In: www.inpgi.it/CIRCOLARI/2007/inpgi_circolari-2007-condono-contributivo.htm
Inpgi – circolari del 2007
Lettera di Cescutti e documento Damiano
Disponibilità dell'Inpgi
a un condono contributivo
da 32 milioni di euro
per nuove norme
in favore di free lance
e parasubordinati
Roma 2 ottobre 2007
Cari colleghi,
il Ministero del Lavoro ha annunciato nei giorni scorsi la conclusione del confronto, dallo stesso Ministero promosso, con Fnsi, Inpgi e Fieg in merito a “Lavoro e previdenza dei giornalisti”. Ora, sulla base del documento finale, si passerà alla fase legislativa.
Fin dai primi incontri su questo tema, iniziati al Ministero lo scorso maggio, il ruolo dell’Inpgi era stato rilevante dovendo l’Istituto assicurare la disponibilità a farsi carico di un minor introito di oltre 32 milioni di euro, relativi a contributi e sanzioni per favorire, sull’esempio di quanto previsto dalla Finanziaria 2007, la stabilizzazione di giornalisti co.co.co o parasubordinati (noi ne abbiamo accertati 667 in 350 ispezioni) affinché ad essi fosse garantita la figura, ed il contratto, del giornalista subordinato. Così come il carattere della loro prestazione professionale avrebbe già dovuto comportare.
Gli incontri tecnici al Ministero del Lavoro si erano conclusi mercoledì 18 settembre, con la consegna alle Parti di un documento che fissava importanti interventi, da assumersi con un successivo provvedimento di legge, al riguardo dei rapporti di lavoro dei giornalisti parasubordinati.
Anche per i giornalisti co.co.co è in particolare previsto: 1) il trasferimento dell’onere contributivo per 2/3 a carico del committente e per un terzo a carico del giornalista; 2) l’innalzamento graduale delle aliquote contributive fino a raggiungere nel 2011 lo stesso ammontare dell’aliquota prevista per la generalità dei collaboratori coordinati e continuativi iscritti all’Inps (pari attualmente al 23%); 3) l’attribuzione della titolarità dell’obbligazione contributiva in capo al committente; 4) un trattamento di malattia e maternità in armonia con quanto previsto dalla Gestione separata Inps.
Un complesso di norme di notevole rilievo, per compensare il cui costo la Fieg ha chiesto ed ottenuto uno sgravio contributivo (che non sarà a spese dell’Inpgi) pari ad un’aliquota dell’1% della retribuzione di tutti i giornalisti dipendenti. Un totale di oltre 13 milioni annui, considerando la massa retributiva attuale.
Ma oltre all’aumento graduale, dal 2008 al 2011, delle aliquote contributive appena citato, il provvedimento prevede una fase di stabilizzazione - sull’esempio di quanto già previsto per tutti i lavoratori parasubordinati (co.co.co.) non giornalisti – dalla Finanziaria 2007. Tale legge aveva a suo tempo varato un generale condono per tutte quelle aziende che, avendo alle dipendenze uno o più lavoratori co.co.co., fossero state oggetto di contestazioni ispettive o che, comunque, desiderassero regolarizzare posizioni lavorative “a rischio”.
Il costo di tale condono era stato addebitato dalla Finanziaria 2007 all’Inps. Per i giornalisti invece tale ruolo non poteva che essere assunto dall’Inpgi.
Il nostro Istituto si è fatto carico di quest’onere fin dal primo momento, ponendo però assieme alla Fnsi, la condizione che i contratti fossero corrispondenti al carattere della prestazione professionale accertata dai nostri ispettori o comunque resa dai giornalisti interessati.
Per rendere possibile una sicurezza a tale riguardo, dopo aver senza successo proposto che i nuovi contratti fossero articoli 1, abbiamo chiesto che al nostro Sindacato fossero riconosciute la stessa dignità e lo stesso ruolo che la Finanziaria 2007 ha a suo tempo affidato ad altri Sindacati che rappresentano altri lavoratori, prevedendo che ogni atto di conciliazione sia preceduto, anche per i giornalisti, da uno specifico accordo sindacale. Tale passaggio era, ed è, giudicato dall’Inpgi essenziale per garantire che alla rinuncia economica cui l’Ente è disponibile, corrispondano nuovi rapporti di lavoro dalle caratteristiche coerenti con la realtà accertata dall’Istituto nel corso delle ispezioni.
Nel documento, definito “conclusivo” dal Ministero del Lavoro, presentatoci il 18 settembre, questa richiesta non era accolta. Al nostro Sindacato si affidava soltanto il modesto ruolo di assistente nel momento in cui si sarebbe dovuta firmare una conciliazione davanti all’Ufficio del Lavoro. Al contrario, il nostro Sindacato aveva il diritto di vedersi riconosciuta, (così come la Finanziaria 2007 aveva per altri Organismi sindacali stabilito), la dignità di un soggetto istituzionale con il quale un’azienda, che per sua scelta aspiri al condono, deve prioritariamente trattare alla pari. E prevedendo quindi, come la stessa Finanziaria 2007 già prevede, che un accordo sindacale sia condizione per il successivo passaggio conciliativo.
Mancando quell’importante passaggio (che, lo ripeto, non derivava da una nostra invenzione, ma rappresentava un diritto della categoria conseguente ad una legge dello Stato) l’Inpgi fece presente nei successivi contatti informali che l’Ente ben difficilmente avrebbe potuto condividere una tale conclusione.
Queste osservazioni hanno dato i loro frutti, in quanto due giorni più tardi abbiamo avuto il piacere di ricevere un documento conclusivo che accoglieva quella giusta richiesta.
Con questa importante modifica la nuova ipotesi è stata quindi portata all’esame del Consiglio di amministrazione dell’Inpgi che l’ha approvata a maggioranza. Ed è stata ratificata il giorno successivo anche dal Comitato amministratore.
Resta purtroppo per il momento irrisolta la questione relativa alla cessione del diritto d’autore, il cui utilizzo oggi comporta, di fatto, un onere contributivo ad esclusivo carico del giornalista. La proposta del Ministero del Lavoro, che limitava al 40% del reddito il ricorso a tale cessione, è stata cancellata dopo che Fieg e Fnsi – con motivazioni diverse – hanno convenuto di abbandonare quella soluzione. L’Inpgi era di diverso avviso, ed ha espresso preoccupazione per tale decisione, che se non corretta potrà indirizzare numerose aziende verso contratti stipulati con ricorso alla cessione del diritto d’autore per l’intero ammontare del reddito. Con la conseguenza che una buona norma legislativa (quella riguardante la nuova contribuzione per i co.co.co.) rischierebbe di fatto di essere disattesa.
L’Inpgi si augura che il percorso legislativo dell’intesa ministeriale possa escludere questo pericolo. Come si augura che le interessanti misure annunciate dal Ministero del Lavoro per assimilare la disciplina (e le aliquote contributive) del lavoro dei giornalisti free-lance al regime dell’Inps, trovino una chiara esplicitazione normativa.
Leggendo il capoverso dedicato a questo capitolo dal documento ministeriale, sembra certa l’intenzione del Ministero di accogliere la richiesta (sostenuta dall’Inpgi e dal Sindacato) affinché siano esentati dall’obbligo contributivo alla Gestione separata coloro che annualmente dispongono di una retribuzione non superiore a 5.000 euro.
Sembra però certo che si intenda andare oltre, e prevedere per tutti – anche per coloro (e ce ne sono) che denunciano redditi ben superiori – una sorta di franchigia generale di 5.000 euro. E tale ipotesi andrebbe ben oltre le richieste di categoria.
C’è poi da chiarire un altro particolare altrettanto interessante: “La quota eccedente i 5.000 euro annui – precisa il testo – sarà assoggettata alle aliquote contributive previste per i collaboratori coordinati e continuativi”. Ciò vuol significare che le stesse aliquote previste in lievitazione per i giornalisti parasubordinati saranno applicate a quello che viene definito “lavoro giornalistico occasionale”. Con i due terzi a carico del committente ed un terzo a carico del giornalista.
Si tratta di ipotesi estremamente interessanti, ma tutte da verificare nel percorso legislativo. Come va verificata l’esigenza che siano stabiliti i parametri per poter individuare senza possibilità di equivoco quando le prestazione professionali giornalistiche possano essere considerate “occasionali”. Tuttavia sembra che il percorso legislativo non si preannunci affatto rapido. C’era la speranza che l’intera normativa potesse essere compresa nella Finanziaria 2008. Ma si è purtroppo accertato che in quel testo, già all’esame del Senato, del provvedimento riguardante i parasubordinati giornalisti non c’è traccia.
Vi accludo copia del documento conclusivo che ci è stato trasmesso il 20 settembre dal Ministero del Lavoro.
Cordiali saluti.
Gabriele Cescutti
Documento del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale su lavoro e previdenza dei giornalisti
Il Governo promuoverà l’adozione di iniziative anche da parte dell’INPGI volte all’armonizzazione del regime previdenziale dei collaboratori coordinati e continuativi iscritti all’albo dei giornalisti con quello dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26. Tale armonizzazione riguarderà anche i trattamenti di malattia e di maternità.
Un primo ordine di misure sarà relativo all’adeguamento dei contributi. A tal fine il Governo ritiene idoneo un aumento graduale delle aliquote contributive secondo il meccanismo seguente:
- dal 1 gennaio 2008 aliquote non inferiori al 60% delle aliquote applicate ai lavoratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26;
- dal 1 gennaio 2009 aliquote non inferiori al 75% delle aliquote dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26;
- dal 1 gennaio 2010 aliquote non inferiori al 90% delle aliquote dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26;
- dal 1 gennaio 2011 aliquote non inferiori alle aliquote dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26.
L’articolazione delle aliquote sarà mutuata da quella in uso nella Gestione separata INPS. Resta confermato che l’aliquota minore si applicherà ai pensionati ed ai lavoratori già iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria. In coerenza con il regime generale, l’onere contributivo graverà per 2/3 sul committente e per 1/3 sul collaboratore con titolarità dell’obbligazione contributiva in capo al committente.
Il Governo adotterà le misure per assimilare la disciplina contributiva del lavoro occasionale giornalistico a quella del regime generale di contribuzione INPS, con particolare riferimento all’assoggettamento a contribuzione della sola quota di compensi che supera complessivamente l’ammontare di 5000 euro nell’anno solare. La quota eccedente i 5000 euro annui sarà assoggettata alle aliquote contributive previste per i collaboratori continuati e continuativi.
Per quanto riguarda l’attività libero-professionale di tipo giornalistico il Governo si riserva di intervenire nell’ambito di una revisione della normativa generale relativa alle attività libero-professionali.
Il Governo adotterà le misure idonee a promuovere la trasformazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa mediante la stipula di contratti di lavoro subordinato di durata non inferiore a ventiquattro mesi. A tal fine, in analogia a quanto previsto dall’art. 1 comma 1202 e seguenti della L. n. 296 del 2006 i committenti datori di lavoro potranno stipulare accordi sindacali a seguito dei quali i lavoratori interessati alla trasformazione potranno sottoscrivere atti di conciliazione individuale conformi alla disciplina di cui agli articoli 410 e 411 del codice di procedura civile. L’INPGI potrà prevedere incentivi specifici per favorire la trasformazione fin dall’inizio in rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
La validità degli atti di conciliazione di cui sopra sarà condizionata all'adempimento dell'obbligo, per il solo datore di lavoro, del versamento alla gestione separata dell’INPGI, a titolo di contributo straordinario integrativo finalizzato al miglioramento del trattamento previdenziale, di una somma pari alla metà della quota di contribuzione a carico dei committenti per i periodi di vigenza dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa per ciascun lavoratore interessato alla trasformazione del rapporto di lavoro.
Ferma restando l’assenza di oneri a carico dell’INPGI, nell’ambito del complessivo progetto di riforma dell’editoria predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri gli esoneri contributivi di cui all’art. 1 comma 766 della legge n.296 del 2006 e all’art.1 commi 361 e 362 della legge n.266 del 2005, verranno concessi anche alle aziende editrici per i giornalisti dipendenti.
Roma, 20 settembre 2007