FNSI SUI REDDITI DEI GIORNALISTI: “URGONO CORREZIONI DI ROTTA E CONTRATTI”
Roma, 12 marzo 2008. "Il grido d'allarme dell'Ocse sul basso livello dei salari e sulla perdita drastica del potere d'acquisto è particolarmente avvertito fra le categorie dei lavoratori per le quali da più tempo non si rinnovano i contratti, come capita da tre anni ai giornalisti". A sottolinearlo è la Federazione della stampa, che in una nota chiede una "correzione di rotta" e un atteggiamento
di "corresponsabilità sociale e istituzionale". "Da anni la realtà di un lavoro di pregio, come a lungo è stato considerato anche sul piano retributivo quello giornalistico dice la Fnsi - perde potere d'acquisto in termini comparativamente elevati. A patire di più questo fenomeno sono soprattutto gli assunti dopo il 1995 e chi opera nei settori dell'industria vasta dell'informazione (emittenza locale, stampa periodica minore, nuove iniziative) nonché chi si trova nelle aree di nuova occupazione, regolate prevalentemente da contratti a termine. L'aumento del costo della vita e il carico fiscale che prosciuga ulteriormente il potere d'acquisto degli stipendi hanno impoverito le buste paga in maniera allarmante. Per il 30% dei sedicimila giornalisti con contratto di lavoro dipendente (per redditi netti individuali tra 1.050 e 1.600 euro mensili) c'é un'emergenza che richiede interventi sul
piano legislativo e su quello contrattuale che, in maniera equilibrata, generino un recupero di valore. Altrettanto vale per chi, più anziano di servizio, poteva essere collocato nella classe media e sta scivolando, giorno dopo giorno, causa l'aumento costante del costo della vita e il raffreddamento degli stipendi, verso l'area di coloro che faticano a chiudere i conti del mese". "Accanto ad una minoranza di veramente 'benestanti' - continua il sindacato dei giornalisti - cresce un divario che determina squilibrio di ogni genere. Un dato di riflessione: l'80% dei giornalisti con esclusiva attività autonoma ha un reddito lordo che non supera i 15 mila euro l'anno. Urgono correzioni di rotta. Ecco perché anche la Fnsi ritiene che la riflessione in atto nel Paese e nel mondo occidentale sul costo della vita, sulla compressione dei consumi, sul peso fiscale, sull'emergenza salari meriti adeguate assunzioni di responsabilità da parte di tutti". Il sindacato "considera necessarie e urgenti politiche idonee a fronteggiare la questione retribuzioni e la rivalutazione del valore del lavoro per la condizione delle famiglie. Le parti sociali (imprenditori e sindacati) sono chiamate ad azioni di corresponsabilità per la definizione di equilibri contrattuali, complessivamente, più avanzati". (ANSA).
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