SIRIA. REPORTER USA SCOMPARSO DA 6 MESI, PER FAMIGLIA IN MANO A INTELLIGENCE
Washington, 3 maggio 2013. Il giornalista americano James Foley, scomparso da sei mesi in Siria, si troverebbe in mano agli agenti dei servizi di intelligence di Damasco, detenuto nei pressi della capitale siriana. È quanto ritiene la famiglia del reporter, freelance di 39 anni in Siria per il GlobalPost, l'Agence France-Presse e altri media, rapito il 22 novembre nella provincia di Idlib. Nella giornata mondiale per la libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti, la famiglia di Foley ha rivolto un appello per il suo rilascio e al governo di Bashar al-Assad perchè fornisca notizie del giornalista, sottolineando che si trovava nel Paese esclusivamente a scopo professionale. Il co-fondatore del GlobalPost Phil Balboni, che ha organizzato un evento a Boston, ha detto che ci sono prove che Foley sia in mano a uomini del regime siriano. «Crediamo che Jim sia stato rapito da milizie pro-regime, comunemente note come Shabiha, e poi consegnato alle forze del governo siriano», ha detto Balboni, che ha assunto anche il ruolo di portavoce della famiglia del rapito. Balboni ha aggiunto che Foley dovrebbe essere detenuto vicino a Damasco in una zona controllata dalle forze fedeli ad Assad. «Crediamo che il centro di detenzione sia controllato dalle Forze di intelligence dell'aviazione siriana», ha aggiunto, ribadendo l'impegno del GlobalPost ad attivare canali diplomatici e privati per ottenere il rilascio di Foley. ( Adnkronos)
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