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Elezione 2013. ORDINE DEI GIORNALISTI DELLA LOMBARDIA
Franco Abruzzo spiega perché, - d’intesa con Stampa democratica, Quarto potere e Mil -, è sceso in campo per rimettere al centro dei giochi il valore dell'informazione e il ruolo dei giornalisti: “Chiedo ai colleghi di dare un’occhiata alle biografie dei candidati e a quello che hanno fatto nella professione e negli incarichi finora ricoperti. Da sempre mi batto da una sola parte: quella di una professione onesta e pulita al servizio dei cittadini. Facciamo vincere questa linea”. In 11 punti i problemi che condizionano il “mestiere” e la sua libertà. Il 19/20 e il 26/27 maggio bisogna votare per la lista “ORDINE RIFORMA SUBITO” per mandare a casa una casta di arroganti burocrati che, dopo sei anni di governo, promettono che “un altro Ordine è possibile” e rifilano ai colleghi con 50 anni di Albo medaglie-patacca. Come dire che negli ultimi sei anni non hanno combinato nulla di buono e di innovativo. Una confessione imbarazzante.
IN CODA IL VOLANTINO CON I 44 CANDIDATI E LA LISTA IN CHIARO.
di FRANCO ABRUZZO
consigliere dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia

Milano,  8 maggio 2013. Il 26 aprile ho deciso, - su invito di Stampa democratica, Quarto potere e Mil -, di scendere in campo per combattere la battaglia “per rimettere al centro dei giochi il valore dell'informazione, valore che ci è stato ‘scippato’ da un management editoriale senza cultura (sensibile solo al differenziale a breve delle trimestrali) e da un ceto di pubblicitari (concessionarie e centri media) che considerano il lettore solo come un consumatore da imbonire”. 44 giornalisti professionisti e pubblicisti hanno raccolto l’appello delle tre componenti sindacali (il volantino con i nomi è in http://www.francoabruzzo.it/public/docs/VOLANTINO-2013.pdf)  . Così sono nate la  “squadra” e la LISTA “ORDINE RIFORMA ADESSO!”: 44 giornalisti, che intendono scacciare  dalle istituzioni coloro che usano le istituzioni per fini  inconfessabili. Oggi il potere riduce e taglia i contributi all’editoria, mentre in Parlamento  sono presenti coloro che hanno sposato una  normativa, che, se approvata, limiterà il diritto di raccontare ai cittadini quello che accade nei  “Palazzi” dove il potere viene esercitato. Anche il diritto dei cittadini a conoscere ne risulterà fortemente indebolito. In questo difficilissimo momento l’Ordine nato dalla riforma dell’agosto 2011 (dl 138) – e che limita la sua azione alle iscrizioni all’Albo, all’esame di Stato, alla formazione continua, all’applicazione della “Carta di Firenze” sul trattamento contrattuale dei soggetti deboli, alla sorveglianza sui master biennali in giornalismo, alle attività culturali, all’assistenza legale/fiscale gratuita a favore dei colleghi in difficoltà e alla comunicazione istituzionale – dovrà muoversi in sintonia con il sindacato, mentre la deontologia passa ai Consigli territoriali di disciplina, che dovranno agire con continuità allo scopo di far vincere le regole del buon giornalismo.


Ho pubblicato e fatto conoscere il programma della “LISTA ORDINE RIFORMA ADESSO!”(in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12015). A quel documento voglio aggiungere 11 punti di riflessione, che costituiscono argomenti che dovrebbero essere sviluppati dal futuro Consiglio dell’Ordine:


1. L’uso smodato dei collaboratori a discapito dei redattori interni. Questo problema si è acuito. I collaboratori assidui devono essere assunti almeno con l’art  2 Cnlg;


2.  L’uso di collaboratori esterni con funzioni di direzione o di vicedirezione, pagati a partita Iva;


3. L’uso di collaboratori da casa con computer collegato all’azienda con pagamenti come bolletta del telefono, ristoranti, taxi e altro in modo da non risultare come collaboratori. Non pagano così nemmeno l’Inpgi 2.  Anche questi collaboratori devono essere assunti almeno con l’art 2 Cnlg;


4.  Contratti interinali, che vengono disdetti proprio pochi giorni prima del periodo in base al quale, per  legge, i giovani hanno diritto all’assunzione. Vengono mandati a casa e dopo un anno, magari, vengono richiamati sempre con contratti interinali;


5.Tutto questo genera una debolezza della categoria, che, essendo totalmente nelle mani delle case editrici, è purtroppo in alcuni casi  disposta a tutto pur di sopravvivere;


6.Preoccupano il problema della commistione pubblicità-informazione e il potere crescente rappresentato dagli interessi degli azionisti/proprietari delle diverse aziende editoriali. I giornalisti vengono chiamati sempre più spesso a combattere battaglie per “conto terzi”. Un esempio. Dal “capo” di  un magazine  è stato chiesto a un redattore non di raccontare i fatti, ma di “uccidere” un personaggio. Come un killer. Si parla bene di alcuni azionisti  e dei poteri economici/bancari/industriali allineati. E così via…. Che fare? Come arginare tali pericoli? Fra il 1989 e il 2007 l’Ordine di Milano,  ha frenato diversi tentativi di palese corruzione dei giornalisti. La vigilanza su questo punto dovrebbe essere di livello “calvinista”.


7.   Rafforzare l’insegnamento  della deontologia professionale e battersi perché sia affermata la responsabilità delle aziende per fatti che riguardano le violazioni deontologiche.


8. Impedire, ex art. 44 Cnlg,  ai  Pr di scrivere articoli sui giornali se  non con la pubblicazione di tutti i dati identificativi in modo tale che il lettore sappia che sta leggendo un pubbliredazionale. Questo discorso vale per la carta stampata,  per Internet, per la Tv,  per la radio e per  i social forum.


9.  Per un po’ di anni ridurre il numero delle scuole di giornalismo a 5/6 in tutt’Italia. Il mercato è quello che è: non bisogna illudere i giovani.


10.  E per chi vuole fare sindacato imporre regole deontologiche precise sulle incompatibilità.


11.  Esercitare un controllo severo  sugli “abusi”  della libertà di stampa collegati alla violazione delle regole deontologiche.


Sono pronto a fare la mia parte con la passione e l’entusiasmo  ben noti ai colleghi lombardi. Bisogna difendere l’istituto del praticantato d’ufficio, che, con la mia presidenza 1989/2007, ha consentito ad almeno 4.000 cittadini di ritrovare una dignità professionale negata dagli editori.  Qualcuno mi ha accusato di ‘calvinismo’. Ne vado fiero. Nel 2008 il Cdr del Corriere della Sera ha scoperto il peso crescente  dell’Ufficio Marketing nella fattura del giornale e dei periodici del Gruppo. Il Consiglio dell’Ordine di Milano ha richiamato ripetutamente l’attenzione dei giornalisti lombardi sull’argomento a partire dalla delibera del novembre 1986, che poi ha ispirato nel 1988 la stesura dell’articolo 44 del Cnlg. Fummo profeti inascoltati.  Il mio programma sul punto è chiaro: senza il rispetto delle regole deontologiche il giornalismo è destinato a  morire. La vigilanza del  Consiglio territoriale di disciplina (Ctd) deve esser ferrea.  Il Consiglio amministrativo dell’Ordine e i Cdr, invece, devono segnalare al Ctd tutti gli abusi contrattuali (penso anche al mobbing) di cui vengono a conoscenza. Tacere aiuta gli editori spregiudicati e mortifica soprattutto i colleghi deboli e precari, i freelance e i collaboratori. Non bisogna dimenticare che l’Ordine oggi ha due Consigli: il Consiglio amministrativo e il Consiglio di disciplina. La deontologia è gestita sempre dall’Ordine tramite il Consiglio di disciplina. Spetta al Consiglio amministrativo sostenere anche economicamente il Consiglio territoriale di disciplina, perché funzioni al meglio. Il Consiglio amministrativo, - con Procura generale  e Procura della Repubblica, Garante della Privacy, Consob, Agcom, Agcm -, ha un ruolo propulsivo di "promotore della giustizia deontologica".


Il 19/20 e il 26/27 maggio bisogna votare per la lista “ORDINE RIFORMA SUBITO” per mandare a casa una casta di arroganti burocrati che, dopo sei anni di governo, promettono che “un altro Ordine è possibile” e rifilano  ai colleghi con 50 anni di Albo medaglie-patacca (in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12059).  Come dire che negli ultimi sei anni  non hanno combinato nulla di buono e di innovativo. Una confessione imbarazzante. Chiedo ai colleghi  di dare un’occhiata alle biografie dei candidati e a quello che hanno fatto nella professione e negli incarichi finora ricoperti. Da sempre mi batto da una sola parte: quella di una professione onesta e pulita  al servizio dei cittadini. Facciamo vincere questa linea.


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IL VOLANTINO con i 44 candidati della Lista “ORDINE RIFORMA ADESSO!”


TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/public/docs/VOLANTINO-2013.pdf


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LE BIOGRAFIE DEI CANDIDATI sono in


TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12020


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MANIFESTO PROGRAMMATICO della LISTA “ORDINE RIFORMA ADESSO!”


Leggi in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12015


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ORDINE DEI GIORNALISTI-Elezioni 19/20 e 26/27 maggio 2013.


LISTA “ORDINE RIFORMA ADESSO!”


APPELLO AL VOTO PER I PUBBLICISTI DELLA LOMBARDIA


di Franz Foti,  Luigi E. Vigevano, Assunta Currà e Franco Abruzzo


TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12057


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In dieci punti riassunta l’azione sociale e riformatrice svolta da Franco Abruzzo alla testa del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia dal 15/5/1989 al 7/6/2007.


TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5339


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ORDINE DEI GIORNALISTI - ELEZIONI 19 e 20 maggio 2013


                           LISTA. “RIFORMA ADESSO!”


 


STAMPA DEMOCRATICA, QUARTO POTERE e MIL per una informazione libera al servizio dei cittadini e per un Ordine (riformato) che tuteli la libertà, la dignità e la professionalità dei giornalisti! –


MENO COSTI E PIU SERVIZI - VOTACI: I TUOI DIRITTI SARANNO DIFESI. IL SISTEMA MAGGIORITARIO IMPONE  L’INDICAZIONE IN BLOCCO DEI CANDIDATI PER FAR VINCERE  LE SCELTE PROGRAMMATICHE  DI QUESTA LISTA.


CONSIGLIO REGIONALE - PROFESSIONISTI (scheda  PISTACCHIO)


1. ABRUZZO Francesco (detto Franco) - 2.ARMANO ANTONIO -3.BONIN ROBERTO -4.BRANDI ROSI - 5.COMUZZI ALBERTO - 6.FEDOCCI ENRICO


 


REVISORI PROFESSIONISTI (scheda  PISTACCHIO)


1.CHIODINI EZIO - 2.ZUCCA PAOLO


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PUBBLI CISTI (scheda gialla)


1. CURRÀ ASSUNTA - 2. RIZZO ALESSANDRO (detto Ale) -3. MALGARINI PAOLA


REVISORE PUBBLICISTA (scheda gialla) - 1.FILIPPO SENATORE


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CONSIGLIO NAZIONALE


 


A.PROFESSIONISTI (scheda grigia)                              


1.MESSINA DAVID - 2.VOLPATI MARCO - 3.DE FELICE GIANNI - 4.ROSSANI OTTAVIO - 5.FRANCIOSO Onofrio (detto Marco) - 6.ARTIOLI DENIS - 7.BORGOMANERI MASSIMO - 8.CECCARELLI DARIO - 9.DE MARINIS FABRIZIO - 10.ESCHENAZI GABRIELE - 11.MAGISTRONI CLAUDIO - 12.MAGOSSO RENZO - 13.MAZZA CLAUDIO - 14. MORIGI ANDREA - 15.PULIAFITO PATRIZIA - 16.ROMANO Gennaro (detto Gerry) - 17.SANSONETTI VINCENZO - 18.SCIALPI RENATO


B. PUBBLICISTI  (scheda beige)


1. FOTI FRANZ - 2.VIGEVANO LUIGI E. - 3. LIGUORO ALBERTO - 4. AMATO ANTONIO - 5. CARABELLI MAURO - 6. CAPPELLUTI FLORA


7. CASASCO ANNAMARIA - 8. FERRARI PAOLO - 9. FOSSATI Giovanni (detto Gianni) - 10. FRANCO ANTONIO - 11. LUONGO MINNIE - 12. MOSSENTA SABRINA - 13. PARISI RAFFAELLA - 14.  PIOGGIA FELICIA


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I professionisti votano per i professionisti, i pubblicisti per i pubblicisti.


DOVE, QUANDO e COME: si vota  domenica  19 maggio (dalle ore 10 alle 13) e  lunedì 20 maggio (dalle ore  9.30  alle 14.30) alla Sala Orlando dell'Unione del commercio di Milano (Corso Venezia 47).


IL BALLOTTAGGIO si terrà  domenica 26 maggio (dalle ore  10 alle 13) e il 27 maggio (dalle ore 9.30 alle 14.30) sempre alla Sala Orlando dell'Unione del commercio di Milano (Corso Venezia 47).


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Il voto si esprime mediante apposite schede da ritirarsi presso il seggio all'atto della votazione. L'elettore dovrà scrivere materialmente i nomi prescelti negli spazi predisposti. Sulla scheda non ci sono liste, simboli o nomi scritti: bisogna scrivere i cognomi e anche i nomi per i casi di omonimia. Bisogna avere la pazienza di scriverli proprio tutti, perché non vincono i singoli, ma la squadra. Il sistema maggioritario puro è feroce: si può vincere o perdere per un solo voto. PER VINCERE BISOGNA VOTARE IN BLOCCO I NOMI DEI COLLEGHI!!!!


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