZIONE E L'OBBLIGO PER GLI EDITORI DI EFFETTUARE NUOVE ASSUNZIONI, NEL RAPPORTO DI UN NUOVO ASSUNTO OGNI TRE PREPENSIONAMENTI.  (ANSA)


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Editoria. Confronto aperto sul regime transitorio - Regole sulle crisi allineate agli altri comparti. /di FEDERICA MICARDI/ilsole24ore/18.3.2017 - Nuove regole, più stringenti, per la gestione delle crisi in editoria. Si alzano i requisiti dei giornalisti per accedere alla pensione di vecchiaia anticipata e per le società editoriali varranno le stesse regole delle imprese del comparto industriale. Per i giornalisti l'anzianità contributiva minima necessaria passa dagli attuali 18 anni a 25 (che potrebbero aumentare se migliora l'aspettativa di vita). Inoltre il requisito anagrafico potrà essere anticipato per un massimo di cinque anni rispetto a quanto previsto dall'Inpgi, l'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti, che ha recentemente alzato l'età anagrafica per la pensione di vecchiaia portandola a 66 anni e 7 mesi, senza distinzione di genere, dal 2019 (nel 2017 il requisito anagrafico è di 66 anni per gli uomini e di 64 per le donne).  Le imprese editoriali  che accedono alla cassa integrazione saranno soggette a un contributo crescente in base alla durata del beneficio, che comunque non potrà superare i 24 mesi, anche continuativi, in un quinquennio mobile.  Tutte queste novità sono contenute nello schema di decreto legislativo approvato ieri dal Consiglio dei ministri e proposto dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Lunedì il testo va in Parlamento e le commissioni di Camera e Senato hanno sessanta giorni (entro il 15 maggio) per esprimere i loro pareri.  È, invece, ancora aperto il confronto tra i tecnici di Palazzo Chigi e quelli di via Flavia e del ministero dell' Economia sulla norma transitoria (l'articolo 3 del decreto). Una norma prevista, si legge nella relazione illustrativa, per calmierare l'incidenza sulle situazioni pregresse anche soggettive «in un contesto di fortissima crisi che affligge il settore dell' editoria già da alcuni anni». L'interpretazione prevalente e condivisa è che le nuove regole non si applicano ai piani di crisi già finanziati, perché già in lista. In pratica i soldi già stanziati, di cui l' ultima tranche sono i 23 milioni previsti dalla legge di Bilancio 2017, dovrebbero essere erogati con le vecchie regole, mentre i nuovi stanziamenti dovrebbero seguire le norme appena introdotte.


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MATERIALI - Di seguito il testo dello schema di decreto legislativo.   Schema Dlgs Prepensionamenti


 


 


 





 





 






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