Le liti di Franco Abruzzo, il “piccolo Suslov”, le spese legali e i risparmi collegati al passaggio dalle raccomandate alla posta prioritaria (grazie all’aiuto del sen. avv. Antonino Caruso sollecitato dallo stesso Abruzzo). Difendere gli interessi e i diritti dei colleghi può costare quattrini ma sono quattrini ben spesi.
di Franco Abruzzo
Milano, 12 maggio 2013. Un consigliere pro tempore dell’Ordine di Milano, che si atteggia a “piccolo Suslov”, ancora oggi ha diffuso notizie sbagliate/diffamatorie sul mio conto, sostenendo in sostanza che se io dovessi tornare alla guida dell’Ordine l’ente si troverà di nuovo in conflitto con Fnsi, Ordine nazionale, inpgi e Casagit. Preciso subito che con Fnsi e Casagit non ho mai avuto liti e che oggi i miei rapporti con i vertici di quegli enti sono eccellenti. Sono eccellenti anche i rapporti con Inpgi e Ordine nazionale. In passato il conflitto ha riguardato:
a) Con l’Inpgi il prelievo sui compensi percepiti occasionalmente o vincolati al diritto d’autore per il mancato adeguamento dell’Inpgi alla normativa inps. Per me è inconcepibile che i cittadini vengano discriminati secondo l’appartenenza all’Inps o all’Inpgi. La battaglia sulla libertà di cumulo si è conclusa (finora per me) vittoriosamente.
b) Con l’Ordine nazionale il conflitto ha riguardato nel tempo il riconoscimento del praticantato free lance, l’iscrizione (al Registro) dei praticanti assunti a termine, la riforma della professione, il regolamento delle scuole di giornalismo.
E’ evidente che difendere i diritti e gli interessi dei colleghi e della professione costa quattrini se si pensa agli onorari degli avvocati. In compenso, - con la modifica a costo zero dell’articolo 6 della legge 69/1963 grazie all’interessamento del sen. Avv. Antonino Caruso, che si è attivato su mie pressanti e insistenti segnalazioni -, abbiano ottenuto una norma che ci consente di convocare le assemblee con posta prioritaria e non più per raccomandata (art. 2, comma 4-quater, D.L. 14 marzo 2005, n. 35, nel testo integrato dalla legge di conversione n. 80/2005). Si calcola che negli ultimi 8 anni abbiamo risparmiato almeno 5/600mila euro. Le assemblee si tengono ogni anno per l’approvazione dei bilanci entro marzo e ogni tre anni per l’elezione dei Consigli regionale e nazionale (votiamo in assemblea ex art 4 della legge 69/1963). Prima di questa legge, per ogni assemblea, l’Ordine spendeva circa 45 mila euro, per spedire 19/20mila raccomandate semplici. Con la posta prioritaria il costo è sceso a 12mila euro circa. Oggi, in occasione di queste elezioni, l’Ordine ha spedito 22mila lettere circa ad altrettanti iscritti professionisti e pubblicisti. I conti sono facili: una raccomandata costa 3,60 euro, la posta prioritaria 0,70 euro. Il risparmio è di 72mila euro circa. Solo nel 2013 le due assemblee (quella del 28 marzo e quella delle elezioni) sono costate 144mila euro in meno. Grazie al mio impegno di cui è testimone il pubblicista sen. Avv. Antonino Caruso. Prima della legge del 2005 e a partire del 2002, il Consiglio da me presieduto, su mia iniziativa condivisa, ha applicato i principi fissati poi nella legge su base interpretativa corroborata da alcune sentenze del Consiglio di Stato e da pareri legali. Va detto, però, che il “piccolo Suslov” fa parte del Consiglio solo dal 2007 e probabilmente non è al corrente di quella battaglia vittoriosa da me condotta con grande beneficio per le casse dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Il bilancio tra uscite (per le parcelle) e risparmi mi conforta. Il “piccolo Suslov” aveva, però, il dovere di documentarsi. Non lo ha fatto, venendo meno al proncipio di attenersi alla ”verità sostanziale dei fatti”.
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