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ECONOMIA OLTRE LA CRISI
DI
ALBERTO QUADRIO CURZIO

Il mondo, già provato dalla devastante crisi dei subprime, è alle prese con lo spettro di una nuova recessione mondiale se non addirittura con una seconda Grande Depressione dagli sviluppi, anche sociali, imprevedibili. Le crisi si susseguono ormai con regolarità impressionante mettendo a dura prova Stati, unioni economiche e continenti. Ma, quali sono le cause? Cosa frena realmente l'economia? Come se ne esce? Sono queste ed altre assai dettagliate le domande poste dal giornalista del "Sole 24 ore" Stefano Natoli al professor Alberto Quadrio Curzio nel volume conomia oltre la crisi (prefazione di Romano Prodi, Editrice La Scuola, "Orso Blu", pagg. 207, euro 12,50). Nelle risposte del grande economista una profonda riflessione sul liberalismo sociale. Quadrio Curzio indica qui - tra le cause della crisi-  la divaricazione tra economia reale e finanza, il sopravvento di strumenti (sempre più sofisticati) e di mercati (spesso deregolamentati) sugli agenti, il prevalere della "carta finanziaria" sulle "cose prodotte",  la sfiducia nella leadership dei governi. Poi spazia sui grandi temi dell'euro, si ferma in ampie disamine su finanza pubblica e privata, impresa e lavoro... Indica i limiti del "Fiscal compact" e della governance europea, spiega il ruolo delle agenzie di rating, che va limitato specialmente riguardo i titoli di stato, valuta gli effetti della Bce - da custode dei prezzi a protagonista attivo - come pure le potenzialità vere del fondo "salva-Stati".  Il professore elogia l' ”Eurodemocrazia" una grande innovazione istituzionale" e i meriti di Mario Monti, ma senza dimenticare Mario Draghi ("un bell'esempio di come l'Italia può essere"); si sofferma sulle liberalizzazioni del governo tecnico e il paradosso delle liberalizzazioni mancate nei governi Berlusconi. Quindi si concentra sulla crisi della finanza pubblica e indica cosa fare per abbattere il debito. Sollecitato dall'intervistatore risponde sui temi della riforma del mercato del lavoro, della disoccupazione, in particolare giovanile, sulle relazioni tra sindacati e grandi aziende. Dalla situazione italiana vista nei fondamentali, tra richiami alle riforme inderogabili e alla sussidiarietà per lo sviluppo, al mercato e alla concorrenza, come pure all'ammodernamento della nostra costituzione e all'esperienza di un governo tecnico che non potrà però assumere tutte le decisioni necessarie, lo sguardo si allarga a tutto il mondo sottolineando i significati della forza della Cina o delle primavere arabe: colte come occasioni di opportunità per l'Europa. Insomma globalizzazione, geoeconomia, risorse, ma senza mai dimenticare i valori. Quei valori mai astratti, orientati al bene comune, e che devono stare alla base di ogni sistema economico o politico. Sotto questo profilo l'unica certezza di qualsiasi via di uscita è legata all'adozione di un'etica della responsabilità che punti con decisione su sussidiarietà, solidarietà, sostenibilità dell'azione di politica economica e dell'agire degli imprenditori e delle altre parti sociali. Un libro che parla di economia, ma sempre nelle relazioni tra persone, istituzioni e società e, finalmente,  come scrive Romano Prodi nella prefazione, "un dialogo che, senza spingersi dentro i tecnicismi dell'economia, ne esamina le conseguenze sulla nostra vita individuale e collettiva", ma pure "uno strumento per superare le frammentazioni che hanno diviso il sapere economico in mille capitoli tra di loro così separati da impedirci una visione complessiva di che cosa è questa crisi e di che cosa si debba fare per uscirne"





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