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Licenziamenti per profitto, i giuslavoristi: “La sentenza della Cassazione dà nuovi strumenti ad aziende disoneste”. Vincenzo Martino, vicepresidente dei Giuslavoristi italiani, spiega che la decisione con cui gli ermellini hanno sdoganato l'aumento della redditività come "giustificato motivo" per lasciare a casa un dipendente non è una novità assoluta. Ma "rispecchia un clima sfavorevole". Secondo Umberto Romagnoli resta maggioritaria un'interpretazione più restrittiva, ma "l'ascesa di questo filone rischia di facilitare l'aumento di casi limite".

di Luisiana Gaita/ilfattoquotidiano


TESTO IN  http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/30/licenziamenti-per-profitto-giuslavoristi-la-sentenza-della-cassazione-da-nuovi-strumenti-ad-aziende-disoneste/3288796/


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.29.12.2016  - LICENZIAMENTO LEGITTIMO SE PER CONSERVARE LA COMPETITIVITÀ. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25201 del 2016, ha considerato legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo nel caso in cui sia finalizzato a salvaguardare la competitività dell’azienda nell’ambito del settore nel quale questa svolga l’attività di impresa. FRANCO ABRUZZO (presidente di Unpit): "La Cassazione in maniera disinvolta ha dimenticato la prima parte dell'articolo 41 della Costituzione: 'L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana'. La dignità umana è un valore fondamentale (art. 2 Cost.) che precede anche l'uguaglianza (art. 3 Cost.) e che non può essere sacrificata sull'altare  delle esigenze economiche delle aziende. La libertà delle imprese non è svicolata dall'osservanza degli altri principi costituzionali inviolabili e intangibili. Questa sentenza è un brutto segnale per il mondo del lavoro".  - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=22325





 






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