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Tvrs chiude dopo 35 anni. l'Ordine giornalisti: sorpresa e sconcerto. Era la televisione del sacerdote: don Dino Issini l'aveva fatta diventare grande. I sindacati: si vogliono togliere di mezzo i 21 dipendenti

www.ilmessaggero.it

Recanati, 17 maggio 2013.  Sconcerto e rabbia dopo la decisione di smantellare di fatto Tvrs, la televisione che da Recanati, ad opera del genio di un sacerdote, è diventata un piccolo colosso marchigiano dell'informazione.


Il fondatore don Dino Issini da tempo non è più al timone della tv locale, l'attuale gestione vuole spegnere l'azienda che ha creato lavoro e contratti giornalistici.


I sindacati (Cgil, Sigim e Uilcom) prestestano contro una decisione che definiscono «un caso nazionale» dice Roberto Mecarini (Sigim) in quanto Tvrs «chiude con un bilancio in attivo, senza l'utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali e in queste condizioni mandano a casa i dipendenti».


Benfatto (Cgil) aggiunge: «Si vuole fare piazza pulita per gestire il canale senza personale così i soci guadagneranno un sacco di soldi con le televendite togliendo di mezzo i 21 dipendenti».


Solidarietà da Poala Giorgi, vice presidente del Consiglio regionale, e Francesco Massi, capogruppo Pdl in Consiglio regionale.


Duro il documento del Consiglio dell'Ordine dei giornalisti che esprime «sorpresa e sconcerto per la decisione della Società Beta Spa di cessare, dopo 35 anni, l'attività di Tvrs, una delle principali e storiche emittenti televisive della regione. In un momento di profonda crisi dell'intero sistema informativo italiano, l'annuncio della Beta Spa assume contorni particolarmente gravi e soprattutto oscuri. L'azienda - si legge nel documento - ha fatto cioè prevalere logiche speculative e di profitto, senza tenere in alcun conto il destino dei propri dipendenti che, in quasi quattro decenni, hanno accettato condizioni di lavoro e livelli retributivi ai minimi salariali, spesso ai limiti dello sfruttamento».


Per l'Ordine dei giornalisti delle Marche «la decisione della Beta spa è inaccettabile anche perchè in tutti questi anni Tvrs ha beneficiato di contributi pubblici e ha avuto finanziamenti dagli enti locali attraverso la stipula di convenzioni. Gli stessi bilanci presentati dalla società - insiste - non giustificherebbero una scelta così drastica. La volontà di cessare l'attività e di licenziare tutti i dipendenti sembra nascondere ipotesi molto diverse dalle paventate difficoltà economiche». Il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti esprime anche «preoccupazione per il futuro dell'emittente ed esprime vicinanza e solidarietà ai giornalisti e agli altri lavoratori. Invita le autorità a vigilare affinchè le frequenze (vero patrimonio di una emittente) restino in mano alla società che dovrà preparare i contenuti».


Il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti «teme che i proprietari di Beta Spa vogliano, in realtà, separare strutturalmente e gestionalmente chi produce i contenuti (cioè i giornalisti e i tecnici) da chi li mette in onda. L'obiettivo, insomma, è quello di marginalizzare il ruolo della redazione, limitarne l'autonomia e condizionarne i comportamenti». L'Ordine - conclude il documento - «sarà a fianco dei colleghi di Tvrs per ogni iniziativa che abbia come obiettivo la salvaguardia di una testata giornalistica, la difesa dell'autonomia professionale della redazione e la tutela delle norme etiche e deontologiche come garanzia irrinunciabile per una corretta informazione».


In http://www.ilmessaggero.it/MARCHE/recanati_giornalisti_tvrs_televisione_crisi/notizie/280854.shtml





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