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RCS. IL CDR E LA RSU DI CORSERA E GAZZETTA DELLO SPORT LANCIANO L’IPOTESI DI UN RUOLO DEI DIPENDENTI NELL’AUMENTO DEL CAPITALE - . Il Cda di Rcs ha approvato le condizioni finali dell’aumento di capitale per 421 milioni di euro massimi che partirà lunedì 17. Sottoscritto contratto di garanzia. Il riposizionamento dei soci

Milano, 14 giugno 2013. Il Cdr del Corriere della Sera e della Gazzetta dello sport e le Rsu dei poligrafici dei due quotidiani hanno chiesto all’azienda di valutare una partecipazione all’aumento di capitale Rcs dei dipendenti tramite conversione del monte ferie pregresse, su base volontaria. E’ quanto si apprende dal Cdr del Corriere che precisa come si tratti di una riflessione ancora embrionale avanzata questa settimana e che dovrebbe venir formalizzata ulteriormente nei prossimi giorni. Non ci sono dati sul possibile valore economico della proposta, anche perché è presumibile che in uno scambio di questa natura il monte ferie pregresse non venga monetizzato a valori reali. Di prassi, poi, la partecipazione dei dipendenti all’aumento di capitale della propria azienda prevede l’offerta delle azioni con uno sconto rispetto alle condizioni di mercato. Il Cda di Rcs ha approvato ieri sera le condizioni finali dell’aumento di capitale per 421 milioni di euro massimi che partirà lunedì.(ANSA).


Rcs: Cda approva aumento capitale fino a 421 mln euro


Milano, 14 giugno 2013. Il Consiglio di Amministrazione di Rcs ha approvato le condizioni finali dell’operazione di aumento di capitale. In particolare, si legge in una nota diffusa ieri sera, l’aumento di capitale avra’ un importo massimo di 421 milioni di euro e precisamente di 420.773.159,66 euro. La ricapitalizzazione avra’ luogo mediante emissione di un massimo di 323.807.079 azioni ordinarie, che saranno offerte in opzione agli azionisti al prezzo unitario di 1,235 euro, di cui 1 euro imputati a capitale sociale ed 0,235 euro a sovrapprezzo, nel rapporto di 3 titoli per uno gia’ posseduto. Per le azioni ordinarie l’importo massimo dell’aumento sara’ di 400 milioni di euro. Per le azioni di risparmio di Categoria B, l’aumento prevede l’emissione di 77.878.422 titoli, al prezzo di 0,268 euro(integralmente imputati a capitale sociale), nel rapporto di opzione di 3 a 1, per un controvalore massimo di circa 21 milioni. Per entrambe le categorie il prezzo di emissione e’ stato determinato applicando uno sconto di circa il 30% sul prezzo teorico ex diritto (Theoretical Ex Right Price-Terp), calcolato sulla base della media aritmetica dei prezzi ufficiali di Borsa registrati nei giorni 11, 12 e 13 giugno 2013, pari a 3,298 euro per ordinarie e di 0,716 per le risparmio. (MF-DJ)–


RCS MEDIAGROUP: SOTTOSCRITTO CONTRATTO Di GARANZIA PER AUMENTO CAPITALE


Milano, 14 giugno 2013.  RCS MediaGroup ha sottoscritto il contratto di garanzia con Banca IMI, BNP Paribas, che agiscono anche in qualita’ di Joint Global Coordinators, e Banca Akros, Banca Aletti, Commerzbank, Mediobanca, Ubi Banca e Credit Suisse. Ai sensi del contratto i membri del consorzio di garanzia si sono impegnati a garantire, disgiuntamente tra loro e senza alcun vincolo di solidarieta’, la sottoscrizione delle azioni ordinarie eventualmente rimaste non esercitate all’esito dell’offerta in Borsa dei diritti inoptati, fino ad un ammontare pari a 184,5 milioni. Essendo inoltre pervenuti alla societa’ impegni irrevocabili e incondizionati da parte di soci, allo stato pari a 195,5 milioni, l’aumento di capitale ordinario risulta gia’ garantito per un importo pari a 380 milioni, rispetto al totale deliberato di circa 400 milioni. Tra il 12 e il 13 giugno 2013 i soci Mediobanca, Fiat, Fondiaria SAI, Pirelli & C., Intesa Sanpaolo, Mittel Partecipazioni Stabili ed Edison, aderenti al patto di sindacato di blocco e consultazione, in relazione alle azioni ordinarie di nuova emissione, hanno assunto impegni di lock-up per un periodo di sei mesi dalla chiusura dell’aumento di capitale. (Italpress)


Rcs: parte riposizionamento soci post aumento


Milano, 14 giugno 2013. L’aumento di capitale da 421 milioni che Rcs si appresta a varare lunedi’ 17 giugno avverra’ a un prezzo di 1,235 euro per i 323,8 milioni di titoli ordinari, con un sconto del 30% sul Terp, e a 0,268 euro per i 77,9 milioni di azioni di risparmio.  A governare le sorti di Rcs, il cui timone, scrive MF, almeno per la prima fase della ristrutturazione restera’ nelle mani dell’attuale a.d. Pietro Scott Jovane, saranno Mediobanca, che confermera’ il suo ruolo (13,6%), Fiat che oltre alla quota oggi sindacata (10,2%) comprera’ almeno un altro 2,8% portandosi sopra il 13% e Intesa Sanpaolo che al 5% detenuto aggiungera’ sicuramente un ulteriore 2,5% e poi garantira’ almeno il 40% dell’inoptato essendo la banca piu’ esposta nei confronti del gruppo tra quelle del consorzio che mettera’ sul piatto 184,5 dei 400 milioni di aumento in azioni ordinarie, 380 dei quali gia’ garantiti. In questo modo Ca de Sass si rafforzera’ salendo sopra la soglia del 10%. Chi scendera’ tra i grandi soci del patto saranno i Pesenti, oggi al 7,747%: sottoscriveranno per il 3,5-4%. Gli altri pattisti manterranno le posizioni. Fuori dal sindacato, il primo socio Rotelli (16,55%) fara’ la sua parte anche per non bruciare i 390 milioni investiti finora. I Benetton (5,1%) non partecipando si diluiranno, come i Merloni (2%). Della Valle fara’ la sua parte e ancora di piu’ avendo capitale per rastrellare sul mercato i diritti: l’inoptato potrebbe essere del 20%. C’e’ chi lo vede, post-aumento, tra il 10-15% se non di piu’. Quindi il nuovo asse, che si riunira’ in un patto di consultazione vedra’ protagonista soprattutto Intesa, Fiat, Rotelli e forse mr Tod’s. Mediobanca, che accompagnera’ la fase-due di Rcs, come conseguenza della revisione delle strategie che emergeranno dal nuovo piano industriale, nel tempo si diluira’ ponendo la quota tra le attivita’ disponibili per la vendita. (MF-DJ)





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