GIORNALISTI. WASHINGTON. NEWSEUM COMMEMORA I REPORTER MORTI NEL 2012 SVOLGENDO IL LORO LAVORO. ALLARME PER LA LIBERTĄ DI INFORMAZIONE, SEMPRE MENO GIORNALISTI IN SIRIA E SOMALIA
Washington, 13 maggio 2013. Sono 84 i reporter di tutto il mondo ammazzati nel 2012 ricordati oggi al Newseum di Washington: i loro nomi figurano ora «Journalists Memorial», il Muro della Memoria, alto oltre 12 metri che onora nel museo dedicato al giornalismo i martiri della professione. In tutto 2246 nomi, tra i quali quelli dei numerosi cronisti italiani morti per mano della Mafia e del terrorismo e il reporter di Aki, Syed Saleem Shahzad, deceduto nel 2011 mentre era in servizio in Iraq e commemorato l'anno scorso. «Uomini e donne che nella loro vita non avrebbero saputo e non avrebbero potuto fare altro che raccontare il mondo che cambia», ha sottolineato oggi Richard Engel, corrispondente dell'NBC News che lo scorso anno è stato sequestrato in Siria e poi rilasciato dopo cinque giorni. È la Siria infatti il paese che nel 2012 ha registrato più morti tra gli operatori dell'informazione, in tutto 29. Oggi all'appello, tra gli altri, non rispondono più professionisti come Marie Colvin del Sunday Times, Gilles Jacquier di France 2, Antony Shadid del New York Times. Dopo la Siria, la seconda maglia nera appartiene alla Somalia, dove nel 2012 sono stati ammazzati 12 reporter. «Paesi - evidenzia Engel - dove non ci sono più eserciti regolari, uniformi e comandanti. Dove non si sa chi combatte per chi e dove ogni cellulare diventa una telecamera». Dal Newseum parte l'allarme per la libertà di informazione che in alcuni paesi è già una chimera: i giornalisti che lavorano senza sposare cause ma animati solo dalla loro fede e dai loro principi stanno sempre più frequentemente pagando con la vita la loro «missione». (Adnkronos)
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