Dopo il licenziamento di un redattore Il CdR accusa Condé Nast di comportamenti antisindacali: l’azienda ha violato le procedure contrattuali. L’assemblea di Vanity Fair affida al Cdr un pacchetto di sei giorni di sciopero.
Milano, 15 maggio 2013. Il CdR della Casa editrice Condé Nast ha diramato il comunicato che pubblichiamo qui di seguito:
“Il Cdr accoglie positivamente la disponibilità dell'azienda al confronto aperto nell'incontro del prossimo 22 maggio, ma ribadisce che la revoca della procedura di licenziamento avviata deve essere il punto di partenza del tavolo sindacale. Questa procedura, tra l’altro, è stata aperta dopo che l’azienda aveva già manifestato al Cdr in due incontri, il 24 aprile e il 7 maggio, la volontà di aprire una finestra di un mese di esodi incentivati per i giornalisti interessati.
Ricordiamo che questo licenziamento è avvenuto senza che fosse proposto dal direttore, come prevede l’art. 6 del CNLG, e senza che direttore ed editore lo comunicassero alle rappresentanze sindacali almeno 72 ore prima per esprimere pareri preventivi e formulare proposte come previsto dall’art. 34 del CNLG. Entrambi questi comportamenti sono antisindacali. Il Cdr”
Oggi si è riunita l’assemblea di redazione di Vanity Fair, testata di punta della casa editrice americana, che, al termine del dibattito, ha diramato un comunicato che si può leggere qui sotto:
“L’assemblea dei giornalisti di Vanity Fair, riunitasi il 15 maggio, conferma lo stato di agitazione a oltranza con blocco degli straordinari, come già deciso per tutte le testate dell'azienda in assemblea generale. Ricorda che il blocco prevede l’ingresso dalle 9 alle 10, e 7 ore e 12 minuti di lavoro con un’ora di pausa. Invita inoltre la direzione a non chiedere ai giornalisti di lavorare fuori dagli orari previsti e a non utilizzare i collaboratori in sostituzione dei giornalisti stessi.
L’assemblea di Vanity Fair affida al Cdr un pacchetto di sei giorni di sciopero da attuarsi nel caso in cui il Cdr lo ritenga necessario. L’assemblea considera comunque prioritaria la revoca della procedura di licenziamento avviata nei confronti della collega di Vanity Fair. I Fiduciari di Vanity Fair”.
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