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RCS. Cda: “Significative incertezze” sull’esecuzione aumento di capitale - Sindaci: continuità aziendale dipende dalla sua realizzazione. CUCCHIANI: “IRRESPONSABILE VOTARE CONTRO L’AUMENTO”

Milano, 2 maggio 2013. Il cda di Rcs sottolinea le “significative incertezze” relative all’esecuzione dell’aumento di capitale ma ritiene “ragionevole l’aspettativa che il gruppo possa disporre di adeguate risorse per continuare l’esistenza operativa in un prevedibile futuro e, conseguentemente, hanno adottato il presupposto della continuità aziendale per la redazione del bilancio consolidato 2012″. E’ quanto si legge nella relazione degli amministratori depositata in vista dell’assemblea straordinaria del 30 maggio, in cui si dovrà votare sulla ricapitalizzazione da 400 milioni di euro. Nella propria relazione il collegio sindacale scrive che “la continuità aziendale di Rcs, con tutti i relativi conseguenti vantaggi anche per gli azionisti, dipende in sostanza dalla realizzazione dell’aumento di capitale nella misura proposta”. Con riferimento alla dismissione degli asset no core previste nel piano, inoltre, i sindaci segnalano “che le dismissioni potranno essere effettuate solo dopo che vi sarà evidenza che il proposto aumento di capitale sarà stato sottoscritto e versato”. (TMNews)


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RCS: CONTESTAZIONI DELLA VALLE SULL’ASSENZA DELLE PROCEDURE CONCORSUALI


Milano, 2 maggui 2013.  Diego Della Valle ha “sollevato censure” sulle “operazioni di rifinanziamento e di ricapitalizzazione” programmate da Rcs in “alcune comunicazioni” indirizzate al consiglio di amministrazione e al collegio sindacale del gruppo. Nel dettaglio - si legge nella relazione dei sindaci in vista dell’assemblea - l’imprenditore ha denunciato “il ‘mancato ricorso’ da parte della societa’ nella definizione della manovra di rifinanziamento agli ‘istituti previsti dalla legge fallimentare, in particolare ad art. 67 e 182 bis’”, rispettivamente relativi agli ‘atti a titolo oneroso, pagamenti, garanzie’ e agli accordi di ristrutturazione dei debiti nell’ambito della procedura di concordato preventivo. In secondo luogo Della Valle, titolare dell’8,7% del capitale tramite Dorint e la finanziaria Di.Vi., ha censurato l’effetto diluitivo del previsto aumento di capitale “che si risolverebbe in un danno per gli azionisti che non seguissero tale aumento”. A seguire, conferma il collegio sindacale di Rcs, lo stesso patron di Tod’s e la Edizione della famiglia Benetton hanno comunicato, con una missiva datata 26 aprile, che “sulla base della lettura dei comunicati diramati dalla societa’ nella parte relativa alla prospettata operazione di ricapitalizzazione della societa’ e del correlato rifinanziamento del debito bancario in scadenza e’ sembrato ad essi corretto e trasparente manifestare in anticipo, rispetto alla data dell’assemblea, la loro indisponibilita’ ad approvare un’operazione di ricapitalizzazione così strutturata”. Sia il cda che il collegio sindacale hanno risposto alle comunicazioni di Della Valle. (AGI)


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RCS. CUCCHIANI: “IRRESPONSABILE VOTARE CONTRO L’AUMENTO”


Molano, 2 maggio 2012. “Responsabilmente mi sembra difficile votare contro l’aumento di capitale di Rcs”. E’ quanto sostiene l’ad di Intesa Enrico Cucchiani. “Dietro l’azienda si raccoglie la crema dell’imprenditoria e della finanza italiane e sarebbe di grave responsabilità per tutti se non le si concedesse la possibilità di andare avanti”. Dopo le dichiarazioni di voto contrarie di Della Valle e Benetton e in vista di possibili altri no, Cucchiani interpellato sulla possibilità di voto disgiunto da parte di quegli azionisti che non parteciperanno alla ricapitalizzazione, l’ha definita come una soluzione “assolutamente possibile”. In pratica “può votare a favore dell’aumento anche chi ha deciso di non partecipare” perché “non credo che queste cose si escludano vicendevolmente”, ha spiegato. Quanto al futuro di Rcs, una volta concluso l’aumento, secondo il banchiere “bisognerà intervenire nei modi più opportuni per assicurare la sostenibilità indipendente del suo sviluppo”. A chi gli ha chiesto se è ottimista sull’approvazione dell’aumento di capitale all’assemblea del 30 maggio, Cucchiani ha replicato: “Penso proprio di sì”.(ANSA).


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