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RCS: SIMULAZIONE SULL’AUMENTO, PIU’ SALE SCONTO PEGGIO E’ DIRE NO. ESPERTI: LADILUIZIONE HA UN ANDAMENTO NON LINEARE RISPETTO ALL’ADESIONE

Milano,  7  maggio 2013.  Una simulazione di esperti indipendenti per il comitato Parti correlate di Rcs, al lavoro sui potenziali effetti diluitivi del previsto aumento di capitale, mostra come al crescere dello sconto peggiora più che proporzionalmente - “é non lineare”, si legge nel rapporto - la diluizione per quanti non partecipano. Sembra un tema astratto, e non manca chi assicura come sia sempre così negli aumenti di capitale. Ma nei delicati equilibri del gruppo potrebbe tradursi in una battaglia al momento di fissare il prezzo dell’operazione. L’esempio migliore emerge guardando alla simulazione in questione, redatta dai professori Mario Cattaneo e Giovanni Petrella, e consultabile tra i documenti resi pubblici da Rcs. Prendendo uno sconto del 40 e del 50% nell’emissione, chi non sottoscrive del tutto si vede diluito del 67,6% o dell’81,1%, ma se sottoscrive al 20% l’aumento al salire dello sconto non peggiora altrettanto la sua ‘penalizzazione’ e la diluizione è del 54,1% o del 64,9% (al salire di 10 punti di sconto la diluizione non sale più di 13,5 punti ma di 10,8 punti). Tradotto sulla quota di Diego Della Valle, contrario all’operazione: il suo pacchetto è oggi dell’8,695% e con uno sconto del 40% se non sottoscrive nulla diventa del 2,8%, mentre con uno sconto del 50% scende all’1,64%. Se invece l’imprenditore sottoscrive anche solo il 20% dell’aumento (34,78 milioni la quota parte di Della Valle in un aumento da 400 milioni ipotetici, sottoscriverne il 20% comporterebbe un investimento di 6,9 milioni) avrebbe in mano il 3,99% post diluizione nel caso di uno sconto del 40% e del 3,05% nel caso di uno sconto del 50%. I consulenti del comitato Parti correlate non entrano ovviamente nel merito del pacchetto Della Valle. “Un aumento - affermano però - di 10 punti percentuali di sconto sul terp (prezzo teorico di un’azione dopo lo stacco del diritto di opzione relativo a un aumento di capitale, ndr) ‘penalizza’ maggiormente l’azionista che non partecipa affatto all’aumento di capitale rispetto a un altro azionista che non sottoscrive almeno in parte l’aumento di capitale. L’effetto diluitivo dello sconto sul terp si riduce, quindi, all’aumentare della partecipazione dell’azionista all’aumento di capitale”. “Lo sconto sul terp”, ricordano anche i due esperti, è una “variabile decisionale controllabile solo in misura limitata” da Rcs, perché “influenza la probabilità di successo dell’operazione e la sua entità risente delle condizioni congiunturali del mercato finanziario, delle caratteristiche dell’operazione, della situazione aziendale nonché del livello di efficienza del prezzo delle azioni Rcs nel mercato secondario”.(ANSA).





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