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RITA DIETRICH. Votare per chi votare perché, Manuale pre-elettorale del Politicans Occidentalis Italicus (Ibuc Edizioni 2013, prefazione di Polo Guzzanti): un libro ma anche un momento di riflessione su cosa è la politica, come è nata, perché è nata, ma soprattutto come farne buon uso. Le presentazioni-dibattito del libro si terranno a Roma giovedì 7 febbraio 2013, ore 18.30 presso Il Centro studi teatro spettacolo in vicolo del Cedro 5 (Trastevere) e l’11 febbraio, ore 18.30, presso il risto-teatro Skenè, via Francesco Carletti 5 (Piramide).

Impermeabile beige, ombrello e bastone. Nella tasca qualche bigliettino dato da amici e parenti e in testa una confusione di tanti simboli di fiori, scudi, cerchi, bandiere, stelle, ma soprattutto di nomi più o meno conosciuti. E’ il signor Pasquale, un pensionato come milioni in Italia che il 24 e il 25 febbraio verrà chiamato alle urne per mettere la sua X. Poi c’è anche Mario, un commercialista che da anni è costretto a combattere con numeri e leggi, legalità e stratagemmi per aiutare i suoi clienti, di seguito la Signora Pina, casalinga non per scelta ma per decisione del suo datore di lavoro che non poteva sostenere le spese di una gravidanza, ed ancora Massimo, operaio specializzato che dopo anni di duro lavoro rischia il posto perché la sua fabbrica potrebbe essere trasferita in Romania a causa delle eccessive tasse italiane. Ed ancora Dario e Federica, da poco laureati ma già moralmente schiacciati dalle difficoltà di trovare un lavoro. E così procedendo Sebastiano, piccolo imprenditore da anni alle prese con fideiussioni, garanzie e cessioni di credito per riuscire ad ottenere qualche prestito bancario per poter pagare i suoi fornitori e dipendenti. E poi ancora Rosa, Paolo, Luisa, Anna, Flora fino ad arrivare a circa 50 milioni di nomi, ognuno con storie di vita diverse ma spesso problemi simili, pieni di affanni e preoccupazioni per un futuro sempre più incerto e precario.


Tutti questi 50 milioni di individui costituiscono il grande branco del Politicans Occidentalis Italicus: una specie di animale sociale dalla gloriosa tradizione millenaria, che oggi vede minacciata la sua stessa sopravvivenza.  Ed è proprio il Politicans Occidentalis Italicus il soggetto-oggetto del libro Votare per chi Votare perché, che affannosamente ricerca le sue origini per riscoprire il suo futuro.


Questa specie di animale sociale è composta da diversi gruppi di individui: i più anziani sono nati sotto i bombardamenti di una assurda guerra fratricida e hanno mosso i primi passi sulle macerie di un paese distrutto dalla fame ed ora dopo averne risollevato le sorti con fatica e sudore, si trovano spesso esclusi da un mondo che non comprendono più.


I più giovani invece vivono viaggiando costantemente lungo reti invisibili, con il supporto di varie strumentazioni e attraverso  suoni,  immagini e parole riescono ad essere sempre connessi gli uni agli altri. Non conoscono più confini né barriere e possono vedere amici anche dall’altro capo del mondo senza prendere un aereo. Per loro il tempo e lo spazio, dimensioni che hanno condizionato la vita dei loro predecessori, non hanno più significato. Ma se possono sentirsi così potenti nella realtà virtuale, diventano fragili e indifesi quando devono fare i conti con la materia, quando vedono negati i loro diritti di sopravvivenza, e quando non riescono nemmeno a prendersi un impegno per un affitto ed uscire dalle rassicuranti ma limitate mura familiari.


In mezzo c’è una fascia di Politicans che ha conosciuto le barricate della contestazione studentesca, che ha aderito con fede alle ideologie partitiche della Prima Repubblica, che ha creduto nella lotta di classe, e ha creato partiti ad immagine e somiglianza delle diversi classi sociali. Poi però questo mondo è crollato, e  non senza difficoltà questa fascia di mezzo ha dovuto trovare un altro collocamento nella cosiddetta Seconda Repubblica, combattuta fra la nostalgia del vecchio e le aspettative di una crescita economica spesso più declamata a parole che sostenuta con i fatti. 


Oggi però, nonostante le differenze di età e di esperienze dei suoi membri, il Politicans Occidentalis Italicus appare sfiduciato verso quei rappresentanti da lui stesso votati e diffidente rispetto quelle istituzioni da lui stesso create. La crisi economica lo avvilisce, le difficoltà di prendersi cura dei propri cuccioli lo demoralizza, gli scandali e il tradimento di alcuni suoi simili lo indigna, e spesso la sua reazione di fronte a tutti questi sentimenti negativi è la paralisi e la rassegnazione.


E’ consapevole che se isola i propri membri, mettendoli gli uni contro gli altri,  la specie non potrà sopravvivere. Nessun animale sociale è autosufficiente in tutte le sue necessità. Ha bisogno di chi lo rappresenta, di chi lo guida, di chi si occupa del bene comune.  E tutto questo lo sa da millenni, da quando alcuni dei suoi più illustri antenati di polticans come Aristotele, Platone, Cicerone, Tommaso D’Aquino, Hobbes, Locke e Rosseau, fino a arrivare ai sociologi contemporanei, hanno filosofeggiato sulla politica della partecipazione, esponendo diverse teorie che però, pur parendo da presupposti diversi, sono giunte agli stessi risultati: tutti hanno bisogno di tutti e nell’unione sta la forza. Queste sono state le teorie e le ideologie alla base delle attuale società moderna con le sue aggregazioni politiche (partiti, liste civiche, associazioni ecc) che attraverso i secoli hanno trasformato la democrazia diretta di pochi in quella rappresentativa dell’attuale suffragio universale.  


Tuttavia oggi il Politicans si sente impotente, estromesso dai suoi stessi interessi, e rischia di perdere il vero significato di democrazia rappresentativa. Grida, ma i suoi dolori quotidiani diventano slogan elettorali, fa appelli, ma non sa più a quale voce prestare ascolto, continua a lottare, ma non comprende più quali siano le sue armi.


Di questo e molto di più si parlerà nelle presentazioni-dibattito del libro “Votare per chi Votare perché”, manuale pre-elettorale del Politicans Occidentalis Italicus che si terranno a Roma Giovedì 7 febbraio 2013, ore 18.30 presso Il Centro studi teatro spettacolo in vicolo del Cedro 5 (Trastevere) e l’11 febbraio, ore 18.30 presso il risto-teatro Skenè, via Francesco Carletti 5 (Piramide). Gli incontri saranno l’occasione per tutti i politicans che desiderano partecipare, di scambiare stimoli e riflessioni sul futuro della nostra democrazia in un delicato momento storico, in cui è necessario riscoprire i valori civici e ricomporre la frattura tra comuni cittadini e le loro rappresentanze parlamentari, parte di quella che ormai viene definita “la casta”.


Gli inviti si possono scaricare dal blog del libro ai seguenti link: 


Per il 7 febbraio 2013                                           per l’11 febbraio 2013





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