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Stampa

INPGI/2 (Gestione separata dell'Inpgi).

L’Inpgi denuncia il colpo di
mano perpetrato da Fnsi e
Fieg: Serventi va alla
guerra contro Cescutti.

E’ scomparso ogni riferimento
al diritto d’autore contenuto
nell'originario "Documento
Damiano" del 18 settembre 2007.
L’Inpgi preoccupato teme una
pioggia di contratti stipulati
con ricorso alla cessione
del diritto di autore per
l'intero ammontare del reddito.
In questo modo gli editori
eviterebbero di pagare i due terzi
dell’aliquota del 23,5%, mandando
in frantumi l’Inpgi/2.

Oggi o domani conosceremo
il testo della Finanziaria 2008.
Le proposte del Governo
potranno essere modificate
e integrate in Parlamento.

In coda tutta la storia del dibattito
sulla cessione del diritto d’autore

Nota di Franco Abruzzo


Milano, 29 settembre 2007. Paolo Serventi Longhi contro Gabriele Cescutti sul tema della cessione del diritto d’autore.  La denuncia viene da un comunicato dell’Inpgi, diramato dall’Ansa, che pubblichiamo in coda. Facciamo un passo indietro. Nel documento 18 settembre 2007  del ministro Cesare Damiano intitolato “lavoro e previdenza dei giornalisti” si legge: "I compensi corrisposti ai collaboratori iscritti alla gestione separata dell'INPGI a titolo di cessione dei diritti di autore non potranno eccedere il 40% della media annuale degli imponi complessivamente percepiti per prestazioni giornalistiche nel corso del biennio solare precedente. Tali compensi restano esclusi dalla base contributiva previdenziale". Va riferito anche che Paolo Serventi Longhi è candidato nel 2008 a succedere a  Gabriele Cescutti alla guida dell'Inpgi.


Nel comunicato Fnsi e nel  comunicato del ministro Damiano del 27 settembre 2007  la frase è scomparsa. Scrive Serventi Longhi nel sito della  Fnsi: “Cessione di diritto d’autore. Nel corso degli incontri ministeriali la Federazione della Stampa ha sollevato il problema del ricorso improprio alla cessione del diritto d’autore per regolare veri e propri rapporti di lavoro da parte delle aziende. In merito non è stato possibile raggiungere una convergenza tra le diverse opinioni espresse. La Fnsi ha pertanto chiesto al ministro Cesare Damiano di varare soluzioni legislative sulla base del principio che la finta cessione del diritto d’autore sia riportata alle caratteristiche proprie della prestazione lavorativa parasubordinata (coordinata e continuativa) e che debba quindi essere soggetta agli stessi obblighi contributivi e normativi delle altre prestazioni autonome”.


Il retroscena viene svelato dal comunicato diramato ieri dall’Inpgi: “Resta tuttavia ''irrisolta'' la questione relativa alla cessione del diritto di autore. La proposta del Ministero del Lavoro, che proponeva di limitare al 40% del reddito il ricorso a tale cessione, è stata cancellata dopo che Fieg e Fnsi, con motivazioni diverse, hanno convenuto di abbandonare la proposta. L'Inpgi - conclude la nota - ha espresso preoccupazione per tale decisione, che se non corretta potrà indirizzare numerose aziende verso contratti stipulati con ricorso alla cessione del diritto di autore per l'intero ammontare del reddito''.


Da queste poche righe traspare la preoccupazione del presidente dell’Inpgi, che teme la strategia della Fieg di  fare ricorso massiccio alla cessione del diritto d’autore  per evitare di pagare i due terzi dell’aliquota contributiva, che per ora è del 23,5% (e che presto salirà almeno al 26,5%).  Il punto centrale è quello che è scritto nell’incipit del “documento Damiano”: “Il Governo promuoverà l'adozione da parte dell'INPGI di misure rivolte all'armonizzazione del regime previdenziale dei collaboratori coordinati e continuativi iscritti all'albo dei giornalisti con quello dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26”. L’armonizzazione significa estendere all’Inpgi anche il principio Inps in base al quale chi opera la cessione del diritto d’autore non versa alcunché alla gestione separata. Per l’Inps sono esclusi, in maniera tassativa,  dal versamento del contributo i percettori di  “compensi corrisposti per diritto di autore”. Se dovesse passare questa linea, l'Inpgi/2 andrebbe in frantumi.


Sul punto recentemente si è espresso il commercialista Alessandro Savorana. Ecco il parere trasmesso a un cliente:


“Ho letto quanto mi hai inviato e non posso che concordare. Peraltro, sotto altro aspetto, l’articolo 3 del Regolamento della gestione separata INPGI prevede che il contributo soggettivo obbligatorio annuo a carico di ogni iscritto all'Istituto è pari al 10% del reddito professionale netto di lavoro autonomo conseguito anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, prodotto nell'anno e risultante dalla relativa dichiarazione dei redditi, nonché dalle eventuali successive definizioni ai fini dell'Irpef secondo il disposto dell'art. 49 (ora art. 53) del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 e successive modificazioni ed integrazioni.


E’ chiaro (o almeno così a me sembra) che il riferimento normativo non prende in considerazione gli “altri” rediti che sono “assimilati” a quelli di lavoro autonomo tra cui i diritti d’autore ed elencati al 2° comma dell’art. 53. Il punto è proprio questo e l’inciso reddito professionale netto di lavoro autonomo (anche sotto forma di co.co.co), lascia poco spazio ad interpretazioni estensive. Il reddito cui occorre riferirsi è, dunque, quello del 1° comma dell’art. 53, analiticamente determinato mediante la differenza tra l’ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio della professione.Il diritto di autore, anche se ai fini fiscali, è “assimilato” a quello di lavoro autonomo, assume altra veste e determinazione ai fini Inpgi/2; se avessero voluto ricomprenderlo nella base di calcolo contributiva l’art. 3 del regolamento avrebbe dovuto farvi espresso riferimento”.


La Fnsi, invece,  ha chiesto al ministro Cesare Damiano  “di varare soluzioni legislative sulla base del principio che la finta cessione del diritto d’autore sia riportata alle caratteristiche proprie della prestazione lavorativa parasubordinata (coordinata e continuativa) e che debba quindi essere soggetta agli stessi obblighi contributivi e normativi delle altre prestazioni autonome”. Va trovato, invece,  un punto di equilibrio e va individuata una disciplina del diritto d’autore che  abbracci soltanto la produzione nobile (articoli legati a grandi eventi, servizi, inchieste, reportages, progetti grafici, servizi fotografici), lasciando fuori le notizie e le cronache minute  e gli articoli che non abbiano i requisiti della originalità e della complessità. La legge sul diritto d’autore  esalta l’espressione più alta della professione di giornalista (la capacità di raccontare i grandi fatti): la Fnsi non può ignorare questo dato. Nulla toglie che siano denunciate le finte prestazioni da cessione d’autore a patto che siano tali.


………………………….


 INPGI: BENE MISURE PER STABILIZZAZIONE PRECARI


Roma, 28 settembre 2007. L'Istituto di previdenza dei giornalisti apprezza l'impegno del governo a varare misure per la stabilizzazione dei precari, annunciato dal ministro del Lavoro Cesare Damiano, ma sottolinea anche che resta ''irrisolta la questione relativa alla cessione del diritto di autore, il cui utilizzo oggi comporta di fatto un onere contributivo ad esclusivo carico del giornalista''.


L'Inpgi - ricorda una nota - ha partecipato al confronto avviato dal ministero del Lavoro, assicurando da subito la sua disponibilità ''a farsi carico di un minor introito di oltre 32 milioni di euro, relativi ai contributi e alle sanzioni che gli ispettori dell'istituto hanno notificato, in cinque anni e mezzo di attività, a 350 aziende editoriali per conto di 667 giornalisti''. Di fatto ''un condono totale'' accordato alle aziende ''che accettino di stabilizzare i co.co.co. giornalisti''.


Il consiglio di amministrazione dell'Istituto apprezza l'intenzione del governo di adottare ''una norma che modifichi l'attuale assetto normativo della Gestione separata Inpgi per quel che concerne i rapporti di lavoro co.co.co., prevedendo: 1) il trasferimento dell'onere contributivo per 2/3 a carico del committente e per un terzo a carico del giornalista; 2) l'innalzamento graduale delle aliquote contributive fino a raggiungere nel 2011 lo stesso ammontare dell'aliquota prevista per la generalità dei collaboratori coordinati e continuativi iscritti all'Inps (pari attualmente al 23%); 3) l'attribuzione della titolarità dell'obbligazione contributiva in capo al committente; 4) un trattamento di malattia e maternità in armonia con quanto previsto dalla Gestione separata Inps''.


Analogo apprezzamento anche per il fatto che nel documento siano ''finalmente previsti per il Sindacato dei giornalisti la stessa dignità e lo stesso ruolo che la Finanziaria 2007 ha a suo tempo riconosciuto ad altri Sindacati rappresentanti di altri lavoratori, prevedendo che ogni atto di conciliazione relativo alla stabilizzazione dei co.co.co. sia preceduto da uno specifico accordo sindacale''.


Resta tuttavia ''irrisolta'' la questione relativa alla cessione del diritto di autore. ''La proposta del Ministero del Lavoro, che proponeva di limitare al 40% del reddito il ricorso a tale cessione, è stata cancellata dopo che Fieg e Fnsi, con motivazioni diverse, hanno convenuto di abbandonare la proposta. L'Inpgi - conclude la nota - ha espresso preoccupazione per tale decisione, che se non corretta potrà indirizzare numerose aziende verso contratti stipulati con ricorso alla cessione del diritto di autore per l'intero ammontare del reddito''. (ANSA)



....................................................................


 


INPGI/2 (Gestione separata dell'Inpgi).


 


Il Governo vara le misure a favore
di collaboratori e precari. Le adesioni
della Fnsi, dell’Inpgi e della Fieg.
Il ministro Damiano: "Un accordo
che può aprire la strada
alla firma del contratto".


 


Scomparso ogni riferimento
al diritto d’autore contenuto
nell'originario "Documento
Damiano"  del 18 settembre 2007. 
Fnsi contraria al diritto d'autore, che
è previsto in diverse leggi.


 


Le proposte del Governo 
potranno essere
modificate anche radicalmente
e migliorate in Parlamento.


 


Il "documento Damiano"
originario (18.9.2007) in coda


 


Roma, 27 settembre 2007. La Federazione Nazionale della Stampa ha inviato al Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, una lettera di adesione ad un documento del Ministro stesso nel quale il Governo si impegna ad una serie di misure in favore dei giornalisti collaboratori e dei precari. Una analoga adesione al documento ministeriale è stata inviata dalla Federazione Italiana Editori Giornali. Il Consiglio di amministrazione dell’Inpgi ha approvato le linee guida del documento stesso. 


Si tratta di un importante passo in avanti che riguarda la situazione previdenziale e del lavoro di migliaia di collaboratori coordinati e continuativi, dei freelance e di tutti i giornalisti che prestano anche lavoro occasionale. Un passo avanti che realizza alcuni degli elementi più significativi della piattaforma contrattuale presentata alle controparti dalla Fnsi.


Il documento definisce soluzioni di mediazione tra le posizioni differenti delle parti sociali, manifestate con durezza dagli editori nella vicenda di un contratto bloccato da quasi mille giorni. La Fnsi si augura che l’adesione di entrambe le parti al documento ministeriale consenta di creare presto un clima nuovo che renda possibile una seria e proficua trattativa sulle questioni contrattuali ancora aperte.


Il tavolo ministeriale, - il cui lavoro si è protratto per sei mesi ed a cui hanno partecipato la Fieg , la Segreteria e il dipartimento sindacale della Fnsi nonché l’Inpgi -, ha individuato i seguenti punti qualificanti:




  • Aumento dei contributi previdenziali – Le aliquote contributive per i collaboratori coordinati e continuativi e per i giornalisti che prestano lavoro occasionale aumenteranno dall’attuale 12% alla percentuale prevista per i lavoratori autonomi iscritti all’Inps e cioè al 23,50%, che passerà al 26-28% se e quando il Governo e il Parlamento confermeranno l’aumento delle aliquote per tutti. L’elevazione della contribuzione avverrà gradualmente, in quattro anni, ma il primo aumento più consistente sarà del 60% a partire dal primo gennaio 2008. L’aliquota minore vigente per l’Inps si applicherà ai pensionati e ai giornalisti già iscritti alla gestione principale dell’Inpgi. L’onere contributivo graverà per due terzi sul datore di lavoro e per un terzo sui collaboratori e saranno le aziende a versare direttamente i contributi alla gestione separata dell’Inpgi. Viene cancellata l’attuale assurda situazione di una contribuzione del 12%, per il 10% a carico del giornalista e versata direttamente dalle colleghe e i colleghi all’Inpgi 2. A questa nuova soluzione consentirà di prevedere anche per i giornalisti collaboratori la possibilità di un futuro previdenziale decoroso.


  • Esenzione contributiva per i bassi redditi in armonizzazione con il regime generale Inps. Per le fasce di reddito da lavoro autonomo fino a 5.000 euro è prevista una esenzione contributiva che consentirà, specie ai redditi più bassi, di non versare contributi previdenziali, che per la loro modesta entità non garantirebbero alcuna significativa prestazione pensionistica.


  • Stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Per promuovere la trasformazione dei rapporti di collaborazione in contratti di lavoro subordinato, di durata non inferiore a ventiquattro mesi, le aziende stipuleranno accordi sindacali con le associazioni regionali di stampa della Fnsi e con i Cdr. In seguito a questi accordi i singoli lavoratori interessati alla trasformazione potranno sottoscrivere atti di conciliazione individuale. L’Inpgi potrà continuare a prevedere incentivi specifici per favorire la trasformazione sin dall’inizio in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, come l’Istituto ha fatto negli ultimi anni.


  • Malattia e maternità. L’armonizzazione dei regimi previdenziali e lavorativi dei collaboratori giornalisti alle norme dell’Inps prevederà anche il riconoscimento dei periodi di malattia e di maternità dei colleghi e delle colleghe.


  •  Cessione di diritto d’autore. Nel corso degli incontri ministeriali la Federazione della Stampa ha sollevato il problema del ricorso improprio alla cessione del diritto d’autore per regolare veri e propri rapporti di lavoro da parte delle aziende. In merito non è stato possibile raggiungere una convergenza tra le diverse opinioni espresse. La Fnsi ha pertanto chiesto al ministro Cesare Damiano di varare soluzioni legislative sulla base del principio che la finta cessione del diritto d’autore sia riportata alle caratteristiche proprie della prestazione lavorativa parasubordinata (coordinata e continuativa) e che debba quindi essere soggetta agli stessi obblighi contributivi e normativi delle altre prestazioni autonome.


  • Condoni ed esoneri contributivi per gli editori. Il processo di trasformazione dei rapporti di collaborazione in rapporti di lavoro subordinati porrà fine ai contenziosi individuali aperti in seguito alle ispezioni dell’Inpgi, realizzando un vero e proprio condono contributivo. Inoltre, esoneri contributivi previsti dalla legge finanziaria del 2006 saranno estesi alle aziende dell’informazione, ferma restando l’assoluta assenza di qualunque onere a carico dell’Inpgi.

La Fnsi chiede al Ministro del Lavoro Damiano e agli uffici dello stesso Ministero, il cui lavoro di mediazione ha consentito la definizione di un documento positivamente innovativo in favore dei collaboratori giornalisti, di attuare al più presto tutte le misure previste.


 


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Il ministro Damiano soddisfatto


 


Roma, 27 settembre 2007.  "Spero che l'accordo e le parti sociali, firmato da Fnsi, Fieg e Inpgi possa aprire la strada al rinnovo del contratto dei giornalisti". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, presentando il protocollo su Lavoro e Previdenza dei giornalisti siglato oggi.


"Dall'inizio del mio mandato ho cercato di creare le condizioni per chiudere il contratto, devo ammettere che sono fallite, ma questa adesione convinta delle parti dimostra che si apre uno spiraglio. Spero che sia viatico per raggiungere l'obiettivo del contratto".


"Il Governo promuoverà l'adozione di iniziative anche da parte dell'INPGI volte all'armonizzazione del regime previdenziale dei collaboratori coordinati e continuativi iscritti all'albo dei giornalisti con quello dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26. Tale armonizzazione riguarderà anche i trattamenti di malattia e di maternità”, si legge nell'accordo tra le parti sociali- Fieg, Fnsi, Inpgi.


Un primo ordine di misure - spiega il documento – sarà relativo all'adeguamento dei contributi. A tal fine il Governo ritiene idoneo un aumento graduale delle aliquote contributive secondo il meccanismo seguente: - dal 1 gennaio 2008 aliquote non inferiori al 60% delle aliquote applicate ai lavoratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26; - dal 1 gennaio 2009 aliquote non inferiori al 75% delle aliquote dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26; - dal 1 gennaio 2010 aliquote non inferiori al 90% delle aliquote dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26; - dal 1 gennaio 2011 aliquote non inferiori alle aliquote dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26".


L'articolazione delle aliquote - continua il documento – sarà mutuata da quella in uso nella Gestione separata INPS. Resta confermato che l'aliquota minore si applicherà ai pensionati ed ai lavoratori gi… iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria. In coerenza con il regime generale, l'onere contributivo graverà per 2/3 sul committente e per 1/3 sul collaboratore con titolarità dell'obbligazione contributiva in capo al committente.


"Il Governo, prosegue l'accordo, adotterà le misure per assimilare la disciplina contributiva del lavoro occasionale giornalistico a quella del regime generale di contribuzione INPS, con particolare riferimento all'assoggettamento a contribuzione della sola quota di compensi che supera complessivamente l'ammontare di 5.000 euro nell'anno solare. La quota eccedente i 5000 euro annui sarà assoggettata alle aliquote contributive previste per i collaboratori continuati e continuativi".


"Per quanto riguarda l'attività libero-professionale di tipo giornalistico - aggiunge l'intesa - il Governo si riserva di intervenire nell'ambito di una revisione della normativa generale relativa alle attività libero-professionali. Il Governo adotterà le misure idonee a promuovere la trasformazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa mediante la stipula di contratti di lavoro subordinato di durata non inferiore a ventiquattro mesi. A tal fine, in analogia a quanto previsto dall'art. 1 comma 1202 e seguenti della L. n. 296 del 2006 i committenti datori di lavoro potranno stipulare accordi sindacali a seguito dei quali i lavoratori interessati alla trasformazione potranno sottoscrivere atti di conciliazione individuale conformi alla disciplina di cui agli articoli 410 e 411 del codice di procedura civile. L'INPGI potrà prevedere incentivi specifici per favorire la trasformazione fin dall'inizio in rapporti di lavoro a tempo indeterminato".


La validità degli atti di conciliazione - aggiunge l'intesa - di cui sopra sarà condizionata all'adempimento dell'obbligo, per il solo datore di lavoro, del versamento alla gestione separata dell'INPGI, a titolo di contributo straordinario integrativo finalizzato al miglioramento del trattamento previdenziale, di una somma pari alla metà della quota di contribuzione a carico dei committenti per i periodi di vigenza dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa per ciascun lavoratore interessato alla trasformazione del rapporto di lavoro.


"Fermo restando - conclude il documento del ministero del lavoro - l'assenza di oneri a carico dell'INPGI, nell'ambito del complessivo progetto di riforma dell'editoria predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri gli esoneri contributivi di cui all'art. 1 comma 766 della legge n.296 del 2006 e all'art.1 commi 361 e 362 della legge n.266 del 2005, verranno concessi anche alle aziende editrici per i giornalisti dipendenti".(AGI)  (www.fnsi.it)


 


NOTA di Franco Abruzzo.  Dal comunicato Fnsi e dal comunicato del ministro Damiano è scomparsa la frase relativa alla diritto d'autore contenuta nel Documento 18 settembre 2007  firmato dallo stesso Ministro Damiano: "I compensi corrisposti ai collaboratori iscritti alla gestione separata dell'INPGI a titolo di cessione dei diritti di autore non potranno eccedere il 40% deUa media annuale degli imponi complessivamente percepiti per prestazioni giornalistiche nel corso del biennio solare precedente. Tali compensi restano esclusi dalla base contributiva previdenziale".


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Documento del Ministro del Lavoro
Cesare Damiano consegnato
a Fnsi, Fieg e Inpgi. Diverse buone idee
elaborate  dall’Ordine di Milano
(gestione Abruzzo) si apprestano
a trovare  piena cittadinanza
nell’ordinamento giuridico  della
nostra Repubblica con la prossima
legge finanziaria per il 2008


 


Cessione del diritto d’autore
lavoro occasionale e aliquote:
l’Inpgi2  adotta le regole Inps.
Abruzzo:
“11 anni di battaglie
sono servite a qualcosa. Vince
l’uguaglianza! Non ci sono
cittadini di serie A e di  serie B.
Veramente eccellente il lavoro
svolto da Cescutti e Tortora.
Rivendico il contributo primario
da me dato al successo di oggi”.


 


IN CODA IL DOCUMENTO
DEL MINISTRO CESARE DAMIANO


di  Francesco M. de Bonis per l’agenzia Stefani@-web


Roma, 24 settembre 2007.  Il documento del Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, consegnato a Fnsi-Fieg-Inpgi, oggi è passato di mano in mano, suscitando commenti positivi tra i giornalisti. Il documento, dice il titolo,  è  “sul lavoro e sulla previdenza dei giornalisti” e prevede  quattro passaggi principali:


1) “Il Governo promuoverà l'adozione da parte dell'Inpgi di misure rivolte all'arrnonizzazione del regime previdenziale dei collaboratori coordinati e continuativi iscritti all'albo dei giornalisti con quello dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS”. L’armonizzazione, che verrà attuata in 4 anni (dal 2008 al 2011), significa che  le aliquote contributive saliranno gradualmente dal 12% al 23,5%  (che diventerà presto 26,5%) per garantire una pensione decorosa  ai “collaboratori coordinati e continuativi iscritti all'albo dei giornalisti”;


2)  “Il Governo adotterà le misure rivolte ad assimilare la disciplina contributiva del lavoro occasionale giornalistico con quella del regime generale di contribuzione INPS. Per quanto riguarda l'attività libero-professionale di tipo giornalistico, il Governo si riserva di intervenire nell'ambito di una revisione della normativa generale relativa alle attività libero-professionali”. 


In sostanza sarà escluso dal pagamento dei contributi  all’Inpgi2  il reddito annuo derivante da attività di lavoro autonomo occasionale contenuto entro i 5.000 euro.  Con il parere n. 881 (17 giugno 1998) emesso su richiesta  del Ministro del Lavoro e del Ministro del Tesoro, il Consiglio di Stato ha affermato: “Non sussiste obbligo di iscrizione alla Cassa di previdenza per i soggetti iscritti nell'Albo che esercitano un'attività professionale in maniera occasionale”.  Il presidente  Gabriele Cescutti e il direttore generale Arsenio Tortora, che si sono battuti con determinazione, sanno che questa norma è insidiosa: attualmente centinaia e centinaia di pubblicisti, che scrivono  anche 80/100 articoli al mese, guadagnano anche meno di 300 euro (spese comprese) al mese, cioè circa 3.600 euro all’anno. Il reddito è inferiore al tetto  dei 5.000 euro al mese, ma la  prestazione lavorativa è giornaliera. E’ evidente che la noma va scritta in maniera tale da escludere dal pagamento dei contributi all’Inpgi2 tutti coloro che non superano i 5.000 euro annui a prescindere dall’occasionalità delle prestazioni.


3) “I compensi corrisposti ai collaboratori iscritti alla gestione separata dell'INPGI a titolo di cessione dei diritti di autore non potranno eccedere il 40% deUa media annuale degli imponi complessivamente percepiti per prestazioni giornalistiche nel corso del biennio solare precedente. Tali compensi restano esclusi dalla base contributiva previdenziale”.


4) “Il Governo adotterà le misure idonee a promuovere la trasformazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa mediante la stipula di contratti di lavoro subordinato di durata non inferiore a ventiquattro mesi. L'INPGI potrà prevedere incentivi specifici per favorire la trasformazione fin dall 'inizio in rapporti di lavoro a tempo indeterminato”.


Questo pacchetto di norme ha il  via libera dell’Inpgi (che oggi riunisce il Consiglio d’amministrazione) e della Fnsi. La Fieg è alquanto fredda sul punto dell’armonizzazione delle aliquote, ma sa di essere perdente: non è pensabile che il trattamento dei cittadino sia subordinato al possesso della tessera di giornalista. Chi ha la tessera paga di meno, ma prenderà di meno una volta pensionato. La Fieg non può difendere la diseguaglianza.


Queste norme, una volta limate e scritte in maniera corretta, verranno calate  dopodomani, 27 settembre, nel disegno di legge relativo alla Finanziaria 2008. Entro dicembre il ddl potrebbe diventare legge.


Per quanto riguarda le aliquote i due terzi sono a carico degli editori, che  provvederanno a versare direttamente all’Inpgi 2 i quattrini  prelevati dal magro foglio paga dei collaboratori (compreso il terzo a carico di questi ultimi).


Esistono perplessità sulla limitazione (al 40%) della cessione del diritto d’autore. Il Ministro Damiano teme una utilizzazione sproporzionata di questo istituto in maniera  tale che alla cassa previdenziale potrebbe non andare un euro a titolo di contributi. Va trovato un punto di equilibrio e va individuata una disciplina del diritto d’autore che  abbracci soltanto la produzione nobile (articoli legati a grandi eventi, servizi, inchieste, reportages, progetti grafici, servizi fotografici), lasciando fuori le notizie e le cronache minute  e gli articoli che non abbiano i requisiti della originalità e della complessità.


Diverse buone idee elaborate  dal 1996 in poi  dall’Ordine di Milano (gestione Abruzzo) si apprestano a trovare  piena cittadinanza nell’ordinamento giuridico  della nostra Repubblica con la prossima legge finanziaria per il 2008. Franco Abruzzo ha dichiarato: “11 anni di battaglie sono servite a qualcosa. Vince l’uguaglianza di trattamento! Non ci sono cittadini di serie A e di  serie B. Veramente eccellente è risultato il lavoro  svolto da Cescutti e Tortora. Rivendico il contributo primario da me dato al successo di oggi. Nessuno si nasconde che potrebbero esserci delle ricadute negative per le casse dell’Istituto. Anche questo aspetto va studiato attentamente”.


……………….


 


Documento del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale


su lavoro e previdenza dei giornalisti


 


Il Governo promuoverà l'adozione da parte dell'INPGI di misure rivolte all'arrnonizzazione del regime previdenziale dei collaboratori coordinati e continuativi iscritti all'albo dei giornalisti con quello dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26.


Un primo ordine di interventi riguarderà l'adeguamento dei contributi. A tal fine il Governo ritiene idoneo un aumento graduale delle aliquote contributive secondo il meccanismo seguente:


 


·        dal l gennaio 2008 aliquote non inferiori al 70% delle aliquote applicate ai lavoratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla L 335/ 1995 art. 2 comma 26;


·        dal l gennaio 2009 aliquote non inferiori al 80% delle aliquote dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla L 335/1995 art. 2 comma 26;


·        dal l gennaio 2010 aliquote non inferiori al 90% delle aliquote dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla 1. 335/ 1995 art. 2 comma 26;


·        dal l gennaio 2011 aliquote non inferiori alle aliquote dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335/ 1995 art. 2 comma 26.


 


L'articolazione delle aliquote sarà mutuata da quella in uso nella Gestione separata INPS. Resta confermato che l'aliquota minore si applicherà ai pensionati ed ai lavoratori già iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria. In coerenza con il regime generale, l'onere contributivo graverà per 2/3 sul committente e per 1/3 sul collaboratore con titolarità dell' obbligazione contributiva in capo al committente.


Il Governo adotterà le misure rivolte ad assimilare la disciplina contributiva del lavoro occasionale giornalistico con quella del regime generale di contribuzione INPS. Per quanto riguarda l'attività libero-professionale di tipo giornalistico, il Governo si riserva di intervenire nell'ambito di una revisione della normativa generale relativa alle attività libero-professionali.


I compensi corrisposti ai collaboratori iscritti alla gestione separata dell'INPGI a titolo di cessione dei diritti di autore non potranno eccedere il 40% deUa media annuale degli imponi complessivamente percepiti per prestazioni giornalistiche nel corso del biennio solare precedente. Tali compensi restano esclusi dalla base contributiva previdenziale.


Il Governo adotterà le misure idonee a promuovere la trasformazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa mediante la stipula di contratti di lavoro subordinato di durata non inferiore a ventiquattro mesi. L'INPGI potrà prevedere incentivi specifici per favorire la trasformazione fin dall 'inizio in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. I lavoratori interessati alla trasformazione potranno sottoscrivere atti di conciliazione individuale conformi alla disciplina di cui agli articoli 410 e 411 del codice di procedura civile, con l'assistenza di un membro del Comitato di Redazione e di un rappresentante dell' Associazione regionale della Stampa.


La validità degli atti di conciliazione di cui sopra sarà condizionata all'adempimento dell'obbligo, per il solo datore di lavoro, del versamento alla gestione separata dell'INPGI, a titolo di contributo straordinario integrativo finalizzato al miglioramento del trattamento previdenziale, di una somma pari alla metà della quota di contribuzione a carico dei committenti per i periodi di vigenza dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa per ciascun lavoratore interessato alla trasformazione del rapporto di lavoro.


Ferma restando l'assenza di oneri a carico dell 'INPGI, nell' ambito del complessivo progetto di riforma dell' editoria predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri gli esoneri contributivi di cui all'art. 1 comma 766 della legge n.296 del 2006 e all'art. 1 commi 361 e 362 della legge n. 266 del 2005, verranno concessi anche alle aziende editrici per i giornalisti dipendenti. Limitatamente al 2008 tali esoneri saranno riconosciuti nella misura del 50%.


Roma 18 settembre 2007


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GESTIONE SEPARATA INPGI
IL PARERE DI UN COMMERCIALISTA
SPOSA LE TESI DI FRANCO ABRUZZO:


“Il regolamento dell’Inpgi/2
non prende in considerazione
gli “altri” redditi che sono
“assimilati” a quelli di lavoro
autonomo tra cui i diritti d’autore”.


 


Bisogna impugnare tutte le
cartelle dell’Inpgi/2 davanti
ai Tribunali. Bisogna avvalersi
dei mezzi costituzionali (“diritto
di difesa”)  con decisione e 
rigore: l’Inpgi deve adeguarsi
all’Inps e rispettare finalmente
la cessione del diritto d’autore
e non chiedere nulla, come fa
l’Inps, a chi guadagna
meno di 5mila euro all’anno.


 


La neutralità del nuovo
Ordine di Milano
(annunciata in
campagna elettorale)
arreca un grave danno
a centinaia di iscritti.
Abbandonata la “dottrina Abruzzo”



Nota dell’Agenzia Stefani@web


Latitanza della Fnsi, dei sindacati regionali e dell’Ordine su un problema  che tocca da vicino centinaia  e centinaia di persone. Un gruppettino sindacale lombardo radicalchic attacca incredibilmente Franco Abruzzo, che ha affrontato da tempo il problema: i giornalisti non sono cittadini di serie B rispetto ai cittadini assicurati con la gestione separata dell’Inps. Il nuovo Consiglio dell’Ordine di Milano (figlio anche del gruppettino radicalchic nonché di cattolici legati alla Curia e di  gente che si dichiara, a parole, di sinistra) frattanto ha deciso di sposare le tesi dell’ente previdenziale, abbandonando al loro destino, fedele al programma elettorale, i propri iscritti. Complimenti!  Secondo il nuovo  presidente dell’Ordine, fedele al programma elettorale, ogni ente della categoria  deve lavorare nel proprio orto e non guardare nell’orto del vicino. Il valore costituzionale dell’uguaglianza così viene abbandonato e ignorato. L’Inpgi può fare quel che crede. Questo è il nuovo che avanza… che tradisce il valore costituzionale della solidarietà verso i colleghi in situazioni critiche !!! Quella dell’Inpgi2 è una grande questione sociale, che il sindacato (dominato dalla sinistra), con tutte le sue strutture regionali, non può e non deve accantonare. Bisogna impugnare tutte le cartelle dell’Inpgi/2 davanti ai Tribunali: questa è la tesi sostenuta anche in passato da Abruzzo. Bisogna avvalersi dei mezzi costituzionali (“diritto di difesa”)  con decisione e  rigore: l’Inpgi deve adeguarsi all’Inps e rispettare finalmente la cessione del diritto d’autore e non chiedere nulla, come fa l’Inps, a chi guadagna meno di 5mila euro all’anno. Anche Damiano, come Serventi Longhi, dorme? Cerchiamo di svegliarli. Non ne possiamo più della loro inerzia. Anche i gruppettini sindacali radicalchic sono pregati di battersi, abbandonando polemiche sterili, pretestuose e a tratti diffamatorie. La “dottrina Abruzzo” interventista, mai neutrale, significa sostegno reale alle attese dei free lance.


 


Il parere del commercialista Alessandro Savorana


Milano, 16 settembre 2007. Il commercialista Alessandro Savorana ha fornito a un proprio cliente un parere sull’applicazione del contributo Inpgi/2 ai diritti d’autore. Ecco la lettera:


“Ho letto quanto mi hai inviato e non posso che concordare. Peraltro, sotto altro aspetto, l’articolo 3 del Regolamento della gestione separata INPGI prevede che il contributo soggettivo obbligatorio annuo a carico di ogni iscritto all'Istituto è pari al 10% del reddito professionale netto di lavoro autonomo conseguito anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, prodotto nell'anno e risultante dalla relativa dichiarazione dei redditi, nonché dalle eventuali successive definizioni ai fini dell'Irpef secondo il disposto dell'art. 49 (ora art. 53) del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 e successive modificazioni ed integrazioni.


E’ chiaro (o almeno così a me sembra) che il riferimento normativo non prende in considerazione gli “altri” rediti che sono “assimilati” a quelli di lavoro autonomo tra cui i diritti d’autore ed elencati al 2° comma dell’art. 53. Il punto è proprio questo e l’inciso reddito professionale netto di lavoro autonomo (anche sotto forma di co.co.co), lascia poco spazio ad interpretazioni estensive. Il reddito cui occorre riferirsi è, dunque, quello del 1° comma dell’art. 53, analiticamente determinato mediante la differenza tra l’ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio della professione.


Il diritto di autore, anche se ai fini fiscali, è “assimilato” a quello di lavoro autonomo, assume altra veste e determinazione ai fini Inpgi/2; se avessero voluto ricomprenderlo nella base di calcolo contributiva l’art. 3 del regolamento avrebbe dovuto farvi espresso riferimento”.


…………………….


Sindacato dei giornalisti, collaboratori e Inpgi2.


Battersi per ottenere quello che dà l’Inps2


in tema di diritto d’autore e di lavoro autonomo


occasionale (entro i 5mila euro all’anno).


Serventi Longhi, se  esisti, batti un colpo!


 


di Franco Abruzzo


Milano, 31 luglio 2007. Il sindacato dei giornalisti  è rappresentato nel  Consiglio d’amministrazione dell’Inpgi dal suo segretario generale (Paolo Serventi Longhi). In questi due anni di mancato contratto, la Fnsi ha speso grandi parole sul destino dei collaboratori  altrimenti detti free lance (espressione che comprende tante realtà diverse). Il sindacato, che ha eccellenti rapporti con il ministro vigilante Damiano, potrebbe intanto avviare a soluzione almeno due problemi concreti:


a) escludere dal pagamento dei contributi alla gestione separata dell’Inpgi (o Inpgi2) i compensi corrisposti per diritto d’autore.  Quando si parla di diritto d’autore ci riferiamo agli articoli, ai servizi giornalistici e alle inchieste caratterizzati da originalità e creatività. Nel diritto d’autore non rientrano il lavoro redazionale e la stesura di articoli di mera cronaca.


b)  escludere il pagamento dei contributi  all’Inpgi2  il reddito annuo derivante da attività di lavoro automo occasionale contenuto entro i 5.000 euro.  Con il parere n. 881 (17 giugno 1998) emesso su richiesta  del Ministro del Lavoro e del Ministro del Tesoro, il Consiglio di Stato ha affermato: “Non sussiste obbligo di iscrizione alla Cassa di previdenza per i soggetti iscritti nell'Albo che esercitano un'attività professionale in maniera occasionale” . I due Ministri e l’Inpgi hanno disatteso il parere.


In sostanza la  Fnsi dovrebbe chiedere l’adeguamento dell’Inpgi2 all’Inps 2. Si legge nel sito dell’Inps al riguardo:


 


Gestione separata INPS- CHI DEVE VERSARE


Sono interessati al versamento del contributo:


coloro che hanno redditi derivanti da attività professionale;


coloro che hanno redditi derivanti da una collaborazione a progetto: amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni ed altri enti, collaboratori di giornali riviste ed enciclopedie (sono esclusi i compensi corrisposti per diritto di autore), partecipanti a collegi e commissioni;


spedizionieri doganali dal 1° gennaio 1998 a seguito della soppressione del loro fondo di previdenza. A partire da questa data sono tenuti all'iscrizione obbligatoria presso la gestione:


gli spedizionieri doganali non vincolati da rapporto di impiego già iscritti al Fondo alla data di soppressione;


gli spedizionieri doganali iscritti nell'albo nazionale successivamente alla data di soppressione del Fondo;


coloro che, dal 1° gennaio 1999, ricevono borse di studio per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca.


A seguito della riforma Biagi, dal 1° gennaio 2004 hanno l'obbligo di versare i contributi alla gestione separata anche coloro che svolgono attività di lavoro autonomo occasionale e i venditori a domicilio, nel caso in cui il reddito annuo derivante dalla loro attività superi i 5.000 euro.  (da www.inps.it – voci: Informazioni > I contributi > Parasubordinati).


 


 


La posizione dell’Inpgi non rispetta le legislazione dell’Inps alla quale è tenuta ad adeguarsi  (art. 76 della legge n. 388/200). 


I giornalisti lombardi possono farsi assistere gratuitamente dall’Ufficio legale dell’Ordine anche per controversie con l’Inpgi sul diritto d’autore. Almeno così accadeva fino al 7 giugno scorso. Oggi il vento gira in senso contrario.


 


……………………………..


1996-2000. Anche Cescutti era d’accordo con Abruzzo sulla cessione dei diritti d’autore: non si deve pagare alcunché.


Con una lettera raccomandata 6 luglio 2004, il dirigente della gestione separata dell’Inpgi (o INPGI/2) ha annunciato che l’Istituto riconosce la cessione dei diritti d’autore fino all’anno fiscale 2000, ma non dal 2001 in poi. Bisognerebbe chiedere all’Istituto di rivelare quale legge a partire dal 2001 ha modificato detto regime, assoggettando a contribuzione i proventi derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno.  In verità quella legge non esiste. La posizione dell’Inpgi è contraddittoria e non rispetta le legislazione dell’Inps alla quale è tenuta ad adeguarsi  (art. 76 della legge n. 388/200).  Non esistono cittadini di serie A e di serie B: la gestione separata dell’Inps non chiede quattrini a  chi realizza proventi collegati alle opere dell’ingegno. Perché l’inpgi/2 si comporta diversamente?


Dall’archivio elettronico della gestione separata dell’Inpgi affiora una circolare 16 maggio 1996 firmata dal presidente dell’Inpgi,  Gabriele Cescutti. Questa circolare dice esattamente il contrario rispetto a quanto nel 2004 ha scritto la dirigente della gestione separata. Riportiamo una parte di quella interessante circolare  allineata ai criteri operativi dell’Inps:


“CHI NON È TENUTO ALL'ISCRIZIONE


In base alla legge le esclusioni sono due.


1) Non è obbligato chi svolge attività occasionale. In tal caso l'attività giornalistica è saltuaria e sporadica. Non può sicuramente costituire la fonte principale di reddito e nemmeno una fonte secondaria permanente, in quanto non sussiste un rapporto fisso con l'editore. I servizi vengono resi in via eccezionale, anche se su specifica ordinazione, e non sussiste alcuna situazione giuridica che garantisca la prosecuzione del rapporto, il conseguimento di ulteriori compensi o la pretesa dell'editore di ricevere altri servizi.


In senso tecnico specifico il soggetto non è nemmeno considerato ai fini fiscali come lavoratore autonomo tanto che, oltre a non essere tenuto all'apertura di partita Iva, in sede di dichiarazione dei redditi non è neanche tenuto alla compilazione del quadro E, ma del differente quadro L.


Conseguentemente non ha la possibilità di iscriversi ad alcuna forma di previdenza, né deve versare contributi, né può pretendere prestazioni.


2) Non è obbligato all'iscrizione chi effettua cessioni di diritti d'autore. Possono essere considerate tali esclusivamente quelle prestazioni che esplicitamente sono regolate tra le parti (azienda editoriale e giornalista) come cessione del diritto d'autore, e che come tali sono soggette all'imposizione Irpef. La cessione dei diritti d'autore, se effettuata direttamente dall'autore stesso, è esente da Iva ed in sede di dichiarazione dei redditi deve essere compilata nella sezione II del quadro E (in apposito rigo, differente da quello di cui all'ipotesi di collaborazione coordinata e continuativa) con l'indicazione dei compensi lordi effettivamente percepiti e dai quali viene detratta una percentuale forfetaria a titolo di riconoscimento delle spese sostenute.


Anche in questo caso non è previsto obbligo (né possibilità) di iscrizione ad alcuna forma di previdenza. Fto Gabriele Cescutti”.


L’Ordine dei Giornalisti della Lombardia fino al 7 giugno 2007 ha applicato le leggi della Repubblica in tema di lavoro occasionale e di cessione dei diritti d’autore nonché le indicazione date dal presidente dell’Inpgi nel 1996.


 


Il problema Inpgi/2 è stato creato dall’Inpgi/2, ma non da Franco Abruzzo, che ha agito con coerenza! Se lo mettano bene in testa soprattutto coloro che rigettano su Abruzzo responsabilità, che sono dell’Inpgi. I colleghi possono, se credono, agire in sede giudiziaria. E’ Cescutti che dovrà spiegare perché ha cambiato linea!





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