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DIBATTITO. ORDINE DEI GIORNALISTI verso il voto di maggio. Riportare il tirocinio propedeutico all'esame di stato per l'esercizio della professione di giornalista all'interno del ciclo di studi universitari, senza dover frequentare Master di due anni, al "modesto" costo di 10.000 euro, destinati a chi può permetterseli.

di Franz Foti
consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisiti

Sono membro, per ancora qualche mese, del consiglio nazionale dell'ordine. Ho condotto un'esperienza deludente per un triennio. Ho percepito gli stessi meccanismi che hanno "animato" il pessimo parititsmo italiano. In questo pletorico organismo ho tentato d'introdurre elementi di novità ma le risposte sono state sempre di chiusura. Ho registrato poca attenzione al sociale, scarsa sensibilità per le nuove generazioni, continue contrapposizioni. Da una parte la solita e anacronistica posizione dei professionisti che temono il declino della loro professione e della ridotta capacità contrattuale da attribuire all'eccesso di pubblicisti, accusati spesso di scarsa competenza. Gli editori spazzano via chiunque ormai e senza chiedere se pubblicisti o professionisti (il giornalismo oggi non si nutre di differenze formali ed esorcismi, ma di competenze). Dall'altra i rituali e noiosi giochetti di potere intrisi di incarichi e ripicche.


Attendo ancora risposta circa una richiesta dell'Università dell'Insubria (confesso conflitto d'interesse!) per riportare il tirocinio propedeutico all'esame di stato per l'esercizio del professionismo giornalistico all'interno del ciclo di studi universitari, senza dover frequentare Master di due anni, al "modesto" costo di 10.000 euro, destinati a chi può permetterseli. Ufficiosamente appuro che (al centro!) ritengono ormai troppo tardi occuparsi di questo argomento, dopo insistenze durate due anni! Non mi hanno consentito di realizzare il G20 del giornalismo in Calabria sul tema dell'informazione e della criminalità internazionale dicendomi che si trattava di un'operazione turistica e, magari, con qualche interesse di parte. Poi siamo andati, invece, a "celebrare" una seduta del consiglio a Positano dove si sono avvicendati spettacoli musicali e di cabaret. Abbiamo svolto innumerevoli sedute su argomenti disciplinari a mio parere non sempre condotti in punta di diritto ma animati,talvolta, da spirito di fazione.


Si poteva e si doveva fare molto di più! Mediocrità di direzione? Probabilmente !!! Se chiedete quali risultati siano stati raggiunti con le tante sedute del consiglio nazionale circa l'influenza sociale e culturale delle sue azioni e decisioni, le risposte saranno deludenti e certamente sporporzionate ai due milioni e 500 mila euro spesi (?). Certo, abbiamo esaminato innumerevoli ricorsi, dove però, e non di rado, gli ordini regionali hanno deciso in maniera differente dal nazionale, con la chiarezza di giudizio che potete immaginare.


Ho insistito dal primo giorno sul tasto della formazione e dell'aggiornamento professionale aggiungendo anche una proposta per consentire l'accesso ai giornalisti nelle scuole superiori per istruire gli studenti del 5° anno alla stesura dell'articolo di giornale, come previsto dalla normativa dell'esame di stato e con fatica siamo riusciti a concludere a fine triennio! C'era la preoccupazione che gli ordini regionali non accettassero la gratuità della prestazione! Disponiamo di diversi milioni di euro accantonati attraverso il versamento delle quote annue per il "bollino" apposto sul tesserino.


Ora sulla formazione ci sono già gli organigrammi e non ci vuole molto a capire chi andrà a ricoprirli e con quali competenze. Taglio corto,ma non troppo. Mi pare corretto che il numero dei consiglieri venga ridotto a 80 unità; condivido che si adotti il principio del voto elettronico, subito (!), in Lombardia vota il 10% della categoria; consiglio che la formazione si svolga in sintonia con il sindacato a livello regionale (struttura bilaterale?) e nessun organismo nazionale dovrà interferire perchè ogni regione ha le sue caratteristiche riguardanti il mercato del lavoro; propongo che il 70% dei consiglieri sia ancora in attività e che metà del consiglio sia composto da donne; chiedo che si introduca la procedura elettorale proporzionale pura, su liste predisposte, per garantire la rappresentanza corretta e spariscano le cordate e le alleanze che sanno di vecchia e non sopita prima repubblica. Abbiamo rischiato di sparire, di cancellare i pubblicisti e altro ancora. Ci diranno che molto è stato proposto e che le divisioni interne non hanno consentito di fare "passi avanti". Fandonie! E' da ben sei anni che se ne parla e non è accaduto niente. Chiediamoci il perché e la risposta diventerà automatica!


Se un profondo processo di rinnovamento non investirà l'Ordine, sarà lo stesso ad essere travolto! Basta che i giornalisti  vadano a votare e facciano sparire i volti che da trent'anni calcano la scena di questo organismo dimezzato. Chi ha maturato più di tre consiliature potrà fare altro e di utile. Grazie per la vostra "prolungata" attenzione! 





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