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FRANCO ABRUZZO/Cari colleghi “firme precarie”, io sono uno di voi, almeno nei primi 30 anni di vita ero un precario, allora si diceva “abusivo”. Sono il “primo praticante d’ufficio della storia del giornalismo italiano”. Oggi bisogna difendere l’istituto del praticantato d’ufficio, che, con la mia presidenza 1989/2007, ha consentito ad almeno 4.000 cittadini lombardi di ritrovare una dignità professionale negata dagli editori

di FRANCO ABRUZZO

Cari colleghi  “firme precarie”, ho letto con attenzione la vostra analisi del voto del 19/20 maggio e in particolare mi sono soffermato su un punto, quello in cui affermate: “Mai come negli ultimi anni tanti di questi professionisti, che regolarmente pagano la quota annuale all’Ordine ma non sono altrettanto regolarmente assunti nelle redazioni, si sono sentiti così lontani e così poco rappresentati dagli istituti di categoria. Per questo motivo, quando i candidati delle liste “ufficiali” ci hanno chiesto il voto, abbiamo scelto di non attribuire nessuna preferenza a chi da decenni siede nella casa di tutti noi”. Io non appartengo alla genia di coloro che non hanno fatto nulla per coloro che soffrono. Io mi vanto di avere una storia opposta. Vi prego di seguirmi. Io sono uno di voi, almeno nei primi 30 anni di vita ero un precario, allora si diceva “abusivo”. Sono il “primo praticante d’ufficio della storia del giornalismo italiano”. Chiedete ai vecchi colleghi del grande “Giorno”. In sostanza mi sono autoassunto! In Italia nessuno ha la mia storia alle spalle. Quello che ho fatto per i soggetti deboli, durante la mia presidenza dell’Ordine di Milano, è riassunto nell’articolo leggibile all’indirizzo http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5339 . Non mi ripeto.  Non solo ho all’attivo  4mila praticanti d’ufficio, ma ho anche  all’attivo la creazione dell’Ufficio legale e fiscale, che assiste gratuitamente coloro che ne hanno bisogno. Almeno con me presidente era così.  Ho pubblicato e fatto conoscere il programma della “LISTA ORDINE RIFORMA ADESSO!”(in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12015). A quel documento voglio aggiungere 11 punti di riflessione, che costituiscono argomenti che dovrebbero essere sviluppati dal futuro Consiglio dell’Ordine:


 


1. L’uso smodato dei collaboratori a discapito dei redattori interni. Questo problema si è acuito. I collaboratori assidui devono essere assunti almeno con l’art  2 Cnlg;


 


2.  L’uso di collaboratori esterni con funzioni di direzione o di vicedirezione, pagati a partita Iva;


 


3. L’uso di collaboratori da casa con computer collegato all’azienda con pagamenti come bolletta del telefono, ristoranti, taxi e altro in modo da non risultare come collaboratori. Non pagano così nemmeno l’Inpgi 2.  Anche questi collaboratori devono essere assunti almeno con l’art 2 Cnlg;


 


4.  Contratti interinali, che vengono disdetti proprio pochi giorni prima del periodo in base al quale, per  legge, i giovani hanno diritto all’assunzione. Vengono mandati a casa e dopo un anno, magari, vengono richiamati sempre con contratti interinali;


 


5.Tutto questo genera una debolezza della categoria, che, essendo totalmente nelle mani delle case editrici, è purtroppo in alcuni casi  disposta a tutto pur di sopravvivere;


 


6.Preoccupano il problema della commistione pubblicità-informazione e il potere crescente rappresentato dagli interessi degli azionisti/proprietari delle diverse aziende editoriali. I giornalisti vengono chiamati sempre più spesso a combattere battaglie per “conto terzi”. Un esempio. Dal “capo” di  un magazine  è stato chiesto a un redattore non di raccontare i fatti, ma di “uccidere” un personaggio. Come un killer. Si parla bene di alcuni azionisti  e dei poteri economici/bancari/industriali allineati. E così via…. Che fare? Come arginare tali pericoli? Fra il 1989 e il 2007 l’Ordine di Milano,  ha frenato diversi tentativi di palese corruzione dei giornalisti. La vigilanza su questo punto dovrebbe essere di livello “calvinista”.


 


7.   Rafforzare l’insegnamento  della deontologia professionale e battersi perché sia affermata la responsabilità delle aziende per fatti che riguardano le violazioni deontologiche.


 


8. Impedire, ex art. 44 Cnlg,  ai  Pr di scrivere articoli sui giornali se  non con la pubblicazione di tutti i dati identificativi in modo tale che il lettore sappia che sta leggendo un pubbliredazionale. Questo discorso vale per la carta stampata,  per Internet, per la Tv,  per la radio e per  i social forum.


 


9.  Per un po’ di anni ridurre il numero delle scuole di giornalismo a 5/6 in tutt’Italia. Il mercato è quello che è: non bisogna illudere i giovani.


 


10.  E per chi vuole fare sindacato imporre regole deontologiche precise sulle incompatibilità.


 


11.  Esercitare un controllo severo  sugli “abusi”  della libertà di stampa collegati alla violazione delle regole deontologiche.


 


Sono pronto a fare la mia parte con la passione e l’entusiasmo  ben noti ai colleghi lombardi. Bisogna difendere l’istituto del praticantato d’ufficio, che, con la mia presidenza 1989/2007, ha consentito ad almeno 4.000 cittadini di ritrovare una dignità professionale negata dagli editori.  Qualcuno mi ha accusato di ‘calvinismo’. Ne vado fiero. Nel 2008 il Cdr del Corriere della Sera ha scoperto il peso crescente  dell’Ufficio Marketing nella fattura del giornale e dei periodici del Gruppo. Il Consiglio dell’Ordine di Milano ha richiamato ripetutamente l’attenzione dei giornalisti lombardi sull’argomento a partire dalla delibera del novembre 1986, che poi ha ispirato nel 1988 la stesura dell’articolo 44 del Cnlg. Fummo profeti inascoltati.  Il mio programma sul punto è chiaro: senza il rispetto delle regole deontologiche il giornalismo è destinato a  morire. La vigilanza del  Consiglio territoriale di disciplina (Ctd) deve esser ferrea.  Il Consiglio amministrativo dell’Ordine e i Cdr, invece, devono segnalare al Ctd tutti gli abusi contrattuali (penso anche al mobbing) di cui vengono a conoscenza. Tacere aiuta gli editori spregiudicati e mortifica soprattutto i colleghi deboli e precari, i freelance e i collaboratori. Non bisogna dimenticare che l’Ordine oggi ha due Consigli: il Consiglio amministrativo e il Consiglio di disciplina. La deontologia è gestita sempre dall’Ordine tramite il Consiglio di disciplina. Spetta al Consiglio amministrativo sostenere anche economicamente il Consiglio territoriale di disciplina, perché funzioni al meglio. Il Consiglio amministrativo, - con Procura generale  e Procura della Repubblica, Garante della Privacy, Consob, Agcom, Agcm -, ha un ruolo propulsivo di "promotore della giustizia deontologica".


Nel ballottaggio del 26/27 maggio bisogna votare per la lista “ORDINE RIFORMA ADESSO!” per mandare a casa una casta di arroganti burocrati che, dopo sei anni di governo, promettono che “un altro Ordine è possibile” e rifilano  ai colleghi con 50 anni di Albo medaglie-patacca (in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12059).  Come dire che negli ultimi sei anni  non hanno combinato nulla di buono e di innovativo. Una confessione imbarazzante. Chiedo ai colleghi  di dare un’occhiata alle biografie dei candidati e a quello che hanno fatto nella professione e negli incarichi finora ricoperti. Da sempre mi batto da una sola parte: quella di una professione onesta e pulita  al servizio dei cittadini. Facciamo vincere questa linea.


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IL VOLANTINO con i 44 candidati della Lista “ORDINE RIFORMA ADESSO!”


TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/public/docs/VOLANTINO-2013.pdf


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LE BIOGRAFIE DEI CANDIDATI sono in


TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12020


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MANIFESTO PROGRAMMATICO della LISTA “ORDINE RIFORMA ADESSO!”


Leggi in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12015


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ORDINE DEI GIORNALISTI-Elezioni 19/20 e 26/27 maggio 2013.


LISTA “ORDINE RIFORMA ADESSO!”


APPELLO AL VOTO PER I PUBBLICISTI DELLA LOMBARDIA


di Franz Foti,  Luigi E. Vigevano, Assunta Currà e Franco Abruzzo


TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12057


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In dieci punti riassunta l’azione sociale e riformatrice svolta da Franco Abruzzo alla testa del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia dal 15/5/1989 al 7/6/2007.


TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5339


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Articoli di FRANCO ABRUZZO sulla deontologia giornalistica


in www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=6199 – Abruzzo/Codice deontologico


in www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=4096 – Abruzzo/le regole


in www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=10144 – Abruzzo/minori


in www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2074 – Abruzzo/privacy/Codice 1998


in www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=1517 – Abruzzo/informazione-pubblicità


in www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=1645 – Abruzzo/immagini raccapriccianti


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Articoli/relazioni di FRANCO ABRUZZO in difesa della professione giornalistica


http://www.odg.mi.it/node/31141  -http://www.odg.mi.it/node/31139  - http://www.odg.mi.it/node/30915 -


http://www.odg.mi.it/node/31572 - http://www.odg.mi.it/node/31669 -http://www.odg.mi.it/node/31670 -


http://www.odg.mi.it/node/31663   - http://www.odg.mi.it/node/31108


http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2010     - http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=1017


http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2010     - http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=7848


http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=6017





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