DIBATTITO. ORDINE DEI GIORNALISTI verso il voto di maggio. Ecco quello che ne pensa Puntoeacapo
di Carlo Chianura Portavoce di Puntoeacapo
Roma, 2 marzo 2013. L’Ordine dei giornalisti si appresta a vivere la campagna elettorale per il rinnovo degli organismi nazionale e regionali, e si vede. Cominciamo da qui. Come in ogni periodo elettorale si scatenano appetiti da parte di soggetti legati alla categoria, ma altra cosa rispetto all’Ordine, che magari ai temi dell'etica, della deontologia, dei rapporti tra pubblicità e informazione, hanno dedicato in passato scarsissima attenzione.
Senonchè una carica si può interpretare in termini di servizio o in termini di potere. Noi di Puntoeacapo riteniamo che il ruolo di Enzo Iacopino alla presidenza dell’Ordine sia stato vissuto come servizio, ma non solo. Come servizio e come stimolo per il riconoscimento della dignità dei giornalisti in un momento storico che ha visto da un lato l’entrata in crisi del sistema dell’informazione e dall’altro l’ingresso in campo di un esercito di precari, free lance sì ma solo per necessità.
L’Ordine ha lavorato in tutte e due le direzioni, riuscendo tra l’altro a ottenere assieme agli altri soggetti - ora sinceramente impegnati, ora deboli, ora interessati -, il riconoscimento di legge che i giornalisti hanno diritto a un equo compenso.
L’Ordine stesso poi non è un fine, è lo strumento che la legge ha dato cinquant’anni fa perché la professione giornalistica si autoregoli secondo norme che tutelino una attività intellettuale del tutto particolare e garantiscano la pubblica opinione e il lettore che è il destinatario dell'informazione.
Da decenni l’Ordine è in attesa di una riforma della professione che lo metta al passo con i tempi. Un obbiettivo che vede sensibili tutti coloro hanno a cuore questa professione.
Non possiamo e non vogliamo accodarci a quanti strumentalmente vedono nell’Ordine dei giornalisti la radice di tutti i mali del giornalismo. Diciamo il contrario: se la tutela e la dignità della professione giornalistica sono stati in parte salvaguardati in questi anni, questo è merito anche se non soprattutto dell’Ordine dei giornalisti. Dimenticarlo non è solo colpevole, ma autolesionistico.
Questa, al di là delle prese di rispettabili posizioni personali, che riflettono dunque pareri personali, è la linea di Puntoecapo.
IN http://puntoeacapo.org/index.php?option=com_content&view=article&id=726:ordine-dei-giornalisti-quello-che-pensa-puntoeacapo&catid=50:sindacato&Itemid=53
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