“Tabloid” organo dell’Ordine dei Giornalisti di Milano titola: “Le medaglie d’oro 2013 ai Cavalieri del giornalismo”. C’è un refuso: non d’oro ma dorate e d’argento. Una beffa per 75 giornalisti con 50 anni di Albo.
di Franco Abruzzo
Milano, 13 maggio 2013. Oggi ho ricevuto il numero di Tabloid di marzo/aprile con un ricco supplemento di 20 pagine. Sulla copertina campeggia questo titolo: “Le medaglie d’oro 2013 ai Cavalieri del giornalismo”. Il supplemento è stato evidentemente confezionato prima del 5 maggio, quando ho scoperto che le medaglie non erano d’oro, ma d’argento dorato. Una beffa. Quel titolo fa sorridere. I 75 cavalieri sono senza cavallo e senza oro. Una presa in giro. Io posso dire che tra il 1990 e il 2007 ho consegnato ai colleghi con 50 anni di Albo autentiche medaglie d’oro. Senza ma e senza se. Altri tempi. Tabloid pubblica il bilancio dell’Ordine: si apprende che tra il 2006 e il 2012 l’ente ha accantonato un milione di euro e passa. Degli autentici sciagurati senza il senso della dignità e dell’onore giustificano oggi e in maniera penosa il vertice dell’Ordine sostenendo che ha fatto bene a infrangere gli impegni perché l’oro è uno spreco, visti i tempi. Tale ragionamento è degno di un Paese mediocre, che anche nelle piccole cose rivela limiti grotteschie decadenti. Il vertice avrebbe dovuto parlare chiaro prima e non tener nascosta l’amara verità sperando che la verità non venisse scoperta. Un comportamento imbarazzante. E poi c'è quella lettera del 20 febbraio, che annunciava ai 75 colleghi la consegna delle medaglie d’oro per i 50 anni di Albo. Arriverà una spiegazione razionale? Arriveranno le scuse? Le delibere sono scritte sull’acqua? Grazie, comunque, per il titolo di Cavaliere. Il titolo di Cavaliere, si diceva una volta, non si nega a nessuno.
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