Caro Franco, alcuni amici mi hanno chiesto perché ho accettato di ricandidarmi all’Ordine della Lombardia. Ebbene, colgo l’occasione per chiarire perché ho deciso di ripetere questa avventura.
Credo che molti saranno d’accordo se dico che il giornalismo italiano sta vivendo il momento più basso della sua storia. Per tante ragioni, ovviamente, ma anche, e soprattutto, perché è diventato un mestiere senza identità e senza anima, che si fa con qualche esperienza tecnologica senza più curiosità e passione, senza più voler essere guardiani del sistema, senza più voler guardare dietro l’angolo e alzare la testa oltre il banale e soffocante gossip che ci inquina ogni giorno. Certo, ci sono anche colleghi che fanno onestamente e acutamente il proprio lavoro, anche incazzandosi e indignandosi quando serve. Ma sono pochi e a volte sembrano tollerati più che incitati dai propri giornali, molti dei quali preferiscono pubblicare non notizie o amplificarne altre molto banali.
E’ per questo che la categoria presa nel suo complesso sembra ormai popolata da mestieranti.
In questo contesto, l’Ordine che fa? Nulla, esattamente nulla, preferendo vivacchiare alla giornata. Però, non c’è da stupirsi. L’Ordine dei giornalisti è esattamente uguale a quello di altre categorie. E’ diventato un ente inutile e in quanto tale parassitario e addirittura potenzialmente pericoloso.
Il dilemma è questo: serve quest’Ordine così com’è? No! E’ meglio abolirlo? La mia risposta è no: dal momento che esiste è meglio che esista sul serio e che legittimi la propria esistenza. Però…profondamente rinnovato, nello spirito e nella vocazione.
Cioè, un Ordine che sia veramente il rappresentante “alto” della categoria, che faccia sentire la sua autorevole voce e intervenga con energia quando necessario, con ciò non assumendo per nulla un ruolo di sindacato e non affiancandosi ad esso.
Un Ordine che sia esattamente l’opposto di un giornalistificio, i cui membri svolgano il proprio lavoro a titolo gratuito e che chiuda le porte ai desiderosi di trasferte-turistiche e di cariche da stampare sul proprio biglietto da visita.
Un Ordine che metta al centro della propria attività e della propria missione il Giornalismo più dei giornalisti, ai quali deve pensare in primis il sindacato. Un Ordine autorevole, punto di riferimento della categoria. C’è bisogno di volare alto. Quello giornalistico deve ridiventare, per dignità e autorevolezza e indipendenza, il Quarto Potere dello Stato. Un Ordine protagonista, non una comparsa. L’attuale Ordine è tutto questo? Certo che no. Anzi, spesso è l’esatto contrario.
E il mio ruolo? Semplice, dare una mano. Con passione e determinazione.
EZIO CHIODINI
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IL VOLANTINO con i 44 candidati della Lista “ORDINE RIFORMA ADESSO!”
TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/public/docs/VOLANTINO-2013.pdf
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LE BIOGRAFIE DEI CANDIDATI sono in
TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12020
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MANIFESTO PROGRAMMATICO della LISTA “ORDINE RIFORMA ADESSO!”
Leggi in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12015
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ORDINE DEI GIORNALISTI-Elezioni 19/20 e 26/27 maggio 2013.
LISTA “ORDINE RIFORMA ADESSO!”
APPELLO AL VOTO PER I PUBBLICISTI DELLA LOMBARDIA
di Franz Foti, Luigi E. Vigevano, Assunta Currà e Franco Abruzzo
TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12057
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In dieci punti riassunta l’azione sociale e riformatrice svolta da Franco Abruzzo alla testa del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia dal 15/5/1989 al 7/6/2007.
TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5339
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