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Stampa

Contributi pubblici a TrentinoTv. La Federazione nazionale della stampa: "Un regalo della Provincia a chi licenzia. Per Dorigatti conflitto d' interessi". Duro attacco della Fnsi alla legge provinciale per l'editoria che prevede contributi pubblici senza chiedere garanzie occupazionali (infatti Angeli ha già annunciato di tagliare tre dei suoi sei giornalisti). Franchi: "C'è materiale per la Corte dei Conti"



ROMA, 4 gennaio 2017.   . Parla di " incongruenza " il sindacato Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) oggi sul suo sito nazionale, ma anche di "regalo" fatto direttamente dal consiglio provinciale (e dal suo presidente Bruno Dorigatti ) a Trentino Tv (e quindi alla moglie di Dorigatti Marilena Guerra, direttrice della rete). " E' roba da Corte dei Conti " aggiunge il presidente dell' ordine dei giornalisti del Trentino Fabrizio Franchi . Continua a far discutere, dunque, la legge sull' editoria recentemente approvata dal consiglio provinciale. E soprattutto continua a far discutere il fatto che la legge permetterebbe di ottenere i contributi pubblici anche senza chiari progetti di rilancio aziendale e soprattutto senza nemmeno l' obbligo di mantenere i livelli occupazionali già esistenti. Su tutti, a far discutere, c' è il caso di Trentino Tv. L' editore di quella che un tempo si chiamava Tca, Graziano Angeli (riportava negli scorsi giorni il Corriere del Trentino ) avrebbe già annunciato ai sindacati di essere pronto a licenziare il 50% dell' organico (tre giornalisti su sei) a prescindere dai contributi (tra l' altro sul Corriere del 24 dicembre si leggeva anche che " i sindacati riportano pure che lo stesso Angeli avrebbe detto: " . Una frase ai limiti del tragicomico. Per noi de il Dolomiti un complimento: ci siamo sentiti lusingati, stimando e conoscendo bene la professionalità e la bravura dei giornalisti che lavorano a Trentino Tv. Al tempo stesso, però, se pronunciata per davvero, una dichiarazione sconcertante che getterebbe non poche ombre sulle capacità professionali dell' editore e spiegherebbe tante cose). Oggi, tra un articolo sulla Rai e uno sugli attacchi di Beppe Grillo a giornali e giornalisti, sul sito della Federazione nazionale stampa italiana è apparso questo articolo molto forte: Il 23 dicembre, il "regalo" dell' editore di TrentinoTv, Graziano Angeli, di voler licenziare 3 giornalisti . L' annuncio durante l' incontro con Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige e Fistel-Cisl. Alla base del dimezzamento dell' organico dell' emittente gli asseriti 337.029 euro in meno ricevuti dalla Provincia di Trento nel 2016. Alla vigilia di capodanno, il regalo senza virgolette del presidente Pd del consiglio provinciale di Trento Bruno Dorigatti, ex segretario della Cgil del Trentino, marito della direttrice di TrentinoTv Marilena Guerra , della firma dell' autorizzazione di altre cento trasmissioni (mini tribune politiche) per complessivi 80.000 euro . Cifra che si aggiunge ai circa 36.000 euro della diretta televisiva del consiglio provinciale coperta sempre da TrentinoTv. A parte il possibile conflitto di interessi del presidente del consiglio provinciale di Trento, FNSI e Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige sottolineano l' incongruenza della decisione. Ritengono infine che anche la legge provinciale di Trento sull' editoria del 7/12/2016 , che prevede provvidenze a chi promuove l'informazione locale salvaguardando i livelli occupazionali, debba armonizzarsi con la legge nazionale, i cui decreti attuativi sono in approvazione dal dipartimento dell' editoria. Al presidente dell' ordine dei giornalisti del Trentino Fabrizio Franchi abbiamo quindi chiesto un parere sulla questione. "Qui c' è materiale per la Corte dei Conti - ci ha risposto Fabrizio Franchi -. Non si è mai visto che l' ente pubblico stanzi delle risorse per salvare il padrone di una fabbrica o il capo di un' azienda e non i suoi lavoratori e i suoi dipendenti. Le garanzie occupazionali sono la base per poter elargire risorse della comunità. Io non so quale assessore al lavoro o quale giunta possa approvare, in Italia, una norma del genere. Se la Provincia deciderà di andare avanti per questa strada sono sicuro che dovrà intervenire la Corte dei Conti. Mercoledì - conclude Franchi - ci hanno convocato, assieme ai sindacati, in Provincia per spiegarci la legge. Ma a noi i distinguo interessano relativamente. La cosa importante è che qui rischiano di finire a spasso dei colleghi. Il resto conta poco". (Il dolomiti)


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Tre giornalisti licenziati a TrentinoTv. Pochi giorni prima di Natale Trentino Tv ha annunciato il licenziamento di tre giornalisti. Le motivazioni addotte dall' editore Graziano Angeli, che ha ricondotto gli esuberi al taglio delle risorse erogate dalla Provincia Autonoma di Trento, non soddisfano però le associazioni sindacali.


Trento, 4 gennaio 2016. Natale amaro per tre giornalisti di TrentinoTv per i quali è stato annunciato il licenziamento. Già a fine 2015 l' editore aveva dichiarato l'esubero di quattro dipendenti (tre giornalisti e un tecnico), poi scongiurato in seguito ad un accordo con i sindacati per un contratto di solidarietà al 32% verticale per tutti i 12 dipendenti fino al 31 dicembre 2016. Pochi giorni prima di Natale, quando la solidarietà non era ancora conclusa, la comunicazione dei licenziamenti. La comunicazione è stata fatta nel corso di un incontro sindacale a Trento al quale hanno preso parte l'editore Graziano Angeli, il direttore Marilena Guerra e la consulente del lavoro Alberta Schlagenauf ed era stata preannunciata al Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige e a Fistel-Cisl. L' editore Graziano Angeli ha motivato gli esuberi con il taglio di 337 mila euro da parte della Provincia Autonoma di Trento . Angeli ha poi aggiunto che i 50 mila euro che gli saranno elargiti per il 2016 dalla Provincia come contributo dalla legge sull' editoria non sono sufficienti per coprire il trend negativo del bilancio. Per ciò che riguarda i tecnici, dopo l'uscita di cinque persone l'editore ha annunciato l'assunzione di un tecnico a partire da inizio anno. Le motivazioni dell'editore sui licenziamenti non hanno però soddisfatto le associazioni sindacali. E' singolare - dichiarano Fnsi e Assostampa regionale - che il preannunciato licenziamento dei tre giornalisti avvenga quando ancora non si è concluso il travagliato anno di solidarietà senza che i lavoratori abbiano ancora percepito un centesimo del mancato introito dall' Inps per i lunghi accertamenti ispettivi dell' Ispettorato del Lavoro di Trento e del ministero del Lavoro per 'incongruenze' emerse nell' applicazione del contrato di solidarietà. Ma soprattutto sembra irrispettoso nei confronti di consiglio e giunta provinciale che ancora non ha concluso l' iter di approvazione della delibera attuativa della legge sull' editoria. (millecanali)


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Fnsi e Sindacato Giornalisti Trentino Alto Adige sui contributi pubblici a TrentinoTv. - Roma, 4 gennaio 2016. Il  23  dicembre,  il  "regalo"  dell'editore   di   TrentinoTv   Graziano   Angeli   di   voler   licenziare   3 giornalisti. L'annuncio durante l'incontro con Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige e Fistel-CISL. Alla base del dimezzamento dell'organico dell'emittente gli asseriti 337.029 euro in meno ricevuti dalla Provincia di Trento nel 2016. Alla vigilia di capodanno, il regalo senza virgolette del presidente PD del consiglio provinciale di Trento Bruno Dorigatti, ex segretario della Cgil del Trentino, marito della direttrice di TrentinoTv Marilena Guerra, della firma dell'autorizzazione di altre cento trasmissioni (mini tribune politiche) per complessivi 80.000 euro. Cifra che si aggiunge ai circa 36.000 euro della diretta televisiva del consiglio provinciale coperta sempre da TrentinoTv. A parte il possibile conflitto di interessi del presidente del consiglio provinciale di Trento, FNSI e Sindacato   Giornalisti   del   Trentino   Alto   Adige  sottolineano   l'incongruenza   della   decisione. Ritengono infine che anche la legge provinciale di Trento sull'editoria del 7/12/2016, che prevede provvidenze a chi promuove l'informazione locale salvaguardando i livelli occupazionali, debba armonizzarsi con la legge nazionale, i cui decreti attuativi sono in approvazione dal dipartimento dell'editoria. (www.fnsi.it)





 




 


 


 


 





 





 






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