Interrogazioni parlamentari a Roma e a Strasburgo. Si cerca un percorso per utilizzare al meglio le potenzialitą produttive di cui dispone ancora oggi lo stabilimento della Burgo di Mantova.
di Paolo Biondo
Mantova, 9 maggio 2013. Due interrogazioni, una a livello europeo e una a livello locale, un unico obiettivo: individuare un percorso che ponga al centro dell’attenzione la possibilità di utilizzare al meglio le potenzialità produttive di cui dispone ancora oggi lo stabilimento della Burgo di Mantova, realtà che ha chiuso i battenti ormai da tre mesi.
Mercoledì 8 maggio nella sala mensa dell’azienda di viale Poggioreale si è svolto un incontro che ha avuto come protagonisti i promotori delle due interpellanze, vale a dire Matteo Gaddi, ex segretario provinciale di Rifondazione Comunista, e Fausto Banzi, capogruppo in consiglio comunale a Mantova della Sinistra Unita, e i lavoratori, affiancati dalle Rsu, che dal 9 febbraio scorso presidiano la struttura.
“Il nostro intento – spiega Matteo Gaddi - è quello di provare a fare chiarezza sulle vicende che riguardano la Burgo di Mantova, in particolare, ma più in generale il settore della carta a livello nazionale. Grazie al fatto che disponiamo al Parlamento Europeo di un gruppo denominato della Sinistra Europea Unita abbiamo predisposto e depositato un’interpellanza a risposta scritta che è stata inviata alla commissione europea della concorrenza. Il perché di tutto ciò deriva dalla sensazione che dietro alla chiusura dello stabilimento di Mantova, da parte della Burgo, per quel che riguarda la produzione di carta da giornale, e di stabilimenti di altri gruppi cartari europei, in particolare il finlandese Upm, per il settore del patinatino, chiusure avvenute più o meno nel medesimo periodo, si possa intravedere una sorta di cartello. Se così fosse riteniamo che la commissione debba dar corso ad un inchiesta che chiarisca il tutto. Qualora sia il responso dell’inchiesta ritengo si possa dichiarare a livello europeo la crisi del settore cartario con la conseguenza della necessità di un immediato intervento per risolvere la situazione. Entro sessanta giorni avremo le risposte ai quesiti inseriti nell’interrogazione”.
“A livello locale - prosegue Fausto Banzi - ho predisposto l’interrogazione perché ritengo che, visto lo scenario in cui si colloca la vicenda della Burgo, tocchi al sindaco di Mantova muoversi affinché si individuino, magari con il sostegno della Provincia, del mondo politico mantovano ed anche coinvolgendo l’associazione industriali, le condizioni per riaprire un tavolo di confronto, per farsì che si possano usufruire dei servizi offerti da Finlombardia ed inoltre di mettersi in contatto con i possibili acquirenti in modo da far comprendere loro che anche l’ente locale è nelle condizioni di agevolare un eventuale progetto”.
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