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Donatella Trotta, una collega autorevole del “Mattino” trasferita dalla redazione centrale di Napoli a quella di Avellino, aspetta dalla Giustizia una sentenza riparatrice di un provvedimento che, secondo la Fnsi, lede la sua immagine e la sua professionalità. La nuova sede di lavoro dista 60 km dalla residenza (in contrasto con l’art. 22 del CNLG secondo io quale ‘il giornalista assunto per prestare servizio in un determinato Comune non può essere trasferito in una sede che disti più di 40 km”).

Roma, 3 maggio 2013. “La Federazione Nazionale della Stampa Italiana, sindacato unitario dei giornalisti, rinnova la propria solidarietà e vicinanza alla professionista napoletana Donatella Trotta, impegnata, dopo un procedimento giudiziario ex art. 700, nel procedimento nel merito di rito ordinario contro ‘Il Mattino’, da lei promosso per tutelare, tra l’altro, la propria professionalità mortificata da un trasferimento, dopo quasi trent’anni, dalla redazione centrale all’ufficio provinciale di Avellino. 


Laureata in lettere, poliglotta, autrice di libri di saggistica (anche sulla storia de ‘Il Mattino’ e della sua fondatrice) insigniti da molti premi, firma ‘storica’ del quotidiano di via Chiatamone, citata per il suo valore in numerose pubblicazioni specialistiche, redattrice specializzata per circa un ventennio delle pagine di cultura e, in seguito, anche di quelle di interni ed esteri del più diffuso quotidiano dell’Italia meridionale, Donatella Trotta è stata infatti inspiegabilmente trasferita senza il suo consenso, in una sede distante 60 km dalla propria residenza (in contrasto con l’art. 22 del CNLG ‘il giornalista assunto per prestare servizio in un determinato Comune non può essere trasferito in una sede che disti più di 40 km dal luogo di svolgimento della prestazione lavorativa’), con modalità punitive aspramente censurate dall’Associazione Napoletana della Stampa, sindacato regionale unitario dei giornalisti, e dalla stessa Federazione nazionale stampa italiana (con documento lanciato dall’Ansa, ripreso dal Corriere del Mezzogiorno e pubblicato sul sito Fnsi in data 2 novembre 2012).


La diversa spiegazione fornita dall’azienda (esigenze organizzative) è stata dichiarata inattendibile il 18 luglio 2012 dal giudice del Lavoro del tribunale di Napoli Ciro Cardellicchio che, in un’ordinanza ex art. 700 (procedimento di urgenza), ha infatti definito ‘illegittimo il trasferimento della Trotta da Napoli ad Avellino ‘in quanto determinato da cause o motivi illeciti e discriminatori” e dunque causa di una palese “dequalificazione professionale’.


Ma il ‘reclamo’ (impugnazione dell’ordinanza) proposto dall’azienda editrice del Gruppo Caltagirone è stato accolto il settembre successivo da un collegio estivo del tribunale, con un’ordinanza basata su una sconcertante “lezione” di giornalismo che lascia esterrefatto il Sindacato dei Giornalisti: anche alla redazione di Avellino (che, notoriamente, si occupa di cronaca, sport, politica e spettacoli locali) la redattrice avrebbe potuto ‘scrivere articoli di cultura e notizie italiane ed estere’!


Il caso Trotta, emblema per la categoria professionale dei giornalisti di un arbitrio esercitato da un’azienda editoriale su un lavoratore il cui disagio professionale, personale, ambientale e familiare è ampiamente documentato, non finisce qui. E questa vicenda paradossale, lesiva della dignità professionale, dell’autonomia e della libertà di una collega di comprovati talento e anzianità lavorativi, va avanti: ha infatti avuto ora inizio il procedimento con il rito ordinario che si concluderà finalmente con una sentenza, che non sarà scritta dal Giudice Cardellicchio - trasferito, intanto, a un altro ufficio - ma dalla dottoressa  Palumbo, che ne ha ereditato il fascicolo. La Fnsi, fiduciosa nella giustizia italiana, auspica pertanto il rientro in tempi brevi della collega nella sede centrale de ‘Il Mattino’. (www.fnsi.it)


 


 


 





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