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Premio nazionale di giornalismo giudiziario, vince una siciliana. Clelia Passafiume, 25 anni di Palermo, ha vinto la prima edizione del riconoscimento intitolato a Domenico Calabrò, caposervizio della Gazzetta del Sud

La giornalista Clelia Passafiume ha vinto la prima edizione del “Premio nazionale di giornalismo giudiziario Domenico Calabrò”. La cerimonia di premiazione, presentata dalla conduttrice del tg5 Costanza Calabrese, si è svolta ieri domenica 12 maggio nella suggestiva cornice del prestigioso teatro Sangiorgi di Catania. Clelia, 25 anni nata a Palermo, ma ormai stabilmente a Milano per lavoro, conquista il suo terzo importante riconoscimento, nonostante la giovane età. Ha già vinto, infatti, nel novembre 2011 il “Premio Internazionale di Giornalismo Maria Grazia Cutuli” e nel settembre 2012 quello dedicato a Norman Zarcone. Nel suo lavoro, che ha ottenuto il punteggio massimo di 10/10, Clelia ha raccontato del rapporto mafia/politica/giornalismo, ricostruendone le varie storie, partendo dalla prima intimidazione che ha subito il mondo del giornalismo da parte della mafia nel 1958. Nel ricevere il premio dalle mani del giornalista di Ballarò (Rai 3) Francesco Neri, Clelia ha ringraziato i suoi grandi maestri, Riccardo Arena, relatore della sua pluripremiata tesi oggi presidente dell’Ordine dei giornalisti Sicilia e Franco Nicastro (Ex vicedirettore dell’Ora), suo primo direttore. Gli altri vincitori sono stati Giovanni Tizian, cronista sotto scorta per le sue inchieste sull’ndrangheta, Fabio Isman famoso inchiestista, Giuseppe Lo Bianco, prestigiosa penna de Il fatto Quotidiano. Sono intervenuti il presidente nazionale dell’ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, il procuratore capo della Repubblica di Salerno Franco Roberti, i sostituti procuratori presso la Dda di Napoli Catello Maresca e Giovanni Conzo ed il presidente del premio Massimo Scuderi. La serata è stata allietata dalla corale dell’associazione nazionale della polizia di Stato, diretta dal maestro Mauro Grimaudo. (monreale press)





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